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Recensione : Wild Dawn – Pay Your Dues

Dopo “Double Sided” del 2011 tornano i Wild Dawn con il loro hard rock infarcito di groove.

Wild Dawn  -  Pay Your Dues - Recensioni Metal

Il combo francese si diverte e fa divertire, con brani dal forte impatto live, influenze stoner e southern rock.
Già dal primo ascolto i pezzi entrano subito in testa, in virtù di cori azzeccati e di una produzione limpida, che mette in evidenza tutti gli strumenti.
Dal primo brano, Back On Track, in poi è un susseguirsi di song dalle influenze più disparate, dai Black Label Society, ai Kyuss, dal southern di gruppi come gli Hogjaw, alle nuove leve freaks come Scorpion Child e The Answer.
La sezione ritmica, sempre in evidenza, ricama scale Stoner senza soluzione di continuità, il vocalist Greg, dotato di una voce calda, non si risparmia e risulta perfettamente inserito nelle scorribande sonore della band.
Insomma, quasi un’ora di hard rock tripallico, divertente, che rappresenta l’anima tossica del rock da strada, senza fronzoli, e ideale colonna sonora per serate all’insegna dell’eccesso.
Tra i brani da segnalare, S.A.D Story, cadenzata e con un giro di basso che ti vibra dentro, la street Ain’t Life Grand, My Own Worst Enemy, ovvero i Soil che suonano blues, Better Days, dai richiami southern e street, dove la band dimostra di saperci fare anche con i ferri del mestiere, e ancora southern con Stone Cold Motherfucker, dove riecheggiano le gesta dei leggendari The Four Horsemen, autori di tre album memorabili.
Gran bel disco insomma e, al di là dei generi preferiti da ognuno di voi, impossibile non farsi piacere un lavoro come questo. Beh, io esco a cercare il primo album!

Tracklist:
1.Back On Track
2.Bitter Mind
3.Sometimes
4.S.A.D Story
5.Ain’t Life Grand
6.Plague Of The 21st Century
7.I’m My Own Worst Enemy
8.Ain’t Your Life
9.Better Days
10.Stone Cold Motherfucker
11.Let’s Make A Big Mistake
12.I Hate My Band

Alex – bass
Greg – vocals,guitars
Morgan – drums
Romain – guitars

WILD DAWN – Facebook

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