..what comes around.. genova 2006

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interviste a En Roco, Starfish, Rockton RebelOvvero quello che la scena underground genovese ci sta proponendo.EN ROCOEd eccoci a parlare di una delle band genovesi con i più vasti consensi ottenuti a livello nazionale dell’ ultimo periodo..Ne parlo con Rocco, bassista ed anima del gruppo..

Facci una bella raccolta delle impressioni personali sul vostro ultimo lavoro?
eh..è una domanda difficile..quando lavori tanto ad unprogetto risulta poi complicato essere obiettivi..anoi piace molto.crediamo sia un disco più maturorispetto a “prima di volare via”..è sicuramente undisco sul quale abbiamo lavorato di più..oraaspettiamo il tour per vedere che effetto avrà sullagente..incrociamo le dita…

Le testate giornalistiche di settore hannopraticamente accolto ” Occhi Chiusi” positivamente (molto per essere precisi) all’ unisono: ve lo attendevate?
fa sempre piacere vedere che un tuo disco vengaaccolto positivamente dalla critica..dire che ce loattendessimo sarebbe davvero troppo però; speravamopotesse più o meno essere accolto come lo era stato ildisco precedente..

Ho notato alcune differenze rispetto al disco scorso, ovvero un netto miglioramento negli arrangiamenti e una notevole maturazione nel sonwriting ( testi inclusi) che prima risultava forse poco intraprendente: vi trovate d’accordo con me?
sono senza dubbio pezzi più maturi perchè scritti inetà più matura e con una consapevolezza “di gruppo”maggiore. la maggior parte dei brani di “prima divolare via era stata composta in un’età compresa fra i17 e i 19 anni..ora abbiamo tutti circa 26 anni equindi un bagaglio di esperienze superiore sia alivello, come dicevo prima, di gruppo, sia di vitavera e propria, quindi con una serie maggiore distimoli che ci sono pervenuti lavorando alla stesuradi brani e alla cura degli arrangiamenti.

I testi in italiano: esigenza, scelta o cosa?
direi un po’ tutte e due le cose..enrico si occupa generalmente dei testi. a lui risultapiù semplice e naturale esprimersi in italiano e a noialtri la cosa va più che bene..

L’ accomunanza un po’ superficiale che la stampa fa spesso tra voi e i Belle & Sebastian la sentite?
fanno certamente parte dei nostri ascolti e quindiprobabilmente qualche influenza c’è, ma d’altra partesiamo cinque persone molto diverse l’una dall’altracon alle spalle ascolti proporzionalmente diversi gliuni dagli altri.

Grazie per la disponibilità e a presto!
grazie a te. un abbraccio.rocco

STARFISH
Starfish rriot! Questo l’ imperativo della band volta per intero al femminile più aggressiva e al contempo delicata delle nostre zone..Mi rispondono in coro Monica, Giulia, Emanuela e Anna..

Vi va di fare una breve presentazione della band?
Beh, siamo quattro fanciulle che, semplicemente e senza tante costruzioni coreografico-modaiole, si sono messe a suonare assieme per divertirsi e dire la propria nel variegato panorama musicale di Genova.Inizialmente accomunate dalla passione per le Bikini, di cui eseguivamo alcune cover, poi sempre più per la nostra strada, sperimentando e cercando un suono e dei testi che ci rispecchiassero completamente, ma senza mai perdere di vista l’ironia e il divertimento. Siamo ufficialmente nate nel dicembre 2003, poi ad aprile è subentrata Anna a Irene, la precedente bassista. Ora la formazione è compatta e affiatata, cosa fondamentale, soprattutto se si parla di tutte donne…Attualmente siamo in pausa per maternità.

Che tematiche trattate nelle vostre liriche?
I nostri testi variano da argomenti più “impegnati”, a tematiche più leggere, passando per momenti autoironici e senza dimenticare quello che accade nella quotidianità di ognuna di noi. Sicuramente sono di facile lettura e forse anche per questo risultano di impatto, anche se alcuni ci consigliano di passare all’italiano per rendere le canzoni maggiormente comprensibili; noi crediamo però che il genere si sposi meglio con l’inglese, dal momento che i nostri ascolti sono prettamente in questa lingua.

Parlando in generale del fenomeno Rrriot grrrls, vi andrebbe di darci un parere in merito? E’ più un discorso di attitudine che va oltre il genere o di stile?
La denominazione è stata applicata a numerosi gruppi che sicuramente non lo erano, e che magari nemmeno avevano l’intenzione di ricadere nel genere. Solo perché una band è formata da ragazze questo non significa che sia un gruppo riot. Nel nostro caso l’appellativo riot era nato ovviamente in relazione ai primi brani, indubbiamente legati a quegli ascolti; col passare del tempo, come ho già accennato, abbiamo cercato di «assestarci», musicalmente parlando, ampliando i nostri orizzonti; personalmente invece è rimasta da parte mia (scrivo i testi) la tendenza alla «protesta», anche per un mio particolare indirizzo politico; ma tutto ciò è ovviamente differente dalle esperienze che negli anni 80-90 avevano condotto le prime riot grrrls: certo anche noi riteniamo di primaria importanza difendere la dignità femminile, ma ciò avviene nel nostro piccolo, nelle cose che facciamo quotidianamente, non siamo impegnate attivamente in ‘zines o movimenti “ufficiali”; pensiamo che tutto ciò sia abbastanza evidente nella nostra musica.

Attualmente a Genova a mia saputa, siete l’ unica band attiva a tutti gli effetti completamente al femminile: quanto è importante per voi avere un collettivo consolidato di musiciste appartenenti al gentilsesso?
In realtà sappiamo che attualmente suonano almeno altri due gruppi, anche se con attitudini molto differenti dalle nostre. Siamo anche iscritte alla mailing-list del ladyfest italiano, che ci ha aiutate molto a uscire da genova e conoscere un sacco di altri gruppi validi e formati da persone splendide (mallory knox, frau blucher, lalalayoudie, agatha, titti twister). Sicuramente il collettivo è utile per scambiare pareri e organizzare eventi interessanti, anche se non abbiamo alcun problema a collaborare e suonare con gruppi maschili. Non abbiamo pregiudizi di questo tipo.

Credete che viga sessismo ( a parte forse il mio che è però a fine indagativo più che di facciata) nell’ ambito musicale/artistico?
Sessismo?! nooo, figurati! nessuna di noi ha mai sentito dire che se c’è una figa nel gruppo allora si va a sentirlo; oppure che anche «se suonano di merda almeno sono gnocche». C’è da riscontrare che da parte di alcuni c’è maggiore indulgenza, mentre da parte di altri vera e propria cattiveria: è molto più difficile che si ammetta che un gruppo di donne è bravo, e quindi è necessario un doppio lavoro per eliminare il pregiudizio

Gruppi- autori preferiti?
pretty girls make graves, bikini kill, pixies, el guapo, le tigre, blonde redhead, breeders, 7 year bitch, chinese stars, fugazi, sonic youth, uzeda, cocorosie, and you will know us by the trail of dead, unwound, cat power, hood, The 5,6,7,8

Genova: musicalmente parlando dal punto di vista dell’ espressione pubblica come i live, è una realtà a parer mio ben coadiuvata e forte in ambito indie..che ne pensate della situazione estesa all’ Italia in generale?
Si, a Genova Matteo Casari sta facendo un ottimo lavoro, e altri lo stanno seguendo. Gruppi di rilievo ce ne sono parecchi.A livello nazionale non sappiamo… crediamo ci sia fermento, ma non sappiamo dirti di preciso cosa avviene a Bologna piuttosto che Firenze o Roma; in ambito femminile conosciamo quei gruppi citati e alcuni altri, che sono molto attivi.

Concludete come meglio credete..
mi suggeriscono: W LA MUSSA!Riot e genovese a stecca!

ROCKTON REBEL
Ed ora approfondiamo un po’ la conoscenza su Rockton Rebel, un progetto ed una persona, un’ idea che fa dell’ elettronica fai da te qualcosa di molto serio e profondo..

Ciao Amedeo, parlaci un po’ del progetto RockTone Rebel…
Dunque sono attivo come RockTone Rebel dall’inizio del 2005,però era già più di tre anni che suonavo da solo, sotto il nome di “Killer(or)Krash”. Questo progetto nasce dall’ unica e semplice necessità di suonare,mi trovavoin un momento durante il quale il mio vecchio gruppo (beer4breakfast) eraprossimo allo scioglimento, ma io volevo continuare e, stanco di discutere,di rapportarmi con diverse persone, non me la sentii di formare una nuovaband, in più volevo che quello che producevo fosse soltanto mio, pezzi mieisuonati da me. Da li in poi iniziai a sfruttare le potenzialità del mioorganoyamaha attaccato ai pedali della chitarra e del mio campionatore. Non avevobene in mente quello che volevo fare, i pezzi erano essenziali, batteria,oragno e qualche sovraincisione.poi ho inziato ad allargare la mia strumentazionecon prima un synth e successivamente un portatile.Da quel momento la strutturadei pezzi risulta un pò più complessa; ma non saprei comunque definire benela musica che produco, direi indietronica cantautorale, con una vena lo-fiche col tempo si sta affievolendo, non a caso ho proposto dal vivo varievolteuna cover dei Pavement.

Cosa è la cosa che ricerchi in questo percorso musicale?
Ho ricercato molte cose, non ho un obbiettivo fisso: prima come ho già dettocercavo l’essenzialità, ora sto cercando di articolare gli arrangiamentidei pezzi. Anche se non è certo un motivo per il quale è nato il progettoti posso dire che ho sempre sperato che la gente ad un mio concerto ballasseun pochino ma per ora, forse perchè non ho ancora suonato in un luogo adatto,non ho ottenuto alcun risultato.

Hai mai pensato ad inserire altri elementi in RockTone Rebel?
No mai. Sono ben contento di fare featuring, porgetti assieme ad altre persone,anche partecipazioni live (vedi Intortetor), ma RockTone Rebel sono soloio, non è un gruppo.

Come imposti il live?
Io bado sostanzialmente alla presenza scenica, cioè spero che la gente siricordi sia i pezzi che come li interpreto sul momento, che colleghi iltestodella canzone a come mi muovo. Per il lato tecnico prima usavo tutto quelloche avevo in casa per fare i live, tastiera, synth, campionatore ed effetti;ora son passato ad usare il pc ed il synth per ovvie ragioni di comodità.

Recenti dischi e concerti che ti hanno impressionato…
Beh, passare un pomeriggio con Ian Mackay è stata un’esperienza indescrivibile,poi mi son piaciuti molto gli lcd soundsystem al goaboa. Come disco, anchese non recentissimo, posso dire che ascolto moltissimo “earlynorthamerican”dei “girlsareshort”edito per la upperclass record, un disco molto bello, un incocio tra daftpunk e coldcut.Per non parlare poi delgi Uocki Toki che sia come impattolive che come lavoro in studio…un gruppo che ha veramente qualcosa dadire.poiin ordine sparso ascolto molto “the go team”, “ninja high school”, “inferno”…

Cosa pensi della scena elettronica italiana?
Che non esiste, ci sono molti artisti che fanno musica elettronica, ma noncredo che esista una vera e propria scena. Se esiste non ne faccio parte,in quanto mi sento veramente estraneo anche solo a un cicuito di contattia livello nazionale.Comunque stimo molto il lavoro di Popolus, Okapi edinfineEniac.

Dovresti fare uscire il disco su Marsiglia records a breve…pensieria riguardo?
Bah, detto sinceramente non ho un idea precisa di quello che ne verrà fuori,se utilizzerò vecchi pezzi, se la maggior parte saranno nuovi; però sonomolto fiducioso, grazie all’ aiuto di Mat ( Blown Paperbags,nonchè responsabile delle uscite su Marsiglia) .Ho intenzione comunque di rivedereogni singolo pezzo con calma e penso quindi che il processo sarà ancorapiùlungo del dovuto.

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