Wallachia – Shunya

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Wallachia – Shunya

Sorpresa che non deriva certo dal fatto che il musicista scandinavo possa essere un esordiente, se pensiamo che in realtà è attivo con questo monicker da oltre 15 anni, bensì a causa di una produzione discografica piuttosto rarefatta che non ha certo contribuito a farne accrescere la popolarità.
Shunya rappresenta senza dubbio un salto di qualità notevole nella proposta di Lars, che evidentemente trae beneficio dalla presenza di altri musicisti al suo fianco, pur mantenendo intatta la connotazione di Wallachia come one-man band: la stessa definizione di symphonic black tutto sommato potrebbe apparire fuorviante perché, se è vero che le tastiere hanno un ruolo preponderante, il lavoro appare piuttosto vario ed equilibrato, proponendo al suo interno pregevoli passaggi acustici di matrice folk (Ksatriya), o altri dalle convincenti atmosfere epiche come Hypotheist e Nostalgia Among the Ruins of Common Sense
In sintesi, Wallachia ha il grande pregio di non annoiare pur proponendo un genere piuttosto a rischio in tal senso, se non si possiede la capacità di dosare sapientemente l’utilizzo delle tastiere; i brani in Shunya si susseguono senza momenti di stanca e l’ascolto si rivela sempre gradevole e ricco di variazioni che, comunque, non fanno mai smarrire il gusto melodico che è il valore aggiunto dell’album: ne sono un riuscito esempio Harbinger of Vacuumanity con le maestose orchestrazioni collocate nella sua parte finale, e la traccia di chiusura Emotional Ground Zero, che si rivela il giusto suggello all’album trattandosi, a mio avviso, del suo brano migliore.
Un bel lavoro che corre il rischio d’essere sottovalutato quando, in realtà, si dimostra di gran lunga migliore di opere analoghe superiori a Shunya solo per pretenziosità e pomposità.

Track list :
1. Dual Nothingness
2. Gloria in Excelsis Ego
3. Ksatriya
4. Enlightened by Deception
5. Hypotheist
6. Nostalgia Among the Ruins of Common Sense
7. Harbinger of Vacuumanity
8. Emotional Ground Zero

Line-up :
Lars Stavdal – Guitars (lead), Vocals, Bass, Composing
Guests :
Thomas Kocher – Drums, Percussion
Paal André Sandnesmo – Orchestrations and pre-production recording
Stefan Traunmüller – Vocals (backing), Orchestration
Dr. Caroline Oblasser – Cello
Anna Oklejewicz – Violin, Viola

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