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Recensione : Vel – Vel

I Vel sono stati uno dei gruppi seminali e padri fondatori del sottobosco anconetano.

I Vel sono stati uno dei gruppi seminali e padri fondatori del sottobosco anconetano. Come giustamente si afferma da più parti, senza di loro non ci sarebbero stati ottimi gruppi come Guinea Pig, Gerda, Jesus Franco & The Drogas, Lebowski e nemmeno la Bloody Sound Fucktory come etichetta perno dell’underground.

E, nell’anniversario dei dieci anni dell’etichetta, ecco questo triplo cd box limitato a 100 copie, contentente 1993 – 2003: da zero a niente, Live testa di figa e Mr.Trampoline.
Capitanati da Francesco Vilotta, musicista folle, inaffidabile e geniale, i tre hanno avuto molte vite e pochi dischi venduti, con il loro suono unico, cattivo, distorto e sporco, senza alcun manierismo, in una vera ottica punk anti commerciale.
Non so quanto ci sia di voluto in ciò, poiché i Vel, nel bene o nel male, non hanno mai voluto capitalizzare, a loro importava solo esistere e resistere a Vilotta, grandissimo scrittore e musicista ma altamente incostante.
I Vel sono legati a doppio filo con lui, e le sue sparizioni, ed i suoi alti e bassi hanno contraddistinto tutta la carriera del gruppo, ormai discioltosi recentemente.
Ed è un peccato poiché i Vel sono davvero originali, sporchi ed incazzosi, non sono un prodotto del marketing di qualche etichetta discografica, ma è solo furia e cattiveria.
Il primo disco ĆØ 1999 – 2003: da zero a niente che raccoglie tute le prime fatiche del gruppo, e basta sentire Buco o Jakob testa di figa per capire che qui c’ĆØ qualcosa di grosso, e tanto tanto caro bel disagio.
Per completare il disco i famosi sette brani registrati con Fabio Magistrali nel 2003 e mai usciti a causa di problemi di Vilotta.
Nel secondo dischetto Live testa di figa, a parte la genialitĆ  del titolo, possiamo sentire la band al suo apice durante un concerto allo Scandellara Rock nell’estate 2002.
Il terzo manufatto è Mr. Trampoline, il disco del ritorno che Vel hanno registrato ad inizio 2012, prima di sciogliersi definitivamente a causa di attriti interni. Vilotta ha mescolato le carte per questo disco, mettendo Compagnucci alla batteria, Occhipinti al basso e scrivendo le canzoni in inglese. Peccato che non sia uscito, poiché è un disco notevole.
Una grande operazione della Bloody Sound Fucktory che è matrice e figlia allo stesso tempo di questa scena anconetana davvero interessante, poiché dagli stessi Vel nasceranno i Gerda, Mr. Whore, Sedia, ed Exend.
Un bel cimelio per ascoltare una band che ĆØ morta ma che ĆØ sempre viva nella sua furia e nel suo nichilismo noise, a conferma del fatto che in provincia si muore due volte, la prima di noia.

Tracklist:
1.1. Deficiente
1.2. Zoppo
1.3. Figlia
1.4. Buco
1.5. Sottana
1.6. Capestro
1.7. Eten
1.8. Jackob Testa di Figa
1.9. Spugna
1.10. Chip
1.11. Estivo
1.12. Nonome
1.13. Oh Mamymore
1.14. Testimonio
1.15. 5° Incomod
1.16. Buco
1.17. Estivo
1.18. M.o.a.n
1.19. Sottana
1.20. Dipinto
1.21. Chip
2.1. Impro
2.2. Capestro
2.3. Figlia
2.4. Chip
2.5. Oh Mamymore
2.6. Jackob Testa di Figa
2.7. Spugna
2.8. 5° Incomodo
2.9. Testimonio
2.10. Sottana
2.11. Estivo
2.12. Buco
3.1. Walk in the sun = Hel
3.2. Spain
3.3. Over the mirror
3.4. Silent box
3.5. Pianale Van Gogh
3.6. Run Hawaii
3.7. Jason si ĆØ sparato
3.8. Ghost river dies

Line-up:
Francesco Vilotta – Voce e chitarra
Alessio Compagnucci – Basso
Edoardo Occhipinti – Batteria

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