Tying Tiffany

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Tying Tiffany

L’intervista era originariamente pensata per uscire in parallelo con un nuovo episodio del podcast Guestmix, poi però abbiamo deciso diversamente. Ad ogni modo preparatevi perchè tra non molto uscirà anche l’episodio podcast dedicato a Tiffany. Nel frattempo godetevi questa intervista!

iyeCiao, e benvenuta su IYEzine!!

Partiamo dal tuo background: tu hai una forte attitudine punk-electro e generi affini, insomma roba davvero tosta! Parlaci un po’ di questo background e di come si è evoluto il tuo percorso artistico

Musica e tutte le derivazioni culturali sono sempre stati il fulcro della mia esistenza , l’esigenza principale era trovare il suono che fosse più affine alla mia filosofia di vita, ho iniziato come bassista in progetti pseudo punk sperimentali e industrial/noise fino alla passione e all’uso dell’elettronica, visto che frequentavo anche l’ambiente dancefloor techno che ha permesso di contaminare il mio suono e realizzare i primi demo del progetto. Dancefloor e punk erano 2 generi lontanissimi negli anni 90′ non vicini come lo sono negli ultimi anni, questi mi hanno aiutato a concretizzare le idee trovando una situazione musicale che fosse unica, senza le regole e i ruoli che si instaurano nelle band. Così è nato “Undercover” nel 2004, che ha fatto molto discutere , visto che in quel periodo il “low-fi” ancora non era “hype” come lo è adesso. Fortunatamente le conferme sono arrivate da label internazionali, iniziando così un tour dal quale non mi sono ancora fermata, fino al piu recente (quarto) album.

iyeDa qualche tempo a questa parte sembra che, maturando artisticamente, tu abbia un po’ limato queste tendenze in favore di una maggiore raffinatezza e di una sensibilità maggiormente pop. È così ?

Anche nell’approccio disimpegnato dei primi album ho sempre avuto un linguaggio pop, perchè sono sempre stata interessata a diffondere la mia muisca, le nicchie di ascolto non mi interessano. Sono più attirata dalle “canzoni” che dagli esercizi di stile, che spesso rischiano di essere fine a se stessi, se ne fa un gran parlare e dopo poco non ne rimane piu nulla. É stato un processo naturale affinare struttura e composizione dei brani con più sensibilità e attenzione. Spesso alla definizione pop si associa un immagine “leggera” o di meno valore ma questa viene attribuita erroneamente da un ascolto superficiale o massificato. Voler condividere con più ascoltatori possibili rappresenta l’elevazione di quello che si ha prodotto.

iyeAd ogni modo posso dirti che sei sicuramente una delle dark-ladies più artisticamente affascinanti d’Italia. Da dove nasce e quanto questa componente dark influenza la tua musica?

Mi ha sempre affascinato un certo tipo di estetica e cultura oscura, decadente, prima di tutto musicisti come Erik Satie, Chopin, Musorgskij mi hanno aiutato ad accrescere questo tipo di sensibilità, per poi passare a Dead Can Dance, Sister of Mercy, Bauhaus, Swans, Killing Joke, Monte Cazazza, Coil, Cabaret Voltaire, Clock DVA , Depeche Mode… certamente ha influito nel mio percorso, ma non credo di collocarmi in questa definizione, perchè ho cercato di costruire qualcosa che non fosse facilmente etichettabile.

iyeA chi ti stai ispirando maggiormente, e chi stai seguendo con maggiore interesse nella scena musicale in questo periodo?
Ti vedo abbastanza affine a questa nuova ondata post-punk e new-wave, o sbaglio?

Per quanto mi riguarda non considero la”nuova ondata” post-punk e new wave in quanto ho sempre seguito la scena e non l’ho mai vissuta come moda o periodo.
Mi è piaciuto particolarmente l’ultimo album di Daughn Gibson, Swans, Scratch Massive, Twin Shadow. Non mi piace trovare l’ispirazione nell’affinità musicale ma nella carica che mi da ascoltare un buon nuovo disco.

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iyeI tuoi live sono energia pura! In essi sono riscontrabili due componenti musicali appartenenti ad ambiti diversi: tu ti senti più votata alla dimensione da club o da concerto?

Senza dubbio prediligo la dimensione live, ma durante un mio concerto si sposano entrambe le possibilità, solitamente lo show è diviso in due parti, la prima più dedicata all’ascolto, atmosfere, sperimentazione la seconda basata su sonorità più da club.

iyeAttualmente, correggimi se sbaglio, ti vedo in bilico tra nuove tendenze ed altre più consolidate e caratteristiche della tua musica, e penso che il tuo nuovo album “Dark Days, White Nights” sia in qualche modo un’espressione di questo contrasto. Mi riferisco alla ricerca del pezzo d’impatto e d’energia (di matrice electro), contrapposta alle atmosfere della canzone tra virgolette “pop”, pur mantenendo il tema comune della dimensione personale.
Secondo te questo aspetto può costituire uno dei temi di fondo del disco?

Dark Days White Night è un album personale, intimo che più mi rappresenta e durante la creazione non ho mai pensato al fatto che un brano doveva apparire più electro, “dream” o in qualsiasi altro modo, ogni elemento è nato da una struttura totalmente armonica, naturale, senza sovrastrutture di genere e credo che questo sia uno dei motivi per cui è arrivato diretto a chi lo ha ascoltato e capito.

iyeTra le tendenze che abbiamo evidenziato, però, non sono riuscito a capire quale prevale. Nella tua testa da che parte pende la bilancia?

Fortunatamente l’ago della bilancia non pende da nessuna parte, mi piace trovare sempre nuove soluzioni che non prevedono un lato o l’altro ma molte altre possibilità, pur mantenendo lo spirito iniziale che considero un ottimo combustibile per la parte artistica-creativa.

iyeQuale direzione pensi che seguirai prossimamente? È lecito aspettarsi una presa di posizione più netta o un cambio di orientamento da parte tua, oppure pensi di continuare la tua ricerca in direzione del perfetto equilibrio tra electro e pop ?

Una direzione piu netta sarebbe adeguarsi al mercato, omologarsi ma non amo seguire il branco, quindi continuerò come sempre ho fatto, senza pormi troppe domande e facendo quello che mi piace. Negli ultimi due anni ho lavorato anche ad altri progetti musicali, totalmente differenti da quello che propongo con Tying Tiffany, potendo spaziare liberamente in altre direzioni, “SANTASEDE” con Raymond Diijkstra, progetto di musica concreta e T:T:L con Lorenzo Montanà dedicato alla composizione di soundtrack per il cinema tra cui The Hunger Games e Coriolanus.

iyeSenti, domanda delicata. Il panorama italiano rischia di stare un po’ stretto agli artisti diciamo non “mainstream” ? Perchè assistiamo allo sviluppo dei progetti più disparati, ma in qualche modo si cerca spesso una “fuga”, sia essa rappresentata dall’etichetta all’estero, dal trasferirsi fuori dallo stivale, e così via…
tu come la pensi?

Perchè il panorama musicale italiano è deprimente!! Il povero artista indipendente, che cerca di proporre sonorità veramente alternative, spesso viene martoriato ed evitato, da stampa ed addetti ai lavori ruffiani..perchè non parte del circuito che rispetta canoni e tematiche della cultura filo alternativa italiana, gestita dalle solite lobby politicizzate. Con questa logica difficilmente si può parlare di scena indipendente ed è automatico cercare altrove spazi idonei. La causa di tuto ciò non va ricercata nella mancanza di creatività ma , piuttosto, nell’assenza di interesse nell’evolversi, siamo ancora fermi a modelli musicali che risalgono agli anni 60-70.

iyeDunque, domanda collegata, cosa manca all’Italia per formare una scena di riferimento in ambito “underground” (parola anch’essa un po’ abusata) come è avvenuto in altre parti del mondo, un qualcosa che abbia le sue radici e la sua identità?

Avere rispetto e credere nei propri artisti, come fanno in Inghilterra, Stati uniti, dove si cerca di valorizzare principalmente le produzioni autoctone, questo vale per il cinema, la letteraura e le forme d’arte in genere.
In Italia si guarda sempre tutto ciò che viene dall’estero come unico e solo riferimento dando per scontato che tutto quello che si produce nella nostra terra sia un derivato scadente di qualche paese anglossasone. Le scene si formano quando più elementi seguono la stessa filosofia o movimento, per formare una cosa unica, grande, potente, da noi viene banalmente svilita come copia e non come un filone di pensiero. Se gli italiani sono inferiori è perchè si comportano come tali, distaccandosi volutamente dal resto del mondo, considerando la propria lingua e i propri confini assoluti.

iyeSiamo in chiusura, in ultimo ti tocca la domanda alla quale nessuno può sottrarsi: cos’hai in mente per l’immediato futuro? Continuerai a portare in tour “Dark Days White Nights”, ti riposerai, o hai già qualche indiscrezione su nuovi lavori in studio?

Stò lavorando ad un Ep, che uscirà in vinile a Marzo negli Stati Uniti in occasione della mia partecipazione al SXSW festival ad Austin (Texas). Conterrà alcuni brani tratti da Peoples Temple , Dark Days white Night e due inediti, seguirà tour in America ed Europa
Un ‘Ep anche per T.T.L che raggrupperà le varie sonorizazzioni che abbiamo fatto in questi ultimi 2 anni, remix e nuove brani ai quali stiamo lavorando proprio in questi giorni.

iyeGrazie della tua disponibilità, e speriamo di ritrovarti presto su IYEzine.com ! Buon proseguimento!

Grazie e a presto!

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