Tommy Talamanca

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Tommy Talamanca

iyeCiao Tommy, ci puoi spiegare la storia dietro “Na Zapad” ?

E’un lavoro di oltre 16 / 17 anni dal punto di vista del materiale che vi e’ stato inserito. Questo disco é il sunto di quella che é la mia personale filosofia legata alla vita ed alla musica, che nel mio caso si fondono insieme, ed all’esperienza umana del viaggio, come accrescimento interiore in quanto é in concreto la migliore possibilità per noi uomini di aprire la nostra mente e diventare, sperabilmente, persone migliori. Lo so, messa così sembra molto “flower power” ma non riesco a esprimermi meglio senza essere troppo prolisso.

iyeA mio avviso questo è un disco progressive, con tanta musica etnica, ed è un percorso che hai sempre fatto anche con i Sadist; ti consideri un musicista progressive con l’anima metal ?

Mi considero prima di tutto un musicista, davvero per me la musica é tutta interessante. E’ pur vero che il mio background é essenzialmente rock, in tutte le accezioni del termine, ma non ho preclusioni di alcun tipo verso altri generi, altrimenti non potrei lavorare come tecnico del suono e produttore. La passione per la world music credo sia connaturata più al lavoro di musicista e quindi alla fortuna che ho avuto nel poter viaggiare facendo musica. Credo davvero che il viaggio sia l’esperienza umana più importante ai fini della crescita interiore, ed essendo la musica il linguaggio universale per eccellenza, sento naturale la necessità di inglobare all’interno della musica che compongo più esperienze umane che posso.

iyeRivolgendoti all’Europa dell’est che suggestioni ne hai tratto ?

L’est, come il sud, sono concetti astratti, ma trovo motivo di continuo stimolo culturale potermi confrontare con culture apparentemente così lontane seppur oggi, nel mondo globalizzato e con la facilità che l’uomo ha di viaggiare, paradossalmente continuiamo ad appoggiarci a stereotipi rassicuranti ma spesso erronei. Come nota di colore ti posso dire che in questo momento ti sto scrivendo da Voronezh, nel sud ovest della Russia, ed anche se il mio russo é poco più che elementare, ogni volta che vengo qui mi sento sempre meno straniero man mano che accetto le regole, gli usi e le consuetudini spogliandomi dei miei preconcetti da occidentale snob e fintamente progressista e liberista.

iyeStai producendo ottimi gruppi, ci puoi fare alcuni nomi ?

In ordine di tempo, l’ultimo lavoro che ho chiuso e’ una band di Genova molto interessante, una sorta di post grunge con reminescenze thrash metal, si chiamano Total Empty e credo il loro disco uscirà a maggio. Sono molto contento quando posso lavorare con gruppi anche della mia città, cosa che non accade spesso perché per lo più mi capita di lavorare con band di fuori quando anche non straniere. E’ un buon segnale, anche se cerco di non essere campanilista, amo la mia città e sono sempre positivo verso i sintomi di vitalità di Genova che, diciamo, non e’ tra le realtà sociali più dinamiche che si possano incontrare.

iyeQual’è stato il tuo percorso formativo nella musica ?

Ho iniziato a studiare solfeggio e chitarra classica all’età di circa 10 anni, senza nessun apparente condizionamento esterno, e da subito ho capito che la musica sarebbe stato il centro della mia vita, e di conseguenza posso dire che tutte le successive decisioni prese sul piano umano e professionale sono sempre state condizionate da questa presa da bambino. Quando ho iniziato a suonare stabilmente in gruppi rock ho purtroppo trascurato lo studio della chitarra classica perché la mia strada professionale si e’ indirizzata prevalentemente verso lo strumento elettrico, ma negli ultimi anni ho decisamente ripreso a lavorare sugli strumenti acustici, che richiedono molta più dedizione ma ti ripagano in termini di espressività.

iyeAndrai in tour come solista ?

Questa e’ una domanda a cui non so rispondere, mi reputo prevalentemente un musicista live costretto per motivi professionali a passare molto tempo in studio, ma l’aspetto live presenta diverse problematiche legate alle contingenze ed ai tempi dettati dalla crisi economica che, di riflesso, e’ anche una crisi culturale. Mettiamola così, non ho molta voglia di andare nei club con la classica formazione batteria basso chitarra e quindi mi piacerebbe sviluppare uno spettacolo incentrato sull’alternanza degli strumenti acustici: a tal fine mi piacerebbe coinvolgere più musicisti che ammiro e con cui ho ed ho avuto la fortuna di lavorare. Conseguentemente, la logistica non mi aiuta, e dovendo sempre dare priorità a Sadist ed a Nadir, non posso permettermi di pianificare nulla nel brevissimo periodo.

iyeDovendo scegliere uno scrittore da accompagnare alla tua musica chi sceglieresti ?

Non saprei, per lo più leggo saggi religiosi o filosofici, e se tu mi chiedi di un autore di narrativa non ti saprei proprio rispondere. Dal momento che ho anche inserito una sua citazione nell’album, direi che l’autore più vicino all’umore dell’album é sicuramente Nietzche, non proprio una lettura rilassante…

iyeA tuo avviso Genova è una città con una scena musicale dignitosa ?

L’aggettivo e’ forse un po’ troppo forte nella sua accezione generica. Spesso si dimentica che Genova e’ una città di poco più di 600mila anime con l’età media più alta d’Italia e forse anche d’Europa. Prima cerchiamo di abbassare l’età media della città (con metodi naturali!!), torniamo a farla vivere e poi vedremo che tutto verrà da sé!

iyePer chiudere, elenca cinque dischi che ti hanno influenzato per “Na Zapad”.
Ti posso citare alcuni artisti che mi influenzano costantemente non solo musicalmente ma anche nel loro percorso artistico: Sting, Bjork, Lisa Gerrard sono forse i nomi maggiormente noti ai più. Dovendo parlare di dischi posso indicare forse “Tarkus” per le composizioni più datate e prog. Ma, più onestamente, continuo ad essere una spugna, cerco di assorbire costantemente dall’ambiente esterno tutto quello che sento e/o ascolto senza chiusure mentali.

iyeGrazie mille per la disponibilità.

Grazie a te ed a chi avrà la curiosità di ascoltare il mio lavoro.

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