The Sonics – This Is The Sonics

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“Old is the new young” per citare i No Means No (tra l’altro grandissimi fans della band in questione) mi sembra la massima più appropriata per introdurre l’ultimo, attesissimo lavoro dei Sonics.

Il combo di Tacoma, nello stato di Washington, con una formazione fedele per i 3/5 a quella originale – Jerry Roslie, Larry Parypa e Rob Lind della vecchia guardia, con l’ex Kingsmen Freddie Dennis e il batterista Dusty Watson, è tornato in studio per rinnovare gli antichi fasti in questo pallido e inodore 2015, con il nuovo This is the Sonics edito dalla ReVox, etichetta di proprietà della stessa band.
Parte il file promozionale nel mio lettore perennemente in modalità shuffle, ed ecco I got your number, dalle care vecchie sonorità frat rock.
Fin qui tutto regolare, penso tra me, ma mi accorgo quasi subito dell’errore, e per una questione di rigore filologico decido di rispettare la track list originale dell’album.
La canzone che apre l’album, introdotta da un trucidissimo riff, è I don’t need no doctor, pezzone di Ray Charles coverizzato, tra gli altri, dalla Chocolate Watchband in versione hard psych, riproposto da Roslie e soci, che mi convince immediatamente sugli ottimi intenti di questo ritorno.
Si procede con l’ossessiva Be a woman, composta per l’occasione da Dave Faulkner degli australiani Hoodoo Gurus, come personale omaggio alla band. Il suono, curato dal produttore Jim Diamond, è nel complesso molto compatto, pur rispettando la tradizionale modalità mono tanto cara ai nostri, che come neri sacerdoti del peggior horror movie mai girato, si accingono a risvegliare una Bestia assopita, ma non defunta.
Pare infatti, ahinoi, che il rock’n’roll non sia affare per giovinetti, e solo certi veterani sappiano come e dove mettere le mani…
L’ascolto approda a Bad Betty, primo singolo estratto dall’album, scritta dal sassofonista Rob Lind, firmatario anche di Spend the night, ultima delle 12 tracce del disco: insieme con Save the Planet formano la tripla di canzoni concepite dai membri della band.
Il folle rituale continua, con la benedizione dei numi tutelari Chuck Berry e Little Richard: ormoni, benzina, urlacci, liquidi organici e tossine di varia provenienza sono i materiali che ne alimentano il sacro fuoco.
Immancabili e numerose, come da copione, sonole cover: da The hard way dei Kinks, irrobustita da un ruggente groove, alla nota Leavin’ here, dal classico anni ‘50 Sugaree, scintillante di piano al cardiopalma come il buon Jerry Lee Lewis impone, a You can’t judge a book by the cover cover scritta da Willie Dixon, ma diventato un successo Rock’n’Roll grazie a Bo Diddley, autoreferenzialmente contaminata dal fraseggio sax di Leave my kitten alone degli stessi Sonics di “Mantaining my cool”.
E quanto mai calzante risulta anche tale suggerimento: mai giudicare un libro dalla copertina, mai giudicare dall’apparenza, e dall’età anagrafica, e questi pensionati invasati dal demone del R’n’R ne sono la fulgida dimostrazione!

Tracklist:
1.I don’t need no doctor
2.Be a woman
3.Bad Betty
4.You can’t judge a book by the cover
5.The hard way
6.Sugaree
7.Leaving here
8.Look at little sister
9.I got your number
10.Livin’ in chaos
11.Save the planet
12.Spend the night

Line-up:
Jerry Roslie – Keyboards, Vocals
Larry Parypa – Guitar, Vocals
Rob Lind – Sax, Harp, Vocals
Dusty Watson – Drums, Vocals
Freddie Dennis – Bass, Vocals

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14 Comments
  • riccardo
    Posted at 11:14h, 24 Aprile Rispondi

    “you can’t judge a book” scritta da Burt Bacharach? Divantato un anthem grazie agli Standells? Boooooh…

  • Joyello
    Posted at 11:20h, 24 Aprile Rispondi

    Prego correggere:
    “You can’t judge a book by the cover scritta da Burt Bacharach, ma diventato un anthem garage rock grazie agli Standells”
    con:
    “You can’t judge a book by the cover scritta da Willie Dixon, ma diventato un successo Roc’n’Roll grazie a Bo Diddley”

    🙂

  • Lubna Bi
    Posted at 11:38h, 24 Aprile Rispondi

    beh sì, da classico del r’n’r è DIVENTATO un anthem GARAGE ROCK grazie agli Standells…ricordavo fosse stata scritta da Bacharach, invece è di Willie Dixon ( ma -ahimè- nella foga della stesura non mi sono preoccupata di ricontrollare)…anyway, Riccardo, aspettiamo con ansia un tuo autorevole contributo a IYEzine! buona giornata!

    • Eddy
      Posted at 12:19h, 24 Aprile Rispondi

      Si confondono due canzoni scritte da due autori con storie agli antipodi e diversissime fra loro, in comune unicamente l’essere diventate dei classici, e invece di ringraziare umilmente chi lo ha segnalato (e correggere uno strafalcione madornale) lo si percula. Oltre all’ignoranza, la boria. Complimentoni.

    • riccardo
      Posted at 12:42h, 24 Aprile Rispondi

      Lubna chiedo umilmente scusa se mi sono permesso di segnalare a Vossignoria un errore. Adesso esco per strada nudo mentre mi percuoto ripetutamente le pudenda indossando un cartello con su scritto “sono un bastardo”. Non volevo ferire i sentimenti di nessuno, mi si spezza il cuore.

  • Joyello
    Posted at 11:46h, 24 Aprile Rispondi

    il pezzo di Bacharach, di cui esiste (anche) una cover degli Standells è MY LITTLE RED BOOK.
    è proprio un altro pezzo.
    Dai, su, correggete sto post!

  • admin
    admin
    Posted at 12:33h, 24 Aprile Rispondi

    allora scusate se mi intrometto…. non so se lo avete capito questo non è rumore o compagnia cantate, siamo solamente degli amanti della musica che scrivono (NON siamo giornalisti e non abbiamo la pretesa di esserlo). e mi dispiace che proprio un giornalista con i contro coglioni scriva certe frasi… la frase sara’ correta al piu’ presto sarà variata….. e spererei in futuro che spesso chi scrive su iye lo fa alle 2 di notte xche’ lavora xche’ studia o xche’ ha una famiglia e non riceve un centesimo… da piu’ di quindicini anni…. solamente un po di rispetto troppo?

  • riccardo
    Posted at 12:40h, 24 Aprile Rispondi

    però, boriosissimi vedo. Se vedete una correzione come una mancanza di rispetto, allora vorrei vedere come reagite quando il medico vi dice che avete il colesterolo alto.

    • admin
      admin
      Posted at 13:01h, 24 Aprile Rispondi

      ok corretto !! andiamo a berci una birra ? 🙂

  • admin
    admin
    Posted at 12:44h, 24 Aprile Rispondi

    e’ come si scrivono le cose caro riccardo “Dai, su, correggete sto post!” …. prova a vedere altri commenti su altri post……

  • Lubna Bi
    Posted at 12:55h, 24 Aprile Rispondi

    Grazie, Admin, per l’intervento…Riccardo, mi spiace deluderti, ma non ho percepito alcun oltraggio da parte tua, quindi le scuse sono superflue…segnala pure, le critiche sono sempre ben accette, ho solo replicato in tutta onestà al tuo appunto, invitandoti a collaborare con IYEzine, e sperando che la cosa si fermasse lì. Idem per i sentimenti feriti, che a questo punto, dato il tuo accorato commento, mi pare siano i tuoi. E adesso, proprio per rimarcare quanto scritto dall’Admin, sono costretta ad abbandonare questo piacevolissimo scambio di battute perchè devo andare a lavorare. Buona giornata a tutti!

  • Joyello
    Posted at 14:41h, 24 Aprile Rispondi

    Allora: mi scuso se sono apparso “saputello” nel mio precedente commento. L’intenzione era ironica e so bene che a volte è difficile interpretare l’ironia. In particolare, però, anche io mi stupisco per questo attacco nei confronti di chi ha segnalato un’imprecisione. Bastava dire: “ah sì, cazzo è vero, correggo subito” e sarebbe davvero finita a tarallucci e vino.

    Ora, entro in modalità NON ironica:

    Poi, si lo so, sono il solito stronzo ma… chiedermi rispetto in base al fatto che “chi scrive su iye lo fa alle 2 di notte xche’ lavora xche’ studia o xche’ ha una famiglia e non riceve un centesimo… da piu’ di quindicini anni…. ” è una cosa che mi fa davvero incazzare. Ognuno è libero di scegliere di lavorare gratis ma nessuno dovrebbe essere autorizzato a chiederlo. In particolare nessuno dovrebbe usarla come “scusa” per giustificare un lavoro scadente.

    Adesso possiamo andare a prendere una birra. 🙂

    • admin
      admin
      Posted at 14:52h, 24 Aprile Rispondi

      ok basta capirsi…. alle otto all’osteria… pago io 😉

  • Davide Siri
    Posted at 03:25h, 25 Aprile Rispondi

    Vorrei chiudere le inutili polemiche e le pieghe che hanno preso queste discussioni inutili, lasciando qualcosa che ci veda tutti come persone mature e credibili in quello che fanno… penso che ci si sia tutti lasciati prendere un pò la mano…e dare un’immagine diversa che rimanga visibile sul sito…

    a nome mio come collaboratore di IYE, penso davvero che sia un bene aver ricevuto una segnalazione di errore e ci sarebbe da ringraziare, se il nostro scopo comune (a maggior ragione tra “colleghi” e non del primo galletto che vuole mettersi in mostra) è quello di promuovere la buona musica, andiamo nella stessa direzione no?
    Credo che Admin e gli altri IYEziners abbiano accentuato un pò i toni ma su qualcosa di condivisibile, che non è il caso di porsi con atteggiamento di superiorità o sfottò, se ciò che vogliamo è parlare di musica, non c’è nessuna gara a chi è più bravo o competente, tanto non siamo mica noi gli artisti, no? 😉
    E se le correzioni rendono migliore ciò che offriamo su IYEzine, allora grazie a tutti quanti per il loro contributo, e le cattive intenzioni gliele lasciamo riporre nell’armadietto 😉

    Detto ciò, Admin voleva aggiungere che noi cerchiamo di fare il meglio che possiamo, perciò caro pubblico, perdonateci se non siamo così “professionali” come qualcuno si potrebbe aspettare, ma faremo del nostro meglio x essere all’altezza!

    Il resto sono discorsi inutilmente piccati ;D

    Un saluto, e Tanta buona musica a tutti quanti !!
    Grazie x supportare IYEzine leggendoci 🙂

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