TEMPERANCE – Intervista

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TEMPERANCE – Intervista

Ad un anno esatto dal bellissimo esordio, i Temperance sono tornati a deliziare con l’altrettanto stupefacente Limitless.
Dopo averli visti dal vivo all’Angelo Azzurro di Genova, abbiamo posto qualche domanda a Marco Pastorino, come sempre gentilissimo e disponibile: la parola al talentuoso musicista.

iye Ciao Marco, è passato un anno dall’ultima intervista con cui ci presentavi la tua nuova band, fresca del bellissimo esordio, ed eccoci oggi a parlare del nuovo lavoro; in effetti siete stati velocissimi nel dare un successore al vostro album omonimo: una scelta pianificata oppure la volontà di sfruttare un momento di particolare ispirazione ?

Ciao ! E’ un piacere ritrovarci qui dopo un anno esatto. Nessuna pianificazione, non siamo mai stati bravi ma anche interessati a costruire un prodotto a tavolino. Invece ti dirò che dopo essere rientrati dal minitour in America, siamo tutti tornati in patria con una gran voglia di fare, spronati proprio da quel viaggio; così mi sono trovato con Giulio per vedere qualche idea che avevamo abbozzato proprio in quei giorni. Da lì il discorso secondo album ha preso vita velocissimamente; in pochi giorni avevamo in mano quasi metà lavoro completo e da lì le idee hanno continuato a scorrere. Qui mi fermo per sottolineare che in Limitless sono contenute ben 13 canzoni, un po’ tante a mio parere, ma ci sentivamo in dovere di dare tutto quello che avevamo, personalmente anche una maniera carina per ringraziare chi nel 2014 ci ha seguito e ci ha permesso di suonare molto. Mettendomi nei panni di chi compra un disco, io sarei entusiasta all’idea di avere un nuovo album di Nightwish, Edguy o quant’altri, con un numero alto di ottime composizioni. Naturalmente il fatto che siano buone le nostre, non sta a me giudicarlo, ah ah

iye “Limitless” mi ha sorpreso per la qualità altissima del songwriting e per una maggiore componente elettronica, che gli fa prendere ancor più le distanze dal classico symphonicpower, ancora presente nel primo album specialmente in brani come “The Fourth Seasons” e “Lotus”.

Come il titolo fa intendere, non ci siamo posti limiti, andando anche oltre al concetto di symphonic, electronic, teutonic e cosi via ah ah. Abbiamo cercato di scrivere canzoni che ci coinvolgessero totalmente; che siano più o meno verso un tipo di sound è dovuto solo alla richiesta che la canzone stessa chiedeva. Per esempio Oblivion è un brano che io vedo come un mix tra parti più symphonic, grazie alla voce di Chiara nel chorus, il finale col solo molto melodico, mescolato a parti di voce tipicamente pop ma anche ad una delle parti di chitarra più violente dell’intero disco. Abbiamo davvero voluto dare spazio a tutto quello che ogni singola parte di canzone richiedeva, senza forzarci all’inserimento di una determinata cosa.

iye “Limitless” doma la sua parte estrema lasciandola sfogare piano piano ed uscendo prepotente dalla metà della scaletta in poi, quasi voleste preparare l’ascoltatore alla vostra furia, giocando tra bellissime melodie, un appeal irresistibile e tanto metal elegante: sei d’accordo?

La verità credo stia nel mezzo; abbiamo voluto iniziare l’album con un brano totalmente nuovo per il sound del primo album, ma allo stesso tempo, abbiamo deciso di chiudere Limitless con un brano, la titletrack stessa, che potesse aprirci le porte verso il futuro. In quel brano ci vedo moltissime cose che non abbiamo mai inserito prima; il finale apocalittico , che strizza l’occhio ad alcune cose vicine al power, ma anche quell’orchestrazione iniziale un po’ epica e teatrale alla Savatage e l’utilizzo di 3 voci in una determinata maniera, oltre ad uno dei testi più decisi dell’intero disco; il non amalgamarsi al sistema, essendo se stessi in ogni momento, muovendosi con le proprie forze , vivendo la vita giorno per giorno , con una spiccata personalità.

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iye Squadra che vince non si cambia, con la band confermata in tutti i suoi effettivi, segno di un’amalgama perfetta anche dal punto di vista umano, con Chiara a donare al pubblico performance di assoluto livello; quanto ha influito la vostra singer sul processo compositivo di “Limitless”?

I brani di Limitless, come quelli del primo album, sono firmati in duo da me e Giulio interamente, ma è naturale che il sound Temperance è frutto di un lavoro collettivo; se non ci fosse Chiara, come non ci fossero Luca o Sandro, il risultato finale sarebbe completamente diverso. Non è solo il songwriting a fare una band, ma è lo spirito di unione che si crea quando si vive insieme per giorni, weekend, settimane in un van, aereo, studio . La forza dei Temperance sta proprio in tutti questi particolari. Non intraprenderei questo bellissimo viaggio se ci fossero altri compagni d’avventura.

iye Avete portato il vostro esordio on stage, ed ora siete tornati nuovamente a calcare i palchi promuovendo il nuovo album: che impatto pensi abbia avuto la tua nuova band sui fan del metal?

Di base cerchiamo di offrire un prodotto di alto livello soprattutto dal punto di vista live. Credo che il fatto di stare bene sul palco, dia al pubblico una serenità che propende facilmente al divertimento, che è quello che la musica dovrebbe sempre dare. E’ una gioia infinita sentire la felicità nelle persone , chiaro sintomo di quanto una serata possa essere andata bene.

iye Il primo album è stato una sorpresa, il secondo una gradita conferma, si dice sempre che il terzo sia quello della consacrazione; indubbiamente gli ottimi risultati portano anche molte aspettative nel pubblico: cominci a sentire un po’ di peso in tal senso ?

Sai, non sentiamo nessun peso. Ma tutto molto tranquillamente perché il nostro obiettivo primario non è quello di arrivare lì o la oppure costruire un album che vada in una determinata direzione e così via. In quel caso probabilmente sentiremmo la totale pressione addosso, per fare un lavoro che possa mettere d’accordo tutti, ma non è questo il nostro obiettivo. I primi due lavori sono nati belli decisi come sono venuti fuori, senza pressioni, voglia di arrivare ecc.e nessuno può sapere cosa ci porterà il futuro. E’ un po’ il lato bello della musica e dell’arte stessa; io vedo noi 5 come anime in continua evoluzione alla ricerca di emozioni di un certo tipo , ma nemmeno noi sappiamo con che cosa ci emozioneremo tra 1-2 anni.

iye Ho avuto il piacere di incontrarti in occasione del concerto all’Angelo Azzurro di Genova (show bellissimo, nonostante lo stato di salute di Chiara, debilitata dall’influenza e comunque grande esempio di professionalità) e come sempre mi hai dato l’impressione d’essere un ragazzo umile e disponibile, a dispetto dell’enorme talento che hai a disposizione: come descrive se stesso Marco Pastorino?

Ti ringrazio molto per le belle parole. Personalmente mi reputo la stessa identica persona sopra un palco, sotto di esso, e così via. E’ talmente bello incontrare buoni amici e belle persone in ogni viaggio che intraprendiamo che sarebbe un peccato sprecare l’occasione. La vita stessa è un’esperienza unica che vale la pena vivere appieno. Quest’intervista mi sta facendo diventare più filosofo del solito, ah ah.

iye Parlando dei Temperance è inevitabile che i riflettori ricadano fondamentalmente su te e Chiara, ma non vanno dimenticati gli altri tre talentuosi musicisti che sono parte integrante di questa avventura …

Forse da fuori per chi non ci conosce, può sembrare che i riflettori siano puntati verso una o l’altra persona ma, ricollegandomi al discorso di prima, i Temperance sono quello che sono grazie a tutti i membri del gruppo stesso. Ognuno è il 20% di questo sistema.
Personalmente reputo ad esempio Luca uno dei bassisti più talentuosi della scena, con un accattivante gusto rock mescolato alle sperimentazioni più moderne.

iye La scena metal continua a faticare, le band italiane sono mediamente ottime ma sempre poco considerate dagli addetti ai lavori; gli appassionati riempiono i palazzetti solo per i grandi nomi snobbando e supportando pochissimo le realtà minori. Munisciti di una sfera di cristallo per immaginare come si potrà evolvere nel futuro questa situazione …

E’ naturale che tutto continuerà a cambiare; è sempre stato così e lo sarà sempre, ma la qualità delle band viene sempre fuori e, soprattutto oggi, se una band scrive ottimi album, offre spettacoli di livello , otterrà sicuramente qualcosa di buono dall’industria musicale. Forse da questo punto di vista, la nostra generazione è avvantaggiata rispetto a quelle di 20-30 anni. Ora ognuno ha davvero la possibilità di arrivare ovunque coi propri lavori. Diciamo che sono una persona che vede sempre il bicchiere mezzo pieno e quindi lasciamo perdere i problemi che la tecnologia stessa ha portato alla musica, ah ah

iye Quando sei partito con l’idea di formare i Temperance, avresti mai pensato di riuscire in così poco tempo ad avere due bellissimi album all’attivo ed il consenso unanime di critica e pubblico?

Assolutamente no. Temperance è davvero un’esperienza nata nel giro di pochi giorni, dal nulla, senza pretese e obiettivi di sorta. Il fatto che siamo qui dopo un anno e mezzo a parlare di due album pubblicati e buoni riscontri, stupisce pure me. Se me l’avessero chiesto a settembre 2013 quando abbiamo fatto la prima prova per vedere come si poteva sviluppare un certo tipo di sound con voce femminile, non ci avrei creduto. Ma ripeto, siamo davvero felici di tutto quello che c’è attorno a questa band; si respira un’aria splendida e questo è solo l’inizio del viaggio.

iye Usciamo per un attimo un attimo dai Temperance per chiederti notizie sulla situazione in casa Secret Sphere.

Coi Secret usciremo nei prossimi giorni con la riedizione di “A Time Never Come”, completamente ri-registrato dall’attuale lineup. Ma intanto siamo proprio in questi giorni alle prese con i preparativi per il nuovo album in studio che sta prendendo vita piano piano. Diciamo pure che non ci annoiamo 🙂

iye Una domanda d’obbligo per chiudere: quali sono i progetti per la prossima estate, soprattutto per quanto riguarda la tua attività dal vivo con entrambe la band?

Progetti? Spiaggia, piscina e via ah ah. Con Secret Sphere quest’estate saremo fermi a comporre, anche un po’ per ricaricare le pile dopo aver passato più di due anni a promuovere “Portrait Of A DyingHeart”. Mentre naturalmente continueremo il supporto a Limitless con una buonissima serie di date.

Un saluto e un abbraccio a tutti!!!

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