SHADE MUSIC FESTIVAL @Bergamo

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SHADE MUSIC FESTIVAL @Bergamo

Come preannunciato, diamo il via ad una grande stagione estiva ricca di musica ed eventi, fornendo un antipasto di lusso per gli appassionati di musica elettronica e techno…

Lunedì 1 Giugno è andato in scena alla fiera di Bergamo lo SHADE Music Festival, un evento da ben 12 ore no-stop dedicato alla techno, dal pomeriggio fino ovviamente a notte fonda…
Una line-up di grande richiamo, di primissimo livello nel settore, è salita sul palco dell’enorme padiglione, con in successione le performance di Fabio Florido, Guti, Nina Kraviz, Richie Hawtin, Sam Paganini, Davide Squillace in back-2-back con Matthias Tanzmann, e per finire Adam Beyer.

Un’ambientazione molto scenica con gli schermi LED, i laser e via dicendo, ma soprattutto un potente impianto per diffondere nel grande spazio a disposizione tutta la forza del battito techno.
Poter assistere a questa esperienza sia in mezzo alla folla, ma anche e soprattutto dal backstage, è stato ancora più bello!

Un evento da rimarcare anche perchè alla sua prima edizione, perciò trattasi di una bella novità, e da lodare dal punto di vista del coraggio (pur partendo da una base solida) perchè lanciato pensando subito in grande, dalla location alla line-up a tutto il resto, che ha sorpreso anche gli stessi bergamaschi.
E che fa ben sperare, perchè a detta degli organizzatori SHADE è stato concepito e strutturato come una trilogia…

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Si comincia col talento emergente Fabio Florido, un nome da tenere in considerazione e che ben sta figurando in mezzo ai grandi del genere, che ha scaldato la piazza. In seguito ci ha pensato Guti col suo live a colorare la fiera di groove tech house.
Il tardo pomeriggio sopraggiunge, ora da apericena, ed è la volta dell’intrigante Nina Kraviz (musicalmente parlando, ma ovviamente non solo…) e della sua variopinta e mind-blowing (tradurlo in italiano secondo me rende peggio), sempre affascinante, selezione techno.
E poi, così come i film in prima serata, giunge sua maestà Richie Hawtin, il climax ascendente svetta con la sua straordinaria visione della techno, un’esperienza veramente coinvolgente come lo sono di consueto i suoi set, se non avete digerito la cena fatti vostri.
A Sam Paganini l’arduo compito di prendere il testimone, entrando nella fascia serale, con un set intenso e distruttivo, a tratti forse un pò dritto.
A seguire, il Back-2-Back di Davide Squillace e Matthias Tanzmann, che riporta una maggiore flessibilità data ovviamente da due menti musicali che cooperano, una staffetta magari non sempre pulitissima, ma che ha di sicuro coinvolto e intrattenuto alla grande i presenti.
Ancor più coreografica e completa la performance conclusiva del veterano svedese Adam Beyer, leader della Drumcode.

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Come opinione personale, ma da prendere più come suggerimento senza nulla togliere alle performances, a livello stilistico ho trovato una grande varietà fino a Richie Hawtin, e un pò più di omogeneità in avanti, con il vivo della serata incentrato su una techno dura e picchiatrice; non è lo stile che personalmente prediligo, ma a prescindere da questo, in generale penso che organizzare questa scaletta, di per sè molto varia e completa, anche in modo da alternare maggiormente i registri, sarebbe ottimo per avere un menù sempre variegato e rendere l’esperienza più ricca per diversi gusti e palati.
Inoltre, quasi un peccato giocarsi due dei tre principali headliners della serata (chiaramente Richie Hawtin, Adam Beyer e Nina Kraviz) così presto, in prima serata o addirittura come antipasto della serata. Certamente in questo modo Shade si è assicurato una presenza massiccia sin dalle tarde ore del pomeriggio, ma perdendo forse un pò di fascino nel proseguo della serata….dunque una scelta ottima ed efficace dal punto di vista degli organizzatori, meno buona sotto altri aspetti, ad esempio per chi viene da fuori o da una giornata di lavoro, oltre ad un punto di vista strettamente musicale (andare in crescendo di solito è una scelta vincente, non me ne vogliano i successivi comunque ottimi DJs, ma dopo Richie la differenza si sente con la maggior parte dei membri del circuito techno, sempre da prendere come opinione personale).
Tutto ciò, fermo restando l’ottimo lavoro di organizzazione e l’esperienza complessiva di SHADE Music Festival, che spero si possa consolidare ulteriormente in questa trilogia prevista, e magari riproporre in modo ancora più ricco di suggestioni.

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In conclusione, esulando un pò dal live report in questione, anche alla luce di quanto tristemente accaduto di recente all’Old River Park (articolo link: www.soundwall.it ), vorrei ribadire che è da rivalutare il modo che comunemente abbiamo di vedere la cultura e vivere l’esperienza del clubbing.
Perchè ci sono tanti che, come me, per passione della musica e spirito di aggregazione, vanno ad una serata sperando affinchè il pubblico la viva in un certo modo, entrando ed immergendosi nello spirito di un’esperienza totale, senza introdurvi un’energia che non ha nulla a che vedere con lo spirito di una festa (anzi, lo disintegra, annienta le sue migliori intenzioni e possibilità), con un momento di aggregazione in cui, parlando silenziosamente una lingua comune, senza bisogno di dire tante parole, ci si può lo stesso sentire parte di qualcosa ed entrare in contatto.
Qui d’accordo, le cose sono andate bene, e lasciatemi dire anche, per una volta, il ruolo delle forze dell’ordine, presenti nei pressi dell’evento per sicurezza, ma non “ingerenti”.
Siccome però il confine in questo campo è spesso sottile, il miglior appello che si possa fare, e che intendo fare nel mio piccolo, più che tanti discorsi o giudizi, è diffondere il vero messaggio di queste esperienze, quello che spesso dalle nostre parti si fatica a percepire, e di una cultura della musica elettronica e techno che è ancora un pò deficitaria, sia in chi la vede con dispetto, sia in chi la vive ad un livello inferiore a quello di un essere umano.

W la musica, e alla prossima !

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