Bho.
Esco di casa per andare a comprare un pezzo di pizza al forno e trovo due dischi nella cassetta delle lettere. Tornato a casa, mentre preparo il caffè, scarto le confezioni: uno dei due è “Fast Youth Soundtrack”, Sul foglietto c’è scritto “hardcore all’americana”; prendo la tazza, un bel pezzettone di pizza e raggiungo lo stereo.
Sul foglietto c’è scritto “hardcore all’americana”; metto su il disco e col sorriso sulle labbra attendo.
Attendo fiducioso la martellata in pieno volto che mi avrebbe finalmente svegliato e…
Cazzo.
“hardcore all’americana” in effetti è vago; chi avrebbe mai scommesso sulla California?
E invece era proprio lei, la madre terra di Afi, Ignite, Adolescents, Nofx, Offspring.
Più le tracce scorrono più mi accorgo di rimandi ad altre band melodiche come i Rise Against.
Il sorriso scompare dalla mia faccia e cerco in tutti i modi di concetrarmi per capire, non essere affrettato nel giudizio.
Un paio di cose le capisco: che i Resolve a suonare sono davvero forti e che il mixaggio è ottimo.
Ciò che proprio mi lascia un senso di amaro in bocca sono i testi, un’ibridazione fra spirito underground, critica sociale e menate pop punk.
Nell’insieme un dischetto che vive di alti e bassi, vagando in cerca dell’assolo al fulmicotone o del cambio di tempo repentino, che si tende disperatamente in cerca della fusione perfetta fra melodia e violenza ma che intanto tira a campare di una produzione molto buona e di idee già collaudate.
Un paio di pezzi killer in “Fast Youth Soundtrack” ci sono e stroncare una band musicalmente così dotata alla prima prova è da stronzi, dunque aspetto un secondo lavoro per giudicare.
Ciò che è chiaro è che i Resolve devono trovare il loro karma.
Album fortemente consigliato ad un pubblico adolescente che potrebbe addirittura adorarlo.