Rapporto Fuller: Base Stoccolma

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Rapporto Fuller: Base Stoccolma

Film di spionaggio all’italiano del sempre ottimo Sergio Grieco (qui con lo pseudonimo Terence Hathaway) questo Rapporto Fuller:Base Stoccolma vede come protagonista Ken Clark, ma non nella solita veste di agente 077, bensì in quella di pilota automobilistico coinvolto, suo malgrado, in un intricato intrigo internazionale.

La trama, come accade si solito in questo tipo di pellicole, è particolarmente intricata, vediamo di darne una sommaria descrizione.
Tutto ha inizio con la fuga in Svezia di una nota ballerina sovietica Svetlana Goldjadkin (Beba Loncar).
Sempre in Svezia, e più precisamente nella capitale Stoccolma, si viene a trovare anche il pilota automobilistico Dick Warth (Ken Clark) ivi invitato dal costruttore della sua auto l’industriale americano Bennett.
Accompagnato il manager a teatro l’auto di Dick viene centrata in parcheggio da quella di un’avvenente signorina , Esther; lui tenta di usare questo incidente per conoscere la sventata automobilista ma questa lo taglia senza indugi.
Oltre a dargli il consueto due di picche Esther si tiene pure il suo accendino, ciò da al nostro un ulteriore appiglio per seguirla fino a casa.
Nel frattempo, all’interno del teatro, l’automobilista scambia la sua giacca con quella di un’altra ragazza, Greta, ma questa viene silenziosamente uccisa durante lo spettacolo.
Raggiunta sotto casa Esther si dimostra più conciliante nei confronti di Dick e lui, rafforzato nei suoi intenti da questo cambiamento d’umore, le dice che la sua professione è quella di pilota automobilistico e che lo può trovare all’autodromo.
Le gli fa recapitare un biglietto nel quale gli dice di raggiungerla nel parcheggio ma giuntovi Warth viene aggredito e si salva soltanto grazie alla sua forza fisica.
Ovviamente questo fatto indispone non poco il pilota che si reca nuovamente a casa di Esther ma arrivatovi la trova uccisa.
Mentre si aggira perplesso nell’appartamento viene però nuovamente aggredito e soltanto l’arrivo della polizia lo salva mentre sembra dover soccombere.
I poliziotti svedesi lo trovano tramortito nei pressi del cadavere e nonostante egli proclami con forza la propria innocenza lo invitano a seguirlo in caserma.
Nel trasporto però l’auto della polizia viene fermata da un’altra auto identica e dei finti agenti rapiscono Dick.
I rapitori, che all’inizio sembrano spie russe, lo interrogano, non risparmiandogli le consuete violenze, sul rapporto Fuller ma lui proclama di non saperne nulla.
L’interrogatorio si protrae finché i rapitori, dei quali si scopre la reale appartenenza, la CIA, si convincono della verità delle sue affermazioni e gli chiariscono che il rapporto Fuller era quello posseduto da Greta Fuller (l’agente della Cia uccisa in teatro).
Lo lasciano quindi libero ma non sono del tutto persuasi della sua versione e decidono di tenerlo d’occhio.
Su indicazione della stessa Cia Warth rapisce Svetlana e, minacciandola con una pistola, le dice di avere lui il rapporto Fuller.
Quest’ultima però asserisce di non sapere neppure di cosa si tratti.
Ma i problemi per lo sventurato pilota non finiscono qui, un altro gruppo di uomini lo aggredisce e lo percuote,  anche loro cercano il rapporto Fuller.
La salvezza giunge grazie all’intervento del tipo che lo aveva assalito a casa di Esther .
Seguono scazzottata e sparatoria di rito nella quale quest’ultimo viene gravemente ferito, in punto di morte, scambiano Svetlana per l’amata Greta, le consegna metà del rapporto,questo passa quindi dalle loro mani in quelle della Cia.
Nel frattempo fra Dick e Svetlana sembra essere sbocciato l’amore; lei le lascia un biglietto sull’auto nel quale le dice di raggiungerlo in una sorta di piscina-sauna, ma lo raccomanda di venirci da solo e di non farsi seguire dai servizi segreti americani.
Si incontrano, ma mentre lei lo supplica di perdonarla perché sarebbe stata obbligata a tradirlo, Warth viene di nuovo tramortito.
Condotto in una stanza dall’inquietante lue rossa il nostro viene nuovamente interrogato e maltrattato, stavolta dai russi, che si decidono a liberarlo solo per usarlo come esca.
Stordito dagli eventi Dick decide di tornare al suo mondo dei motori ma all’autodromo gli giunge una telefonata di Svetlana che gli dice di essere in pericolo.
Giunto da lei passano una nottata d’amore ed al mattino la ragazza ex sovietica dice al nostro che si sente minacciata dai suoi ex connazionali, lui finge di crederle ma nel mentre telefona agli agenti della Cia.
In loro compagnia i due protagonisti leggono la parte del Rapporto Fuller in loro possesso ma non riescono a capirne il significato.
La scena si sposta in Svizzera a Zurigo dove Svetlana si reca per ritirare i beni occultati nel paese transalpino dal quel traditore del proletariato si suo padre.
L’accompagnano sia Dick che gli agenti della Cia ma nonostante ciò viene ugualmente rapita.
Dick si lancia all’inseguimento dei rapitori li raggiunge, gli sottrae la ragazza ma riceve la sue immancabile razione di pugni.
I rapitori erano russi e, in un clima di distensione un filo troppo semplicistico, si incontrano con gli agenti americani concordando che dietro al mistero vi sia un terzo incomodo.
Si torna in Svezia dove si vede Warth provare la sua auto sul circuito scandinavo ,in verità assai pericoloso in quanto pieno di rattoppi, Svetlana si presta a fargli da cronometrista ma alla fine di uno dei giri Dick si accorge che le persone che erano con lei sulla pista sono stata tramortite e la ragazza rapita.
Un veloce flashback degli eventi fa capire al pilota che l’ex ballerina è stata portata a Londra ed è lì che la scena si sposta.
Bennett, il costruttore d’auto, è infatti il capo di un’organizzazione contraria alla distensione fra le due superpotenze ed è proprio il suo clan che ha rapito Svetlana.
Dick scopre di avere l’altra metà del rapporto Fuller dall’inizio del film in quanto era nascosto nell’accendino visto nella prima scena, in esso vi è scritto che sarà proprio la ballerina sotto ipnosi ad uccidere il presidente americano in visita a Londra.
La Godjadkin si reca sul posto dove il premier statunitense si incontrerà con il primo ministro britannico decisa ad ucciderlo, ma Warth arriva sul posto e glielo impedisce.
L’auto dei sabotatori allora passa e spara contra Svetlana, Dick la insegue, la ferma ed i poliziotti inglesi ne arrestano i passeggeri.
Ma Warth non si accontenta,insegue anche Bennett e lo uccide prima che questi riesca a fuggire su di un elicottero.
Solo dopo questo evento il nostro scopre che Svetlana è viva, chi aveva il compito di uccidere il presidente americano era una sua sosia che avrebbe fatto ricadere la colpa su di lei in modo da incolpare i servizi segreti russi.
Nell’ultima scena i nostri due innamorati lasciano Londra in direzione Zurigo per incassare i beni del padre di lei e vivere felici, contenti e ricchi.
Ovviamente la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’impero sovietico rendono questo film, come altri di questo genere, un po’ sorpassato.
Ma se come me adorate il periodo nel quale è stato girato (la fine dei mitici sixties) con tutti i suoi annessi e connessi, ambientazione, auto veloci e belle donne, sono certo che lo apprezzerete molto.
Da non sottovalutare infine la magnifica colonna sonora del Maestro Armando Trovajoli ed il pezzo cantato da Lara Saint-Paul, che apre e chiude la pellicola.

Regia di T:Hathaway (Sergio Grieco)
con K.Clark, B.Loncar, M.Ellis, C.Biava
Italia 1968

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