PINO CASAMASSIMA-I SOVVERSIVI

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PINO CASAMASSIMA-I SOVVERSIVI

Otto storie dagli anni di piombo, otto vite perse in una nebbia confusa, otto persone sparate, decedute di morte violenta, sempre a causa della politica. Pino Casamassima, giornalista e scrittore, autore de “ La storia siamo noi “ di Rai – Mediaset Due, studioso del turbolento periodo della lotta armata in Italia, autore di una ventina di libri, trai quali l’ottimo “ Brigate Rosse “ ( Newton and Compton ), parte da queste otto morti per addentrarsi nella vita di queste otto persone.

L’autore ci presenta prima la morte della persona, poi passa a testimonianze dirette, ed alcune anche inedite, ma soprattutto molto interessanti. Casamassima ha uno stile veramente superiore di scrittura, sembra che fotografi ciò che racconta. Ogni narrazione è asciutta, perfettamente comprensibile, non ci sono punti oscuri o tentennamenti. L’argomento è assai scottante, poiché parlare di vite spezzate dalla politica, in Italia è ancora adesso difficile. Nel nostro Belpaese non si è mai voluto vedere cosa potesse condurre un Walter Alasia di anni venti, famiglia onesta e lavoratrice, a sparare a dei poliziotti durante una perquisizione, per poi essere ucciso all’ombra dei palazzi popolari dove viveva. O la storia di Mara Cagol, che fu la moglie di Renato Curcio, uccisa a sangue freddo in un conflitto a fuoco vicino Acqui Terme. Sentendo i racconti dei famigliari comune è lo stupimento di fronte a queste gesta dei loro cosanguinei. C’è smarrimento di fronte a queste morti violente, ma soprattutto a questi percorsi politici, che non vengono affatto compresi.

Nella guerra civile che ha insaguinato l’Italia dall’8 settembre 1943 fino quasi ai giorni nostri, la lotta armata rappresenta un punto di non ritorno per molti giovani, ma ci dobbiamo chiedere : perchè la lotta armata veniva percepita come unico e ultimo strumento per sanare le ingiustizie sociali ? Il livello di scontro era altissimo, ma se leggiamo le storie che ci descrive Casamassima le persone coinvolte sono tutte persone con storie comuni, non sono certo un Donat Cattin o un Fioravanti. Eppure qualcosa spinge giovani vite alla clandestinità, alla violenza alla impari lotta contro lo Stato, che di violenza si vive e si nutre, e quindi vince facilmente. In questo libro c’è anche una delle migliori esposizioni mai scritte sulla strage di via Fracchia a Genova del 28 marzo 1980, dove furono uccisi quattro membri della pericolosa colonna genovese dell Br, tra i quali Riccardo Dura, lo spietato killer di Guido Rossa. Quest’ultimo era un operaio che denunciò Berardi, un povero idiota che faceva da volantinatore per le Br all’interno dello stabilimento Italsider.

La linea che prevalse all’interno della colonna genovese fu di gambizzare Rossa, mentre saliva sulla sua macchina parcheggiata come sempre, guarda caso, in via Fracchia. Gli spararono quattro colpi alle gambe, ma Dura tornò indietro e lo finì a colpi di calibro 9. Lì cominciò a svanire quel pericoloso sogno operaio e non del presunto giustizialismo delle Br, da quel momento tutti voltarono le spalle a questa pazzia. Il 28 marzo 1980 il generale Dalla Chiesa mandò un preciso messaggio ai brigatisti e ai terroristi in generale : o vi arrendete, o sarete sterminati. I Carabinieri svolsero quell’operazione principalmente come vendetta alle uccisioni di altri carabinieri da parte della stessa colonna genovese delle Br. Libri come “ I sovversivi aiutano a capire ead elaborare un pensiero coerente su di un periodo non ancora concluso, e soprattutto a farsi un’idea sugli immensi problemi di questo nostro paese, che non riesce a discostarsi da dinamiche fallimentari e retrograde, sia politicamente che culturalmente, essendo incapace di superare fasi storiche come quella della lotta armata.

Un libro indispensabile per chi vuole capire, per chi già, come me , è un appassionato di questi argomenti una tappa necessaria.

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