I padroni della città

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I padroni della città è’il penultimo poliziesco diretto dal maestro Fernando Di Leo nel 1976, seguito solo da Diamanti sporchi di sangue.

Il regista pugliese nella sua fulgida carriera iniziata nel 1968 ha diretto una ventina di film alcuni dei quali (Milano calibro 9,I ragazzi del massacro e Avere vent’anni) lo hanno fatto assurgere allo stato di vero e proprio autore di culto.
Stimato da Quentin Tarantino e riscoperto tardivamente dalla critica il nostro è stato uno fra i più grandi registi italiani di genere capace con budget spesso limitati di creare grandi pellicole ricche di emozioni e trovate al di sopra della media.
Ma veniamo a parlare di questo film che comincia con uno dei protagonisti,Tony (Harry Baer) che gira per le strade di Roma con un magnifico Dune buggy indossando una maglietta con su scritto Brasil che fa tantissimo anni ’70.
Il nostro fa recupero crediti per un piccolo boss Luigi Cerchio (Edmund Pudrom)ma vorrebbe entrare nel cosiddetto giro che conta.
Nella bisca del boss fa capolino una sera Ric (Al Cliver) uomo del grande boss Manzari detto “lo sfregiato” (Jack Palance), si è fatto uccellare come un novellino ed il suo capo si muove per vendicarlo,l’incuria del giovane ha però fortemente irritato il suo “datore di lavoro” che fa picchiare il suo sottoposto dai suoi uomini.
Tony lo soccorre e lo porta a casa sua, giunti lì Ric illustra al suo nuovo amico un piano per “recuperare” un assegno dallo sfregiato,il nostro è convinto che la cosa sia fattibile e dice a Luigi che sarà lui a recuperare i tre milioni che il potente boss gli aveva nel frattempo sottratto.
Trovato un attore sulla cinquantina Tony si introduce nell’ufficio di Manzari,entrambi vestiti da militi dell’arma di finanza fingono un’ispezione fiscale. Per poter evitare spiacevoli conseguenze gli uomini dello sfregiato tentano di corrompere i due finti finanzieri offrendo loro dieci milioni,i nostri subito appaiono riluttanti ma poi li accettano e si dileguano. Riuscito nell’impresa Tony riporta i tre milioni a Luigi.
Capito l’inghippo gli uomini dello sfregiato arrivano in forze nell’ufficio di Luigi,che nel frattempo si è comprensibilmente dileguato,vi trovano però uno dei suoi uomini,Peppe (Enzo Pulerano),questi vorrebbe immediatamente restituire i tre milioni ma gli sgherri del bosso gli fanno “gentilmente” capire che il maltolto è di dieci.
Compreso che chi gli ha buggerati è stato il giovane Tony si recano a casa sua ma l’astuto malfattore si è prontamente nascosto altrove,per la precisione in casa di un vecchio ladro,l’ineffabile Vincenzo Napoli (Vittorio Caprioli).
La scena però si risposta su Peppe che incontra il suo capo in un posto appartato lo uccide sparandogli alle spalle e brucia il suo cadavere insieme all’auto con la quale era arrivato. Ucciso il suo ex boss l’infame personaggio si unisce alla banda dello sfregiato,il suo compito è quello di trovare Tony e di farsi ridare i soldi.
Una soffiata arriva agli uomini del potente boss :Tony è a casa di Napoli,alcuni di loro allora vi si recano ma vengo colti di sorpresa e uccisi.
E’ proprio il vecchio ma scafato malandrino a telefonare a Manzari,si trova in una cabina proprio sotto l’abitazione del boss,lo fa affacciare alla finestra e gli indica l’auto sulla quale potrà ritrovare i cadaveri dei suoi uomini,la chiamata si conclude con il buon Napoli che rivolge al criminale un irrisorio gesto dell’ombrello.
Nel frattempo anche Peppe è destinato ad una brutta fine infatti Ric lo rintraccia e pone fine ai suoi giorni.
I nostri si nascondono in un mattatoio abbandonato ed è lì che il più anziano dei tre scopre che il padre di Ric è stato ucciso dallo sfregiato quando questi era ancora un bambino.
Sarà proprio il biondo Ric a recarsi nel covo di Manzari con un’allettante proposta d’acquisto di cocaina sudamericana,l’appuntamento per lo scambio droga/soldi è naturalmente al mattatoio.
In questo caso gli uomini dello sfregiato sono davvero tanti,almeno una dozzina, ma in una lotta dalla sequenze davvero spettacolari vengono sconfitti dai nostri tre paladini.
Posta fine alla criminosa attività della potente gang Tony,Ric e Napoli si allontano con l’ambiziosa meta di raggiungere il Brasile. Le musiche al solito sublimi sono di Luis Bacalov.
Illustratavi,spero con la necessaria dovizia di particolari,la trama non mi resta che augurarvi buona visione.

Regia di Fernando Di Leo
con J.Palance,H.Baer,A.Cliver,E.Purdom,V.Caprioli Italia,1976

ISipadronibig

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