iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Othismos – L’odio Necessario

I nove brani degli Othismos non lesinano rabbia e una giusta dose di violenza incanalata in un sound sporco, dall’istinto quasi animalesco, nel quale convivono in cattività sludge, hardcore, punk e postmetal.

Othismos – L’odio Necessario

L’odio è davvero necessario? Bah, se volessimo essere ecumenici a tutti costi dovremmo rispondere di no, ma di fatto solo un odio mirato e ben riposto può sgravarci, almeno parzialmente, di parecchi dei fardelli che ci portiamo appresso, consentendoci nel contempo di far emergere quel lato buono, spesso molto ben nascosto, della nostra bipede personalità.

Del resto, certo omuncoli che nell’odio sguazzano per fini personali altrettanto odio chiamano e meritatamente ricevono …
Tutto questo forse c’entra poco o nulla col lavoro d’esordio dei toscano Othismos, certo è che con un titolo così diretto certe considerazioni sorgono spontanee.
In effetti i nove brani del trio del senese non lesinano rabbia e una giusta dose di violenza incanalata in un sound sporco, dall’istinto quasi animalesco, nel quale convivono in cattività sludge, hardcore, punk e postmetal.
Insomma, in L’Odio Necessario non sono riscontrabili cerebralismi assortiti in alcuna forma, qui si va dritti al punto senza fronzoli e mediazioni: l’urlo sguaiato di Caino (presumibilmente poco dopo essersi sbarazzato del fastidioso fratello) ci sbatte in faccia passato, presente e futuro che hanno in comune un pesante segno negativo.
Ma, come detto, l’odio e la rabbia, sono catartiche e la furia dall’attitudine hardcore punk degli Othismos coglie nel segno: dopo l’eccellente sludge strumentale dell’intro Inno di uno Stato Fallito si parte a velocità spasmodica con la ferocia di Non Discitur per non rallentare più, se non incontrando nel finale le più elaborate Antitesi e Nessuna Promessa di Cambiamento.
Chi predilige suoni e testi carezzevoli o politicamente corretti stia alla larga da questo disco, consigliato invece a chi, uscendo di casa al mattino, come primo gesto prenderebbe volentieri a ceffoni tutto coloro che incarnano, con la loro semplice esistenza, il conformismo imperante.
Perfettibile ma intenso.

Tracklist:
1. Inno di uno stato fallito
2. Non discitur
3. Nessun sole
4. Coma
5. Il signore degli impiccati
6. Mantra
7. Antitesi
8. La discesa
9. Nessuna promessa di cambiamento

Line-up:
Luca – chitarra, voce
Caino – basso, voce principale
Giacomo – batteria

OTHISMOS – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Silent Vigil – Hope and Despair

Se in passato il sound traeva principalmente linfa dall’insegnamento dei Daylight Dies, tutto sommato Hope and Despair è un album che si muove in continuità con quello stile, che qui viene ulteriormente ribadito dando alla fine l’auspicato seguito, sia pure con il nuovo moniker Silent Vigil, alla brusca archiviazione degli Woccon avvenuta dieci anni fa.

Celestial Season – Mysterium III

La terza parte di Mysterium si muove stilisticamente in continuità rispetto a quanto fatto nella prima metà degli anni novanta ma senza che questo assuma un sentore di stantio, con l’adesione genuina a quegli storici stilemi che diviene il punto di forza nell’operato dei Celestial Season di questo decennio.

Ruststained – Years in Vain

L’operato dei Ruststained non appare affatto didascalico anche perché traspare ad ogni nota una genuinità e una passione che sono lontani anni luce da ogni forma di plastificazione musicale.