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Othismos – L’odio Necessario

I nove brani degli Othismos non lesinano rabbia e una giusta dose di violenza incanalata in un sound sporco, dall’istinto quasi animalesco, nel quale convivono in cattività sludge, hardcore, punk e postmetal.

L’odio è davvero necessario? Bah, se volessimo essere ecumenici a tutti costi dovremmo rispondere di no, ma di fatto solo un odio mirato e ben riposto può sgravarci, almeno parzialmente, di parecchi dei fardelli che ci portiamo appresso, consentendoci nel contempo di far emergere quel lato buono, spesso molto ben nascosto, della nostra bipede personalità.

Del resto, certo omuncoli che nell’odio sguazzano per fini personali altrettanto odio chiamano e meritatamente ricevono …
Tutto questo forse c’entra poco o nulla col lavoro d’esordio dei toscano Othismos, certo è che con un titolo così diretto certe considerazioni sorgono spontanee.
In effetti i nove brani del trio del senese non lesinano rabbia e una giusta dose di violenza incanalata in un sound sporco, dall’istinto quasi animalesco, nel quale convivono in cattività sludge, hardcore, punk e postmetal.
Insomma, in L’Odio Necessario non sono riscontrabili cerebralismi assortiti in alcuna forma, qui si va dritti al punto senza fronzoli e mediazioni: l’urlo sguaiato di Caino (presumibilmente poco dopo essersi sbarazzato del fastidioso fratello) ci sbatte in faccia passato, presente e futuro che hanno in comune un pesante segno negativo.
Ma, come detto, l’odio e la rabbia, sono catartiche e la furia dall’attitudine hardcore punk degli Othismos coglie nel segno: dopo l’eccellente sludge strumentale dell’intro Inno di uno Stato Fallito si parte a velocità spasmodica con la ferocia di Non Discitur per non rallentare più, se non incontrando nel finale le più elaborate Antitesi e Nessuna Promessa di Cambiamento.
Chi predilige suoni e testi carezzevoli o politicamente corretti stia alla larga da questo disco, consigliato invece a chi, uscendo di casa al mattino, come primo gesto prenderebbe volentieri a ceffoni tutto coloro che incarnano, con la loro semplice esistenza, il conformismo imperante.
Perfettibile ma intenso.

Tracklist:
1. Inno di uno stato fallito
2. Non discitur
3. Nessun sole
4. Coma
5. Il signore degli impiccati
6. Mantra
7. Antitesi
8. La discesa
9. Nessuna promessa di cambiamento

Line-up:
Luca – chitarra, voce
Caino – basso, voce principale
Giacomo – batteria

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