ORAKLE – Intervista

ORAKLE - Intervista 1 - fanzine

ORAKLE – Intervista

Quando si intraprende un’intervista, è prevedibile farsi un’idea precostituita del tipo di risposte e dell’approccio che avrà il nostro interlocutore in base al genere musicale che propone; non sempre il riscontro è così automatico, fortunatamente, per cui non è detto che chi suona black metal si riveli un blasfemo misantropo o chi si dedica al doom risulti invece un depresso cronico …
Intervistando Frédéric Gervais, chitarrista e mente dei francesi Orakle, autori con Eclats di un album intrigante ma non sempre di facile decrittazione, l’aspettativa era quella di ricevere risposte ricche, articolate e soprattutto mai banali, e così è stato …

Orakle_zoom_colorbox

iye Ciao Frédéric. La prima domanda riguarda una considerazione che sorge spontanea: sul suolo francese esiste un’elevata concentrazione di band e musicisti dall’approccio anticonvenzionale che abbraccia buona parte dei sottogeneri del metal (cito alla rinfusa Blut Aus Nord, Deathspell Omega, 6:33, Carnival In Coal e ovviamente voi); è solo un caso, oppure chi fa musica nella vostra nazione ha mediamente più voglia di osare e sperimentare?

Ciao Stefano! Sì, ovviamente nel corso degli ultimi 10 anni sono emersi alcuni gruppi francesi con approcci diversi nei confronti del metal ma, ad essere onesti, io non sono davvero certo che sia un qualcosa di peculiare riferito alla Francia o se abbia più a che fare, invece, con il modo in cui i media internazionali e la cultura in generale percepiscono il nostro paese.
Voglio dire, nel corso della storia e in particolare per quanto riguarda l’arte, la Francia è sempre stata un terreno fertile per la protesta, per nuove idee, avanguardie intellettuali, eccetera, quindi credo che le persone provenienti da altri paesi in qualche modo si attendano un atteggiamento simile dagli artisti francesi … A mio parere, questa è anche una reazione a qualcosa di diverso: per lungo tempo, con l’eccezione di band come Loudblast, Supuration, Massacra e pochi altri, molti sono naufragati a causa di prodotti amatoriali, mal prodotti e spesso apparentemente anacronistici, non avendo alcunché di speciale da offrire. Ad un certo punto, le band che ho citato (ma potrei aggiungerne altre come Alcest, Sael o Pryapisme) si sono orientate verso qualcosa di molto più personale e stimolante.

iye In effetti, proprio la vostra etichetta, la Apathia Records, pare non voglia saperne di proporre band che suonino rock o metal in maniera canonica: immagino che sia una condizione ideale per non essere frenati a livello creativo …

Ahah, si può descrivere in maniera molto semplice la finalità di questa etichetta: rilasciare musica buona e speciale. Così, ovviamente, non ci sono confini creativi che ci si possano attendere da una label del genere. E, riallacciandomi alla domanda precedente, è anche molto importante avere alle spalle tali strutture: puoi avere le band più originali nel tuo paese, ma non si andrà da nessuna parte se lì esistono solo etichette in cerca di artisti banali e vendibili.

iye Come nascono gli Orakle e come valuti il percorso della band dagli esordi fino ad oggi ?

Questa è una domanda un po’ difficile. Orakle è una band molto speciale perché abbiamo iniziato con Pierre (batterista) quando avevamo 13 o 14 anni, negli anni ’90. Non avendo suonato in molte altre band Orakle è diventato il sinonimo della nostra vita musicale, né più né meno. Abbiamo iniziato con cover delle band che abbiamo amato di più come Metallica, Sepultura, Loudblast … ed il gruppo, naturalmente, si è evoluto parallelamente ai nostri gusti musicali, incorporando lentamente elementi di diverse scene, all’interno e al di fuori del metal. A questo proposito, forse, gli Orakle possono essere visti più come un processo di maturazione che non una semplice band.

iye Nella mia recensione ho rimarcato la bontà di “Eclats” ma anche la difficoltà che può incontrare l’ascoltatore medio nell’apprezzarne la sua forma cangiante e gli innumerevoli cambi di tempo. Quando componete, pensando a questo, non avete mai la tentazione di normalizzare leggermente il sound ?

Non proprio. Sai, quando componiamo non c’è niente di troppo razionale. Siamo consci che a volte la nostra musica è difficile e impegnativa, soprattutto perché le canzoni sono lunghe e sempre mutevoli ma, almeno per me, le più grandi conquiste richiedono diversi sforzi  o, per dare un’immagine comune: ottenere un po’ di relax, godendo di un bellissimo panorama su una montagna, richiede ore di difficile arrampicata. Questo è un aspetto che mi piace nella musica, ma anche nella letteratura: alcuni autori sembrano, al primo impatto, complessi e pressochè irraggiungibili, ma dopo qualche lettura si apre una crepa e improvvisamente si manifestano visioni incantevoli. In effetti, tutto questo denota un problema molto attuale riguardante il rapporto delle persone con il tempo: la gente vuole cibo istantaneo, caffè istantaneo, sesso istantaneo, informazioni istantanee, tutto istantaneo … e la musica semplicemente è una parte di tutto ciò, in quanto appare più incline ad offrire emozioni immediate. A volte lo è, e la melodia più semplice può rivelarsi potentissima. Ma a volte non lo è, e in questo caso bisogna approfondire, si deve imparare di nuovo cosa significa sacrificare un po’ di tempo … Però, sia chiaro, questo non è un dogma: come ho detto sopra, non c’è niente di razionale quando componiamo.

iye Quali sono, tra i molti, i principali numi ispiratori per gli Orakle ?

Wow, troppi per citarli tutti. Le prime band ad fornirmi l’ispirazione come musicista metal sono state probabilmente Metallica, Sepultura, Morbid Angel, Loudblast … Beh, sono loro almeno quelle che mi hanno fatto voglia di suonare uno strumento, in primo luogo. Poi le principali band di black metal come Emperor, Satyricon, Ulver … Ma in parallelo sono sempre stato un fan del rock alternativo, della musica prog e quindi mi hanno ispirato anche gruppi come Radiohead, The Mars Volta, Queen e molti altri.

iye Chi sono stati, invece, i chitarristi fondamentali per la tua formazione musicale?

Potrei prenderne la maggior parte dalle band citate nella risposta precedente. Non c’è dubbio che James Hetfield abbia giocato un ruolo enorme, così come Trey Azagtoth e Ihsahn, ma citerei anche Omar Rodriguez e Robert Fripp.

iye La presenza in line-up di Emmanuel Rousseau, che conosciamo anche per il suo operato nei Carnival In Coal e nei 6:33, sembra essere il sintomo di una certa trasversalità dei musicisti nella vostra scena: le cose stanno effettivamente così e scambi e collaborazioni reciprochi sono la normalità ?

Credo che sia un fatto comune trovare gli stessi musicisti in alcune band diverse, non solo in Francia. Ci conosciamo tutti, e quando si va alla ricerca di un nuovo musicista è molto probabile che si trovi qualcuno che è coinvolto in altri progetti.

iye In Italia suonare metal o rock sta diventando sempre più difficile, specie per quanto riguarda l’attività dal vivo. In Francia le cose come vanno?

Beh, è più o meno lo stesso, credo. In primo luogo, c’è una scarsa copertura mediatica: in Francia, non c’è una vera cultura rock o metal, così i media principali non ne parlano mai se non per fatti legati al sensazionalismo o per pettegolezzi. Per quanto riguarda le performance dal vivo, penso che in qualche modo sia più difficile di prima. Anche in questo caso la mia risposta potrebbe essere molto simile a quella fornita in occasione della quarta domanda: alcune persone diventano incapaci del minimo sforzo, e muovere i propri culi fino ad un club o ad una concert-hall per alcuni è già troppo. Per altri, è solo una questione di soldi: i tempi sono duri, quindi si pensa prima a comprare cibo o vestiti piuttosto che biglietti per gli spettacoli. D’altra parte, i tempi sono duri anche per molti promotori e / o gestori di locali, tanto che pochi si prendono il rischio di dare un’opportunità ad un gruppo non ancora conosciuto come “vendibile”. E per coronare il tutto, ci sono anche queste band disposte a pagare (a volte molto) per poter suonare, una cosa che trovo davvero inquietante … Quindi è ancora possibile suonare dal vivo, ma bisogna lottare un po’ di più rispetto a prima, credo.

iye Per finire, quali sono i programmi futuri degli Orakle ? Pensate di rendere parzialmente più fruibile il sound oppure spingerete ancor di più sul versante sperimentale ?

Non posso davvero dire a cosa potranno assomigliare le uscite future. Non c’è nessuna decisione razionale in un senso o nell’altro, quindi la musica potrà diventare più semplice, o più sperimentale, o più estrema, noi non sappiamo ancora dove le nostre avventure ci condurranno domani, è più emozionante.
Per i piani immediati, siamo principalmente alla ricerca di opportunità per suonare dal vivo, forse un tour nel 2016 o brevi serie di concerti: se c’è qualcuno in Italia che vuole organizzare qualcosa, noi siamo pronti!

ORAKLE – Facebook

orakle2

No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.