One Man 100% Bluez – My Whole Love / The River Flows

One Man 100% Bluez – My Whole Love / The River Flows

Poche chiacchiere, chiunque sia appassionato del blues più vero, quello legato alle tradizioni ma scevro da ogni revivalismo, non può fare a meno di questo disco.

Noi di In Your Eyes conosciamo di persona Davide Lipari (One Man 100% Bluez), come conosciamo Ruggero Solli e Alessandro “Lowchef” DiBuono, i due ottimi strumentisti che lo accompagnano nelle sue sortite extra one-man band.

E’ stato grazie ai buoni uffizi di Marco del Rain Dogs che abbiamo potuto veder lui e i suoi soci esibirsi negli spazi angusti, ma in fondo adattissimi per questo tipo di performance, del bar della stazione di Varazze (quella serata fu anche teatro di una chiacchierata fra me, Simone e Davide, che potete trovare su questa webzine).
Io, personalmente, avevo avuto poi il felice compito di recensire il suo precedente 7″, per i quale spesi parole, mai come in questo caso, lusinghiere.
Ed è con queste premesse, indubitabilmente positive, che mi sono avvicinato a questo piccolo pezzo di vinile uscito per la benemerita Dead Music Records dell’infaticabile Fabrizio Vignali (alias Freddie Koratella).
La prima volta che l’ho ascoltato, non so per quale arcano motivo, ho iniziato dal lato B, quello in cui i due brani sono presentati nella loro versione one-man band.
La prima impressione, quella sulla quale ho basato queste righe, è stata ottima: i due pezzi funzionano alla perfezione, sono profondi e sanguigni e, ça va sans dire,egregiamente eseguiti, un ulteriore passo avanti rispetto a quelli precedentemente scritti dal nostro.
Giro lato e, cazzo ! Gli stessi due brani suonati con la band sono splendidi!
Dentro ci sono Muddy Waters, Howlin’Wolf, Tom Waits, i Cramps e la Blues Explosion mescolati assieme e danno vita ad una miscela esplosiva, due canzoni che farebbero sfracelli su etichette come In The Red o Fat Possum, all’altezza e in molti casi superiori ad un sacco di prodotti che vengono da oltreoceano e che, spesso, vengono incensati per quel motivo più che per reali meriti.
A questo punto farò un appello al sopracitato Marco: riportaceli qui al più presto!
Poche chiacchiere, chiunque sia appassionato del blues più vero, quello legato alle tradizioni ma scevro da ogni revivalismo, non può fare a meno di questo disco.

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DEAD MUSIC

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