Oblivion - Called To Rise 1 - fanzine

Oblivion – Called To Rise

La band proveniente dalla Bay Area con Called To Rise irrompe sulla scena mostrando la forza di chi è consapevole del proprio potenziale, potendo mettere sul piatto una line-up di prim’ordine, fatta di musicisti esperti guidati dal vocalist e compositore Nick Vasallo.
Il death degli Oblivion attinge a svariate influenze, dal thrash, che è inevitabilmente radicato nel DNA di chi proviene da quella zona degli States, al versante più tecnico e brutale del genere (Death, Origin, Suffocation, Immolation) per arrvare alle reminiscenze classiche, facenti parte del background musicale di Nick, che trovano il loro sfogo naturale nelle versioni orchestrali di Black Veils of Justice e Multiverse, inserite come bonus-track.
Proprio Multiverse, nella sua versione originale, si rivela il manifesto musicale degli Oblivion: un crescendo inarrestabile nel quale strumenti e voce si amalgamano alla perfezione producendo come risultato uno dei brani migliori che abbia ascoltato in quest’ambito negli ultimi tempi.
Ma è tutto Called To Rise, nel suo insieme, a costituire un esempio di come si possa comporre e suonare un death tecnico senza farsi fuorviare dal virtuosismo fine a se stesso; brutale, intenso, dai suoni impeccabili ma con un nero cuore pulsante sempre in bella evidenza.
Ottimo disco, vivamente consigliato a chi apprezza questo tipo di sonorità.

Tracklist :
1. Oblivion part 1: The Chant of Tyrants
2. Black Veils of Justice
3. Between Suns of Light
4. Binary Souls
5. Reclamation
6. Canon 1 in E minor
7. Annunaki
8. Reigns in Fire
9. Cancer of Wraiths
10. Multiverse
11. Oblivion part 2: Infinite Descent
12. Black Veils of Justice (Instrumental Version)
13. Shred I. Multiverse (String Orchestra)
14. Shred II. Long Deaf hate (String Orchestra)

Line-up :
Ted O’Neill – Guitars
Nick Vasallo – Vocals
Beniko Orum – Bass
Luis Martinez – Drums
Victor Dods – Guitars

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.