Liza Marklund – Fondazione Paradiso

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Fa molto freddo quando una guardia della Securitas entra in piazza Frihamnen. E un brivido ghiacciato scorre lungo tutta la spina dorsale dell’uomo non appena vede ciò che la piazza ospita. Un vento gelido rende l’uomo totalmente paralizzato, nel momento in cui si accorge che, invece di osservare una piazza vuota e occupata solo da capannoni, ci sono due uomini stesi per terra, con la testa lesa dai colpi di un fucile.

La polizia accorre sulla scena del crimine, che però sembra essere completamente pulita: non un indizio che possa avvicinare gli inquirenti all’assassino. È difficile persino identificare le vittime, ma se ne riesce almeno a intuire la nazionalità: forse serbi o croati, forse legati alla mafia jugoslava, al traffico delle sigarette e al grande camion che sarebbe dovuto arrivare in piazza Frihamnen proprio quella notte, carico di sigarette di contrabbando.
Quello che la polizia non sa ancora è che esiste un testimone del delitto. Una donna, anch’essa aggredita e quasi uccisa dall’assassino, che è riuscita a scappare da una morte orrenda gettandosi nelle acque gelide che lambiscono piazza Frihamnen. Una donna chiamata Aida di Bijeljina.
Annika Bengtzon non riesce a riprendere serenamente il ritmo della sua vita. Un evento assurdo l’ha completamente devastata: il suo ex fidanzato, una persona violenta e aggressiva, dopo aver tentato di percuoterla minacciandola di morte, ha trovato la giusta punizione. L’ha ucciso Annika, ma solo per difendersi, per evitare che fosse lui a uccidere lei, anche se questa consapevolezza non le permette di sentirsi innocente. Non c’è nulla che Annika possa fare senza pensare di essere un’assassina.
Dopo il processo, dalla quale è fortunatamente uscita semi indenne, Annika non può tornare al solito posto di lavoro, avendo la fedina penale macchiata da un simile reato. Deve occuparsi della redazione notturna de La stampa della sera, il giornale dove lavora da tanti anni, quasi fosse una specie di segretaria: non può più occuparsi di nera né firmare i pezzi.
Eppure riceve una strana telefonata, che la incuriosisce tantissimo. Una donna, che dice di chiamarsi Rebecka, le chiede un appuntamento per poter parlare dell’associazione che gestisce: la Fondazione Paradiso. Essa promette protezione e discrezione totale per tutte le donne, gli uomini e le famiglie minacciate da persone aggressive. Le fa letteralmente sparire, offrendo un incredibile supporto, addirittura abitazioni e nuovi impieghi, a chi ha bisogno di questo genere di aiuto. Annika, dopo il tremendo trauma subito, non riesce a rifiutare l’appuntamento. Soprattutto perché rimane alquanto
incredula ascoltando la descrizione dell’attività della Fondazione Paradiso. È tutto troppo bello per essere vero, Rebecka sta mentendo spudoratamente oppure dice la verità?
Annika non sa ancora in che genere di avventura sta per tuffarsi. Inoltre uno dei capisaldi della sua vita sta per esser messo in pericolo. In un vortice delirante di frustrazione, tristezza e rabbia, Annika si dedicherà con tutta se stessa a scoprire la vera attività della Fondazione Paradiso. Soprattutto perché, per una strana casualità, Annika incontra Aida da Bijeljina. Riesce a salvarle la vita, ma sa che la sua protezione non può nulla contro gli uomini che le danno la caccia.
E chi è l’inarreffabile Ratko? È implicato nel duplice omicidio? E chi è davvero Aida di Bijeljina?
Mentre la polizia brancola nel buio, Annika segue il filo di questa intricatissima storia dai risvolti impressionanti.
Fondazione Paradiso di Liza Marklund, maestra del thriller scandinavo, è un libro intrigante, che cattura l’attenzione e sfida il lettore a comprendere come andrà a finire la storia, chi è il killer, cos’è la Fondazione. Una trama contorta e imponente, che scorre fluida mantenendo un ritmo serrato e battente.
Un gran bel thriller, assolutamente consigliato: Fondazione Paradiso, edito da Marsilio, stupirà il lettore e lo trasporterà in una storia ricca di sorprese e misteri.

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