L’ anello dei ghiacci di Michael Ridpath


Il romanzo, pubblicato in Italia da Garzanti per la traduzione di Duccio Viani, balzato in testa alle classifiche inglesi a pochi giorni dall’uscita, ha consacrato Michael Ridpath nell’olimpo dei grandi autori del thriller.

Un volume che ha ottenuto il gradimento di un milione di lettori solo in Inghilterra e che ora è in via di pubblicazione in tutto il mondo, mentre l’autore ha già ultimato il secondo episodio della serie, che verrà pubblicato in Gran Bretagna in queste settimane.

Il detective Magnus Jonson vede a malapena il corpo, immerso nella foschia. È il cadavere di Agnar Haraldsson, uno dei più importanti studiosi dell’opera di Tolkien. La sua è una morte apparentemente assurda. Ma forse una spiegazione c’è, o quantomeno un indizio. Perché il professore, poco prima di morire, era entrato in possesso di un’antica saga nordica.

In tutta sincerità questo libro non mi ha entusiasmato, non frantentedemi non e’ un brutto libro si legge bene, una trama intrigante, ma non e’ riuscito a coinvolgermi piu’ di tanto. Il personaggio di Magnus secondo me non e’ molto caratterizzato, a volte sembra quasi in balia degli eventi e per un protaginsta di un libro non e’porprio il massimo.

La trama è talmente piena di suspense e di colpi di scena che è garantito: girerete le pagine alla velocità della luce.
«The Independent»

Un thriller a rotta di collo in un’Islanda sconosciuta e incredibilmente scenografica.
«Literary Review»

Un intrigo sapientemente architettato e una narrazione perfetta. Non rimarrete delusi.
«The Times»

L’AUTORE – Michael Ridpath, inglese, dopo la laurea a Oxford ha intrapreso una brillante carriera di analista e negoziatore finanziario nella City, a Londra, dove vive con la moglie e i tre figli. È stato proprio l’ambiente dell’alta finanza a ispirare i suoi primi thriller, il cui successo gli ha consentito di diventare scrittore a tempo pieno.

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