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Juan Villoro – La Piramide

In un Messico dove la realtà non può essere tale perché già alterata, dove gli alberghi sono vuoti e abitati da topi e gabbiani, dove la costa viene costantemente divorata dal vento, dove l’acqua risulta inquinata per effetto delle piattaforme petrolifere e tutto vive gli ultimi attimi di agonia prima di una definitiva morte turistica, “Mario Muller”, conosciuto anche come “Der Meister”, inventa a ”Kukulcan” una nuova forma di intrattenimento.

Recensione:
5/5

Juan Villoro – La Piramide

Dato che l’istinto di sopravvivenza ha il sopravvento, in un teatrino creato all’occorrenza nella struttura alberghiera La Piramide si cavalcano emozioni forti fino ed oltre il limite.
Senza alcuno scrupolo si deturpa una natura che fa sì battere il cuore ma che tuttavia non riesce a sfamare gli abitanti della zona.
In un mondo esterno dove domina la tranquillità, l’intrattenimento è dato dalla possibilità di vivere intense sensazioni, sorprese improvvise, eccitazione e paura: vengono infatti inscenate situazioni di guerriglia, rapimenti, attacchi di animali pericolosi che vedono coinvolti a loro (presunta) insaputa i turisti dell’albergo.
In un mondo parallelo, estraneo dalla vita vera e quasi avulso dal degrado in cui si trova, il tempo si sussegue lentamente fino all’improvvisa morte di un inserviente della struttura, che turba l’equilibrio del sistema e ne mina profondamente le basi.
L’indagine vedrà coinvolti diversi personaggi, primo fra tutti “Antonio Gongora”, ex tossicomane con diverse menomazioni fisiche e una memoria a mezzo servizio, dai trascorsi musicali come bassista degli “Extraditables”, gruppo dell’indiscusso leader “Mario Muller”, suo carissimo amico che lo ha coinvolto in questa ultima avventura.
Con un modo di scrivere molto diretto e molto giovanile, senza particolari eccessi ma ugualmente crudo, “Villoro” ci racconta una storia che di per sé sembra quasi un pretesto, un’ossatura narrativa in cui costruire le storie passate e parallele dei vari protagonisti, che servono da metafora per diverse problematiche sociali: il disagio di un paese rimasto indietro economicamente, la povertà estrema che costringe gli abitanti della zona a vivere di spazzatura, il mondo della droga e dei cartelli, del traffico illegale che lentamente uccide chi cerca questa via come soluzione ai problemi, la corruzione capillare necessaria a mantenere gli ingranaggi funzionanti, l’ecologia e il mancato sviluppo, dato che si contempla lo sfruttamento del terzo mondo e della sua arretratezza da parte delle nazioni più evolute.
“La Piramide” vi permetterà quindi di vivere situazioni di vita estrema, paradossale e surreale, ai margini; attraverso i suoi personaggi vi farà valutare aspetti contraddittori e degradanti dell’animo umano.

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