IL BARBAGIANNI INNAMORATO secondo episodio

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IL BARBAGIANNI INNAMORATO secondo episodio

PRIMO EPISODIO

IL BARBAGIANNI INNAMORATO secondo episodio 2 - fanzineIL BARBAGIANNI INNAMORATO

(Ovvero, tragicommedia di un cuore spezzato e dei ventotto tentativi di porvi rimedio).

 

Secondo episodio: giorno uno di ventotto.

 

I.

Barbagianni si aggirava quindi annichilito. Sembrava davvero un povero pennuto rimbambito. /

 

II.

Incapace più di dormire normalmente, solo una cosa divorava la sua mente: / Luna, bellissima ed irraggiungibile non voleva più amarlo. E lui si ritrova con un cuore rotto e l’impossibilità di aggiustarlo.

 

III.

/ I suoi occhi, sempre così luminosi e vivi, ora avevan una lacrime sublime. Pure la fame era sparita, al diavolo qualsiasi tipo di mangime! / Cercando di respirare, al cielo volse la sua attenzione. Ed ecco, un’idea, un’astuzia per dimenticarla, l’illuminazione: / chissenefrega della migliore cipolla di Tropea. Il conto avrebbe fatto di ogni stella intorno a Cassiopea. /

 

IV.

Era certo, era convinto, era ora vagamente entusiasta. Il conteggio lo avrebbe distratto, senza neppure mangiar una pasta. / A contare quindi di buona lena incominciò: uno, due e tre. Ma subito gli venne voglia di regalar a Luna un nontiscordardime. / Ventisei, ventisette, ventotto, per vinto non doveva assolutamente darsi. Ma già al numero milletrecentosettantasette non sapeva bene come porsi. / Lo stomaco assieme a fegato e alla milza si erano arrotolati. Ventisettemilatrecentodue, Ventisettemilatrecentotre, e di tornar al loro posto non erano di certo intenzionati.

 

V.

/ Così tutto ingarbugliato, a Barbagianni parve non esserci soluzione. Il conteggio doveva essere sospeso, pena di quel dolore subirne l’afflizione. / Ma il pennuto si sa, è testardo. Il conteggio doveva proseguire e tentò l’azzardo. / A terra si sdraiò, serio e convinto, cercando sollievo da trovare. Perché, lo sentiva, il mal d’amore si dissolveva con il solo contare. / Settecentomilauno, settecentomiladue, settecentomilatre, settecentomilaquattro. Fu solo a quel punto che impotente si accorse del disastro. / Assieme a celestiali, imponenti ed variopinti cherubini. Nella sua testa si presentò la filastrocca dei trentatrè trentini.

 

0.

/ Non ci fu più verso di continuare a contare. In fin dei conti, era patetico che su di questo sotterfugio egli volesse realmente contare. Il dolore del suo cuore era ancora lì, ben presente e totale. E su quale amico Barbagianni poteva realmente contare? / Che pena constatare che il primo tentativo fu così fallimentare e, ignorando Cassiopea e tutte le altre costellazioni, Barbagianni tornò a fissare il nero cielo. Aspettando, ossessivo e ancor più dolorante di vedere nuovamente comparire la bella Luna.

 

To be continued…

 

(Nota dell’autrice: per la realizzazione di questa tragicommedia, nessun barbagianni è stato maltrattato o gli è stato realmente spezzato il cuore. Ogni riferimento a cose e fatti reali è puramente casuale. Fatta eccezione per le pagine utilizzate per la scrittura, intrise di vere lacrime dell’autrice).

Damiana Guerra
damianka81@gmail.com

Breve nota biografica: Damiana Guerra si avvicina precocemente al mondo della scrittura e ne rimane affascinata: a sedici anni vince il suo primo concorso letterario iniziando una lunga collaborazione con una rivista online che ne pubblica regolarmente i racconti. Inizia a studiare teatro con il maestro Gian Luca Righetti dei Teatri dell'Era per poi, nel 2012, iniziare un percorso con il maestro Claudio Calafiore della compagnia Faber Artis del Teatro Nero di Modena. È proprio Faber Artis a mettere in scena tre delle sue opere (a ottobre 2012“Germinga” omaggio a Hervé Guibert, morto a soli 36 anni di Aids; a febbraio 2014 “Nella cattiva sorte” liberamente tratto dalla storia della modenese Giulia Galiotto, vittima di femminicidio e a luglio 2015 “Bancomàt”all'interno della rassegna di teatro comico “Corti d'estate” del Teatro Nero). Attualmente collabora con la compagnia Nogu Teatro di Roma (la cui collaborazione nasce con la rappresentazione del suo “Santificatemi” all'interno del NopS Festival di maggio 2015). Grazie alla rivista Perlascena (www.perlascena.it) pubblica sulla rivista Krapp's Last Post (http://www.klpteatro.it/perlascena-7-riattualizzare-i-classici) il suo “Ti amerò per sempre” e il Suo “P.Butterflies” (http://www.klpteatro.it/perlascena-10-novita-sotto-lalbero). Il 21 dicembre 2018, a Teatrosophia di Roma, debutta “Eva”, tratto da “Il Diario di Eva” di M. Twain, con Ilaria Manocchio per Nogu Teatro. Laureata in filosofia, ama il nero profondo, i gatti. E odia i dolci. Naturalmente.

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