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Recensione : I Barbieri – Il Mondo Gira

I Barbieri - Il Mondo Gira: Rivedere in azione, nell'anno del signore 2012, una sigla tanto gloriosa quanto quella dei Barbieri mi ha inevitabilment...

I Barbieri – Il Mondo Gira

Rivedere in azione, nell’anno del signore 2012, una sigla tanto gloriosa quanto quella dei Barbieri mi ha inevitabilmente riportato indietro al 1990, data d’uscita del primo dinamitardo mini-album del combo senese.

Allora il disco lo si acquistava direttamente da chi lo produceva, nella fattispecie si trattava della Toast Records, e lo si faceva dopo averne verificato l’esistenza e, conseguenzialmente, l’indirizzo di chi lo distribuiva su di una fanzine o su Rockerilla; niente internet, niente facebook, ci si fidava del recensore (allora l’argomento sixties era ottimamente curato da entusiasti e competenti cultori), si telefonava al numero indicato e si aspettava la consegna, ai tempi effettuata pressoché unicamente in contrassegno.

Oggi mi è bastato un semplice messaggio “informatico” a Tiziano di Area Pirata (sempre siano lodati i ragazzi toscani) e il dischetto, in sfavillante vinile verde, è stato recapitato al mio indirizzo in tempi davvero ristretti.

Lo sapete cosa è cambiato in questi anni?
Fondamentalmente nulla; la mia passione, la mia gioia nel ricevere il supporto e la mia impazienza di tornare a casa e di posizionarlo sul giradischi è rimasta pressoché immutata. Certo, rispetto al passato, l’esplosività dei Barbieri non è certamente quella degli anni ruggenti, il cantato è ora meno incisivo rispetto a quello di Michele ed i pezzi, come ovvia conseguenza, non sbalordiscono come facevano in passato ma resta comunque il massimo della stima sia per chi ha suonato queste quattro canzoni che per chi ha avuto il coraggio di supportare un’operazione come questa che sembra, ai giorni nostri, il massimo dell’anacronismo.

Ottima la scelta, che denota il gusto e la competenza di chi l’ha effettuata, di coverizzare un classico “minore” (minore a chi?) come “Social End Product” dei neozelandesi Bluestars, che in questo caso viene italianizzata diventando “Disadattato”; l’idea l’aveva già avuta qualcuno di grande levatura in un recente passato, molti di voi sapranno di chi sto parlando, agli altri lascio il gusto di scoprirlo.

La mia copia è la 287 su 300 e, se tanto mi da tanto, non dovrebbero esserne disponibili ancora molte, non farle proprie e non supportare la scena neo-sixties italiana sarebbe delittuoso.

Info e contatti : waww.areapirata.com

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