giampaolo chiriacò – area musica e rivoluzione

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Alla fine di giugno del 1976 si tiene al Parco Lambro di Milano la VI festa del Proletariato Giovanile. Per quattro giorni si alterneranno dibattiti, concerti, e assemblee in cui verrà consumata la fine di un periodo storico dell’antagonismo giovanile negli anni 70.

Con questa manifestazione e le polemiche che ne seguiranno si chiude una prima fase del movimento di contestazione che va dal ‘68 al ‘76. L’anno dopo il movimento assumerà definitivamente altre vesti.Sarà il ’77, saranno i fatti di Bologna, l’autonomia , la diffusione del terrorismo e dell’eroina, definitivamente una storia diversa, controversa nei suoi risvolti culturali. Sul palco molti gruppi e artisti che in quegli anni facevano riferimento all’area antagonista. Tra loro un posto di rilievo spetta agli Area International Popular Group, il gruppo che aldilà della popolarità che aveva ed assumerà negli anni a venire può essere considerato una dei gruppi italiani più importanti degli ultimi trenta anni.Il libro di Giampaolo Chiriacò ripercorre la storia del gruppo scegliendo la via meno facile. La storia della cultura di quegli anni è infatti strettamente intrecciata alle vicende politiche. Spesso questa dimensione arriva ad oscurare il lato più propriamente artistico. L’autore sceglie un’altra prospettiva e racconta la storia del gruppo facendo innanzitutto attenzione alle scelte musicali e concettuali, mettendole quindi successivamente in relazione con la cultura del movimento antagonista.Questa prospettiva da un lato aumenta l’interesse per il libro, ma inevitabilmente rischia di perdersi in un linguaggio troppo specialistico. Il libro è strutturato in diverse sezioni. Si analizzano gli album degli Area scegliendo una scansione cronologica, quindi i linguaggi usati nei vari lavori cercando una classificazione che utilizza modelli quasi accademici, da tesi di laurea.Completano il libro alcune recensioni storiche dei dischi del gruppo tratte dalle riviste specializzate dell’epoca e una intervista ai membri del gruppo. Soprattutto in questa ultima parte si evidenzia un ritratto molto intenso delle persone legate al progetto Area, in particolare modo ne emerge la figura del cantante Demetrio Stratos, vera icona del gruppo, prematuramente scomparso nel 1979.In conclusione il libro appare interessante, soprattutto per una sua ricerca di un diverso metodo di approccio nelle biografie musicali. Avrei comunque preferito che il libro sottolineasse maggiormente il valore che l’esperienza degli Area ebbe negli anni a venire, l’importanza del loro approccio musicale per i gruppi underground dei decenni successivi (ad esempio i Franti). Inoltre i continui riferimenti tecnici sembrano oscurare quello che oggi a trenta anni di distanza mi appare l’aspetto più importante dell’esperienza degli Area, la capacità cioè di tradurre in musica l’atmosfera elettrica e gravida tanto di gioia come di violenza di quegli anni. Anni in cui gli Area possono sperimentare perché fuori c’è un movimento che li segue, ed il movimento può essere creativo e non solo stupidamente ideologico perché è affiancato da una cultura che ha voglia di esplorare e cercare strade difficili ma nuove.

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