eyeconoclast-clustered dead ending corridors

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questi signori suonano un death con fortissime influenze trash. Dopo molti cambi di formazione come di norma, molte persone non riescono a suonare in maniera seria e lavorare poiché s’ha da campà pure. Comunque abbiamo questo cd tra le mani, o meglio, dentro lo stereo, e mi piace. La produzione è ottima, suono pulito e potente, ad opera di Stefano «Saul» Morabito, chitarrista della band e proprietario dei 16th Celar studios, già produttore del promo cd degli Eyeconoclast. Il primo pezzo è indicativo su cosa vogliono, principalmente vogliono dare un pugno nello stomaco all’ascoltatore, e ci riescono benissimo. Quello che colpisce maggiormente è la voce, potente ma allo stesso armoniosa e con un’ottima pronuncia inglese. «Overload 5790» è più melodica, figlia di un certo modo di fare death moderno. Passiamo alla terza traccia, «Speedlight trauma for reconstructiion», pezzo tirato che non lascia scampo. Il quarto giro della manopola ci fa trovare «Axiom of the dyode gods», più cadenzato rispetto agli altri, con aperture vocali notevoli. Non crediate che la sola voce sia degna di nota, tutto il gruppo avanza compatto e il risultato è notevole. L’ultima canzone di questo preludio all’album di lunghezza maggiore è «Cursors», il discorso non cambia, la potenza rimane invariata. Ottimo promo, spero non abbiano problemi a trovare contratto, se lo meritano davvero.

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