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Recensione : Ex Colorado 3

Ex Colorado 3 di José D’Agostino aggiorna il krautrock al 2025: paesaggi motorik, elettronica pastorale e visioni cosmiche per un viaggio sonoro interiore.

Ex Colorado 3

Ci sono dischi che non si limitano a partire: si accendono, come fari nel buio, e ti invitano a seguirli lungo strade che non sapevi di voler percorrere.

Ex Colorado 3 è uno di questi: un album che sembra nascere da una camminata all’alba tra alberi e tralicci, tra natura e cemento.

José D’Agostino continua a far maturare il suo universo sonoro come se stesse aggiornando l’enciclopedia del krautrock alla versione 2025. L’argentino trapiantato tra Francoforte e la Rhön prende la lezione dei padri fondatori – dalla corsa infinita dei Neu! alla pastorale elettronica di Harmonia, passando per il minimalismo robotico dei primi Kraftwerk – e la rielabora con una sensibilità contemporanea, più cinematica e più intimista.

L’album si apre con “Sonnenring”, che sembra salire all’orizzonte come un caleidoscopio di sintetizzatori in slow motion: un motorik appena trattenuto, texture analogiche che si espandono e una chitarra che disegna cerchi d’aria, evocando qualcosa tra i viaggi dorati dei Can e le derive ambient dei Boards of Canada. È già chiaro l’asse portante del disco: paesaggi in movimento, contemplazione che diventa impulso.

In “Blixa”, il ritmo si fa più tagliente, quasi un tributo implicito alle traiettorie urbane degli Einstürzende Neubauten (il nome non è certo casuale), ma filtrato da una morbidezza melodica che ricorda la capacità degli Stereolab di rendere futuristico anche il loop più semplice.

“Forst” e “Go-Perros!” rappresentano i due poli del disco: il primo è un’immersione bucolica, come se i Kraftwerk avessero deciso di registrare a cielo aperto nel bosco che ispirò gli Harmonia; il secondo è un inno alla corsa, una sorta di Primal Scream in versione germanica, dove la spinta ritmica si traduce in pura euforia.

Con “Amb 5”, Ex Colorado torna a respirare: pochi elementi, molto spazio, un equilibrio ambient che evoca Brian Eno ma filtrato attraverso una lente made in Berlin School.

Il trittico conclusivo, da “Nordend” a “Raum”, è la parte più visionaria del disco: una progressione che cresce come un viaggio notturno in treno, tra luci al neon, ricordi che scorrono come paesaggi e un senso di trasformazione costante. “Nordend” potrebbe tranquillamente essere la colonna sonora di Blade Runner se Ridley Scott avesse chiesto ai Neu! di produrla; “Raum”, invece, chiude il cerchio con un respiro largo, quasi cosmico, che richiama la scuola Kosmische ma con una produzione limpida e moderna.

Ex Colorado 3 non si limita a omaggiare il krautrock: lo rimette in strada, gli dà una nuova destinazione e una nuova targa. È musica da viaggio – fisico o interiore che sia – che unisce la precisione del motorik a una vena emotiva più calda e personale.

E quando l’ultimo drone di “Raum” sfuma, resta quella sensazione rara: quella di aver attraversato un luogo che non esiste sulle mappe, ma che da questo momento in poi continuerai a cercare.

Ex Colorado 3 Tracklist

1. Sonnenring 05:42
2. Blixa 05:25
3. Forst 04:40
4. Go-Perros! 04:26
5. Amb 5 03:46
6. Nordend 07:48
7. Raum 06:59

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