eight fingers down-the joy of complication

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dalla San Fernando Valley arriva questo gruppo che ha al suo attivo anche due Warped tours, pur essendo in giro solo dal 2001. Andiamo a sentire questo loro esordio sulla grande distanza, “The joy of complication”:;vi devo subito dire che non abbiamo i titoli delle canzoni. La prima canzone dà un’ottima impressione, il suono è fresco, gli stacchi frequenti. Non a caso loro stessi definiscono il loro suono come punk degli anni novanta, indicando nei Nofx e nei Face to Face due gruppi ai quali si sentono molto vicini. Effettivamente il loro suono è da ricercarsi in quelle coordinate,come nella seconda traccia, gran bella canzone, con la batteria in bella evidenza, c’è da dire che il batterista è forse il loro miglior elemento. Grande energia nel terzo episodio, con doppia voce. I Nofx fanno capolino nella quarta canzone, comunque molto personale, molto ritmata, che conferma che questo tipo di punk è faccenda americana, infatti moti europei scimmiottano questo suono invano.Gli Anti Flag (attualmente forse il miglior gruppo punk del mondo..per me) sono il punto di riferimento della sesta canzone. Poi comincia un lento ma inesorabile declino del cd dalla settima canzone in poi: i pezzi rimangono sempre validi, ma la ripetitività seppur vigorosa è pur sempre tale. Come nella nona canzone, dove la batteria fa un gran lavoro, ma è sempre la stessa storia. L’unica innovazione è nella decima traccia, dove troviamo un inizio acustico.Si arriva alla fine del cd abbastanza annoiati, nonostante le ottime premesse. Fosse un ep di sette e otto canzoni sarebbe ottimo, comunque da sentire.

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