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E’ morto Gary “Mani” Mounfield

Un altro orrendo lutto sconvolge la comunità mondiale del rock ‘n’ roll. E’ di queste ultime ore l’annuncio della scomparsa del bassista inglese Gary Mounfield, noto anche con lo stage name “Mani“. Aveva da poco compiuto 63 anni. La notizia è stata confermata dal fratello del musicista. Per il momento, le cause della sua dipartita non sono state rese note.

Nato in un sobborgo di Manchester, il 16 novembre 1962, Mounfield iniziò il suo percorso musicale nel 1987, quando si unì agli Stone Roses, band mancuniana con cui ha raggiunto fama e popolarità a livello globale (insieme al cantante Ian Brown, al chitarrista John Squire e al batterista Alan John “Reni” Wren) pubblicando l’album di debutto ufficiale omonimo nel 1989, che divenne un instant classic nel panorama indie/alternative rock (con anthem come “I wanna be adored“, “Waterfall“, “Made of stone” e “I am the resurrection“) e catapultò gli Stone Roses nella caleidoscopica scena musicale giovanile cittadina, ribattezzata “MADchester” (che, insieme ad altri ensemble come Happy Mondays, Charlatans e Inspiral Carpets, fondeva alternative rock, psichedelia, indie pop, acid house, funk e alternative dance, e aveva nella “Haçienda” di Tony Wilson il suo tempio e fulcro musicale) della quale “Mani” e compagni furono tra gli indiscussi protagonisti, facendosi promotori della “second summer of love” e diventando anche una tra le principali influenze e ispirazioni per diverse band venute dopo di loro, soprattutto alcune che, qualche anno più tardi, caratterizzarono l’arcinota stagione del “britpop” inglese e della “Cool Britannia”. Mounfield, col suo strumento dal design particolare – ispirato allo stile del pittore Jackson Pollock – fungeva da motore ritmico della band, con le sue intense linee di basso ricche di groove. Problemi legali con l’etichetta discografica portarono a svariati ritardi nell’uscita del secondo (e ultimo) studio album del gruppo, “Second coming“, che vide la luce nel 1994 ma non ripetè l’exploit del full length di debutto, trascinando gli Stone Roses a un primo disfacimento nel 1996. “Mani” e sodali si sarebbero poi ricongiunti in un reunion avvenuta nel 2011 e durata fino al 2017, che però, a eccezione di due singoli, non fruttò altri Lp di inediti, prima dello scioglimento definitivo.

Dal 1996 al 2011, Mounfield si unì ai Primal Scream di Bobby Gillespie, con cui registrò gli album “Vanishing point“, “XTRMNTR“, “Evil heat“, “Riot city blues” e “Beautiful future“. Prese parte anche al supergruppo Freebass (insieme a Peter Hook e Andy Rourke). Oltre all’attività di musicista, si era dilettato anche come DJ e attore, interpretando il ruolo di se stesso in un cameo come guest, nel 2002, nel comedy drama “24 hour party people“.

Qui è possibile leggere una raccolta di tributi, ricordi e commemorazioni che in queste ore sono state pubblicate da amici e colleghi musicisti che hanno conosciuto e stimato Mani.

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