Drink To Me

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Abbiamo contattato i Drink To Me che, dopo averci entusiasmato con il loro ultimo disco Brazil, suoneranno il 4 giugno al Riviera Summer Fest 2011. Ci ha risposto Marco Jacopo Bianchi, cantante e frontman del gruppo.

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iyeAscoltando Brazil sono rimasto colpito da parecchie cose. Una di quelle che mi ha colpito di più sono i testi dei vostri pezzi. Spesso rasentano il nonsense e l’assurdo ma, tuttavia, non suonano mai banali né campati in aria. A quanto leggo sul booklet, sono scritti tutti da te. Sei il “poeta” del gruppo o semplicemente quello con l’attività onirica più intensa?

Mi fa piacere che tu abbia apprezzato! Sicuramente mi occupo dei testi perchè sono il cantante (talvolta seguo dei suggerimenti di Carlo e Francesco). Da questo punto di vista me ne sono semplicemente preso la responsabilità, ma è vero che col passare del tempo ho sempre più voglia di esprimermi anche attraverso le parole. Anni fa i testi erano meno importanti per me, ora lo sono sempre di più.

iyeI testi sono quasi tutti scritti in inglese. Questa può essere spesso un’arma a doppio taglio: se da un lato la lingua britannica si sposa bene con le vostre sonorità e dona un’aura di internazionalità, dall’altro è facile essere bollati come quelli che “voglio fare gli stranieri” snobbando le proprie radici italiane. Fino ad’ora, pensate che la vostra scelta artistica sia stata più un vantaggio od un ostacolo per voi?

Tocchi un punto su cui sono abbastanza polemico. L’inglese è più sintetico e versatile, perchè non usarlo? Il semplice fatto che in Italia ci siano persone che possano “insospettirsi” se un gruppo canta in questa lingua è indice del fatto che viviamo fuori dal mondo. L’inglese è una lingua franca, indispensabile per chiunque voglia fare la più elementare esperienza “extraculturale” nel mondo globalizzato. In Scandinavia o in Germania è indifferente se una band canta in inglese o nella lingua nazionale, semplicemente perchè più o meno tutti capiscono ugualmente. Quindi: dovrebbero forse le band come noi iniziare a cantare in italiano o gli italiani decidersi a imparare l’inglese? Che sfide possiamo affrontare a livello internazionale se appena fuori dai nostri confini balbettiamo come bambini?
Detto questo, sinceramente non so se cantare in italiano ci avrebbe aiutato in qualcosa! Credo conti soprattutto l’aspetto musicale (ad ostacolarci o a farci apprezzare!)

iyeAltro elemento che colpisce fin da subito è la grafica fresca e divertente del disco. Sempre leggendo sul booklet, alcune delle foto sono state scattate da Francesco. Anche lui (come me) è un malato di fotografia? Avete scelto insieme le foto per la copertina e il booklet e secondo quali criteri?

Sì, Francesco è appassionato di fotografia e un buon grafico. In realtà quasi tutte le immagini sono ricavate da diapositive delle vacanze in India dei genitori di Francesco (negli anni ’70). L’idea era di creare un miscuglio di immagini naturali, patterns grafici ed elementi contrastanti (in copertina ci sono le montagne dell’Himalaya e il disco si titola Brazil… Inoltre quei parallelepipedi rosa sono stati disegnati da Jacopo dei Fine Before You Came).

iyeMolto interessante è anche la scelta che avete fatto per il finale, con il brano Paul & Kate. Perché una traccia di commiato dal testo così funereo? (‘This is the end, the Dark Age is coming. The wolrd will rot in five hours or less. The Earth will open, the deads will walk between us’). L’intenzione che avevate era quella di dare un tono volutamente pessimistico o vi riconoscete più nei due personaggi Paul & Kate che, malgrado tutto, sorridono e hanno progetti? (‘But Paul and Kate don’t wanna hear about it. They smile, they are making a lot of projects’)

Non saprei. Sicuramente c’è dell’ottimo pessimismo, se mi passi l’ossimoro. E’ un tono apocalittico, tanto apocalittico da ribaltarsi in farsa stile film dell’orrore di serie B. Paul and Kate li immagino anziani. Hanno sempre condotto un’esistenza misera. Vincono al bingo e quel giorno arrivano gli zombie. Loro se ne fregano perchè finalmente hanno un po’ di soldi e nulla potrà rovinare la loro festa. Potrebbe essere un corto dei Monthy Python o uno splatter di Peter Jackson…

iyeScrivendo la recensione del disco, pubblicata sul sito, ho ipotizzato che B1 e B9 fossero una sorta di unica traccia troncata in due pezzi e che quelle ‘b’ stessero per Brazil. Un modo molto alternativo di presentare la titletrack, insomma. Ho preso un abbaglio o, forse, ci sono andato vicino?

Ti svelo il segreto: il materiale da cui è nato Brazil consiste in un archivio di improvvisazioni da cui abbiamo attinto per scrivere le canzoni. Ogni improvvisazione era contrassegnata da una lettera e una cifra… Abbiamo lasciato B1 e B9 con questo codice anche per creare una sorta di legame misterioso con “Brazil”, ma la verità è che non abbiamo trovato titoli migliori!

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iyeCon Brazil avete superato la tappa più difficile di tutte, quella del secondo disco. Spinti dal successo che avete ottenuto, state già lavorando ad una futura terza fatica? Cosa vorreste superare e cosa mantenere della vostra carriera musicale fino ad ora?

Stiamo già pre-producendo il terzo disco. Ma non si dice sia il terzo quello più difficile? Sicuramente il tour di Brazil ci ha cambiati. Lavoriamo con disinvoltura maggiore, e stiamo cambiando ancora. I campionatori sono la novità principale, nei pezzi nuovi. Cosa cambieremmo? Direi niente. Abbiamo sempre fatto tutto quello che potevamo. Crediamo di essere in crescita, quindi va bene così.

iyeTra poco suonerete al Riviera Summer Fest di Varazze, un cittadina sul mare che d’estate si trasforma in una delle località turistiche più giovani e vive della costa savonese. Cosa vi aspettate dall’evento e dalla variegata fauna estiva varazzina? E, al contrario, cosa dovrebbero aspettarsi i nativi e i turisti dai Drink To Me?

Sinceramente non sappiamo cosa aspettarci. Gli eventi gratuiti in periodi estivi, si sa, possono attirare tante persone completamente estranee alla nostra musica. Il che non necessariamente è un male! Staremo a vedere. Chi ha intenzione di venirci a vedere live si aspetti un bel bagno di suoni, e forti emozioni. Daremo tutto, come sempre.

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iyeSempre nell’ambito dello stesso evento, qualche mese dopo di voi, suoneranno gli A Classic Education, che sono appena tornati da un tour di concerti negli Stati Uniti. Piacerebbe anche a voi seguire il loro esempio e fare qualche data all’estero? Cosa vi aspettereste di trovare di diverso dall’Italia?

Grandi gli A Classic Education! In realtà ci stiamo già muovendo per l’estero. Siamo stati in Norvegia a Febbraio e dovremmo tornare per un tour più lungo in Scandinavia a metà giugno. In autunno dovrebbe attenderci un tour in Inghilterra. Ormai siamo pronti per uscire dall’Italia e non fare una figuraccia. Cosa ci aspettiamo? No idea. In Norvegia è stato bello, sicuramente ci divertiremo. Siamo professionisti del divertimento!

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