DRACULA, IL PRINCIPE DELLE TENEBRE

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DRACULA, IL PRINCIPE DELLE TENEBRE

Nella storia del cinema sono state girate centinaia di pellicole sul leggendario conte Dracula (alcune veramente “oltre” come “Batman contro Dracula”,”Dracula cerca sangue di vergine … e morì di sete”, o “Dracula morto e contento”).

Questa del regista inglese Terence Fisher non è certo una delle peggiori anzi, è realizzata da un buon mestierante e, sia pur non possieda particolari guizzi, si fa vedere con piacere.
Il conte è impersonato dall’indimenticabile e da poco scomparso Christopher Lee (con Bela Lugosi il più grande interprete di questo personaggio) e questo aggiunge al film quel qualcosa in più.
La pellicola comincia con la riproposizione del precedente “Dracula il vampiro”, sempre diretto dallo stesso regista, nel quale Dracula sembra essere stato definitivamente sconfitto.
La prima scena invece propone il trasporto, su una lettiga di fortuna, di una giovane donna morta alla quale si vorrebbe applicare il consueto rituale del paletto conficcato nel cuore ma, mentre l’operazione si sta per compiere, un frate irrompe sul luogo impedendo la barbarie.
Da lì l’azione si sposta nella consueta locanda del paese dove stanno mangiando due coppie di sposi inglesi in vacanza nei Carpazi (!?!).
Presa una carrozza per spostarsi verso una nuova destinazione “casualmente” una ruota viene a cedere proprio nelle vicinanze di un castello dall’aria sinistra.
Quando i quattro sembrano aver deciso di accamparsi in una baracca limitrofa, giunge dal nulla un’altra carrozza senza nocchiero, quello della precedente si era ovviamente dileguato il più presto possibile, i protagonisti decidono di salirvi (chi non lo farebbe) ed ovviamente vengono accompagnati al castello.
Le due mogli (vecchia saggezza femminile) non vorrebbero entrarvi ma i mariti le sbeffeggiano allegramente.
Dentro al castello trovano la tavola già apparecchiata per quattro ed i loro bagagli magicamente già sistemati in due camere da letto.
D’un tratto, dall’oscurità compare un maggiordomo dall’aria non esattamente rassicurante, questi avvisa gli ospiti che il suo padrone è morto ma che le sue ultime volontà sarebbero state che ogni viandante fosse accolto.
Nella notte, ovviamente buia e tempestosa, una delle coppie viene svegliata da incomprensibili rumori, il marito segue allora il maggiordomo fino nello scantinato ma giunto lì quest’ultimo lo pugnala a morte, sarà il suo sangue a far si che Dracula si risvegli.
La moglie, non vedendo più tornare il consorte si reca anch’ella nelle cantine, qui si trova di fronte il compagno appeso a testa in giù ed abbondantemente sanguinante, terrorizzata è facile preda del conte che la vampirizza.
L’altra coppia riesce invece a fuggire ma l’uomo vuole tornare indietro per sconfiggere il vampiro, abbandona la moglie ma quest’ultima viene attratta nuovamente al castello grazie ad uno stratagemma del maggiordomo.
Nel castello lo sposo viene attaccato dalla cognata ormai diventata vampiro, ma nel frattempo irrompe sulla scena il conte che ingaggia una lotta contro il nostro eroe; quando quest’ultimo sembra soccombere, grazie ad una croce autoprodotta riesce ad allontanare da sé il vampiro e a fuggire con la moglie.
Nella fuga precipitosa il loro calesse perde una ruota facendo ruzzolare a terra i due ma, come per incanto, davanti a loro si materializza la figura severa del frate visto all’inizio che li aiuta e li conduce al suo convento.
Ma Dracula e la novella vampira non demordono e nella notte riescono a penetrare nel convento grazie ad un pazzo che vi soggiorna (il perché si trovi lì un folle non in abito talare è cosa tutta da scoprire) e mentre la donna viene catturata ed infilzata con il consueto paletto dai fraticelli, il conte, più scafato, riesce a catturare la giovane sposa ed a fuggire a bordo di una carrozza condotta dal suo maggiordomo.
Ma la corsa del vampiro ha vita breve, inseguito dal frate e dal marito viene presto raggiunto.
Il maggiordomo viene sommariamente giustiziato in loco e il nostro eroe si appresta ad uccidere Dracula ma, a sorpresa, sopraggiungono le tenebre ed il conte si risveglia.
Quando tutto sembra volgere al peggio, il mite fraticello armato di fucile spara in terra nei pressi del vampiro facendo zampillare dell’acqua, questo gli da l’idea per continuare a sparare finché al di sotto di Dracula si apre una sorta di botola nella quale sprofonda miseramente.
Il perché il conte, apparso fino ad ora piuttosto scaltro, non accenni a spostarsi o almeno a provarci nel mentre il religioso spari è cosa che resta piuttosto misteriosa.
Il film si esaurisce su questa scena lasciando lo spettatore con un po’ d’amaro in bocca.
In definitiva una discreta pellicola che ha due difetti principali: la scarsa presenza del magnetico Lee ed il finale tagliato decisamente con l’accetta, per il resto più che guardabile.

Dracula,il principe delle tenebre
Gran Bretagna,1966
Regia di T.Fisher
con C.Lee, B.Shelley, A.Keir, F.Matthews

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