cuba particular – sesso all’ avana di alejandro torreguitart ruiz

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Recentemente è apparsa su questo sito la recensione del libro “Almeno il pane Fidel”, di Gordiano Lupi edito da Stampa Alternativa. Lo stesso Lupi è anche il traduttore di questo altro libro sempre per le stesse edizioni.Si tratta ancora una volta di un racconto ambientato nella Cuba del cosiddetto periodo speciale, uno dei momenti più difficili della storia recente dell’ isola dei Caraibi, dovuto alla crisi economica derivante dalla mancanza di rifornimenti da parte del blocco socialista e sovietico dopo la sua rovinosa caduta.

Il periodo speciale è attualmente in fase di superamento soprattutto grazie agli stretti rapporti che il governo di Fidel Castro ha sviluppato con i nuovi governi a guida socialista che si stanno affermando nel continente latinoamericano, ed in particolare con il Venezuela guidato da Hugo Chavez.Il racconto di Lupi, pur segnato da una profonda vena anticastrista era pur sempre un reportage segnato da esperienze personali, mentre in questo caso ci si trova dinnanzi ad una forma romanzo il quale innesta la finzione su uno schema che vuole essere di crudo realismo con lo scopo dichiarato ed esplicitato continuamente di denunciare la putrefazione del regime habanero.Sotto questo aspetto risulta efficace ma banale scegliere di raccontare storie legate al mondo della prostituzione vista come la faccia del degrado morale e politico.Le vicende si svolgono in maniera ripetitiva in una casa particular nella città dell’ Avana dove Isa e Paco accolgono stranieri in caccia di avventure sessuali e povere jineteras. In particolare risalta la figura di Isa, vista come colei che esemplifica la disillusione di un popolo che aveva creduto negli ideali rivoluzionari.In un catalogo di perversioni, musiche nostalgiche e telenovelas, l’unico elemento che viene ripetuto alla nausea è il livore anticastrista. Si evocano quindi per contrasto le figure limpide di Martì o di Che Guevara, si contrasta l�embargo statunitense ma nel mezzo di tanto livore propagandistico appare il tutto come una scelta strumentale.Trovare in questo libro elementi di critica libertaria a me appare una impresa ardua.Questo volta, il sasso gettato nell’ acqua dell’ipocrisia di sinistra, sbaglia decisamente la traiettoria.

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