Conversazioni con Epi – 1

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Nasce oggi Conversazioni con Epi.
Epi potrebbe essere un personaggio del nostro immaginario, un cavaliere che in groppa al suo destriero cerca la via personale alla libertà vera reale. Ci incita a continuare con tenacia in quello che crediamo, aspettandone i frutti, tanto è solo questione di tempo. Uno sguardo fresco al nostro mondo senza steccati di nessun genere. Non abbiamo sicuramente la pretesa di essere filosofi o di cambiare il mondo, “quello che conta è ciò che facciamo oggi e per questo oggi dobbiamo impegnarci“.

Le illustrazioni sono sempre dell’ottimo Madkime.

EPI: Continua con tenacia in quello che credi. Ne otterrai dei frutti se non demordi; e, intanto prova anche a studiare le origini profonde personali e sociali del cosiddetto razzismo , forse ti potrà servire a scoprire i tuoi limiti ma anche la vastità delle tue capacità.

Iyezine: Quali letture consigli?

EPI: Credo che tu abbia maggiori conoscenze bibliografiche di me. Quel poco che so l’ho sperimentato vivendo con zingari, musulmani e profughi, con loro e come loro. Mi hanno sempre accettato e aiutato con bontà, ma chiamandomi sempre gagjou, ovvero lo straniero, il diverso, quello che comunque è della razza diversa e che, quando voleva, poteva ritornare a fare il superiore.

Iyezine: il razzismo penso sia semplicemente un frullato di ignoranza e paura, che ci viene somministrato tramite tv, giornali ed altro. Non penso che nessuno di noi nasca con l’idea che esistano delle razze; andando oltre, non è questione di colore, di orientamento sessuale o cos’altro, si ha semplicemente paura di tutto quello che non, essendo diverso, toglie tranquillità alla propria vita quotidiana, la sicurezza di una vita normale

EPI: Indubbiamente razzismo vuol dire non conoscenza, paura dell’ignoto. E la paura del non conosciuto ce la portiamo dentro dalla preistoria. I nostri campanilismi sportivi o politici o estetici ne sono sintomi indubbi. Però, proviamo ad analizzare queste nostre tare come strumenti di conoscenza del ritmo dell’evoluzione nostra e della società. Il nostro cammino e limitato dalla velocità di crescita biologica e psicologica. Questo ci permette di crescere armoniosamente. Quando ciò non avviene, il ritmo si fa frenetico e vi è trauma, paura, rifiuto. Questo è il cosiddetto dilemma del male che noi ancora stentiamo a capire.

Iyezine: spiegami meglio questo dilemma del male

EPI: Noi siamo molto manichei, cioè tendiamo, da buoni cattolici di fondo, a suddividere tutto tra bene e male . E non c’è niente da fare: il razzismo è una nostra caratteristica negativa e, come tale, va estirpata, senza capire come utilizzarla per crescere avvicinandoci lentamente a ciò che ci fa paura. Il dilemma del male è proprio questa difficoltà ad accettare noi stessi, i nostri difetti quali parti della nostra natura, che come tali dovremmo invece accettare, anzi di più, amare ed utilizzare per crescere.

Iyezine: sicuramente … ma la liberazione di noi stessi non passa tramite la conoscenza di noi stessi … se la maggior parte degli italiani non legge più libri e adesso nemmeno giornali, come scopre la sua vera liberazione, come può continuare il proprio cammino?

EPI: Hai ragione, ma ammetterai che ci è ignota la via di ciascun essere umano per giungere alla propria liberazione. Certo, la cultura può esserne strumento ma soprattutto l’esperienza e il dolore cementano la conoscenza, così come la ricerca silenziosa nel mistero della vita con gli strumenti dell’arte, del creare, del pensare, del tentare, dell’indagare, come stai facendo tu. E di questo sono lieto e ti ringrazio.

Iyezine: Cambiare l uomo che da sempre avuto paura del diverso, del nero, sarà difficilmente realizzabile e saremo costretti, come facciamo già ora, ad imbufalirci quando ascoltiamo certe cose al tg o al supermercato.

EPI: Certo, è cosi, ma si deve scegliere se ritirarsi in montagna o restare al proprio posto con umiltà, cercando di essere se stessi con la consapevolezza d’essere un piccolo granello di sabbia. Un piccolo granello di sabbia che è parte del mondo e che, con il mondo, si evolve e lentamente partecipa a cambiarlo. Il pessimismo può certo servire in alcuni casi ma significa anche sofferenza, mentre il senso della vita è tale in quanto contiene il desiderio di felicità. Tutti desiderano la felicità, anche i razzisti (cioè noi), i ricchi e i poveri. Tutto è’ caos e tutto sembra inconciliabile e irrisolvibile, ma non dimentichiamoci che tutto quanto ci circonda è stato generato dal caos. I greci antichi già riconoscevano CAOS come il dio più grande, il primo dio.

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Iyezine: Io ho scelto di stare al mio posto. Come diceva un grande, un granello di sabbia tra i vostri ingranaggi. Ritengo che andare via sia troppo facile, semplicistico e un po’ infantile. Provare a resistere, questa è la frase che preferisco: resistere a questa società per essere me stesso sempre, con siti web, libri, comportamenti.

EPI: Sembra semplice e scontata la tua risposta: essere un granello di sabbia per inceppare, o almeno infastidire l’ingranaggio della società, per resisterle. Ma resistere a chi e a che cosa e soprattutto per quale alternativa ? La fisica insegna che tutto quanto resiste crea una forza uguale e contraria e la simbiosi delle due forze contrarie crea il moto, la dialettica, la vita. E per questo mi sta bene la tua resistenza. Ma questo non può bastarti, devi sapere quale motore hai attivato e se ti senti parte di questo fluire. E oltre alla rabbia cosa c’è che dia il piacere di ascoltarti e che stimoli emozioni ? Ti racconto un fatterello che puoi prendere per una fiaba. Un mio amico extraterrestre mi raccontò che, le prime volte che visitò il nostro mondo, rimase sconcertato dalle nostre assurdità: guerre, rivolte, scioperi, litigi, ricchezze e povertà, denaro e contratti, furti omicidi e ricatti, ecc… e tanto dolore e tristezza. Ovunque infelicità e occhi pieni di desideri. Per questo rimase tanto sconcertato da prepararsi per andarsene. E stava avviandosi verso la sua astronave quando, affrettandosi al suo contatto inciampò in un barbone che dormiva ai bordi di un marciapiede. Questi si svegliò contrariato e lo guardò con stupore, poi non sapendo cosa dire o fare gli fece un gran sorriso. Il mio amico rimase sconcertato: anche nell’animo più degradato alberga il sorriso. Così non partì più. Ed anche tu sai sorridere!!

Iyezine: Quindi ritieni che la ricerca vera sia la ricerca del lato yin e yang di tutti noi? Dell’esistenza di una possibilità per tutti?

EPI: Yin e yang sono l’armonia dell’universo secondo il tao, la via. Nella sua rappresentazione grafica le due losanghe bianca e nera vorrebbero rappresentare la dualità dell’energia dell’universo, ma un occhio attento scorge un certo stridore: le due forme sono separate, nettamente, da una linea. E questa netta separazione fa sorgere interpretazioni parzialeggianti. Ma non tutto è bene, non tutto è male; non tutto è maschile, non tutto è femminile; non tutto è luce, non tutto è buio. Il mandala multiforme e multicolore tibetano tenta di interpretare oltre l’infinita varietà e l’infinita impermanenza del cosmo e del cuore. Ma nella nostra cultura manichea come vivere la totalità della nostra natura dopo che siamo cresciuti col senso del bene e del male ? Come vivere il nostro yang, senza il senso della colpa, della trasgressione, del peccato ? Qui il mio amico ET aveva chiara la risposta: la maschera, la maschera rituale, il rito dell’agire perché dovuto dalla circostanza, dalla legge, dalla religione, dalla propria natura. E infatti il ragazzo è autorizzato a uccidere perché è un soldato, il giudice condanna perché è’ l’uomo della legge, ecc… Ovvero un gesto compiuto in modo rituale diviene, nella nostra coscienza, legittimo, senza colpa, anzi, meritorio. E allora la nostra psiche sperimenta la propria totalità. Il segreto é tutto qui: ritualizzare (prima verso se stessi ) il proprio comportamento per vivere appieno, armonicamente, il proprio yin e il proprio yang. Ma proprio qui viene il bello della faccenda e il cammino per divenire maestri del proprio rito è strettamente interiore, personale, unico. E solo allora potremo toglierci la maschera, i vestiti convenzionali e rituali e vivere come bambini e extraterrestri.

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Iyezine:il signore che a Fermo ha deliberatamente e immotivatamente assassinato il ragazzo nigeriano, cari signori, non è né un ultrà né un fascista, ma semplicemente il frutto dell’anti-cultura che impera nel nostro tempo, dell’ignoranza al potere e del qualunquismo elevato a dogma. Io spero sempre che sia un disagiato che prima o poi avrebbe fatto male a qualcuno comunque, a prescindere dalla scusa che ha trovato nel caso specifico; il problema è che andiamo verso una deriva molto pericolosa in questo paese, dove l’incattivimento generale (non solo nei casi razziali) e l’ignoranza portano a certi episodi.

EPI:Keep calm boys. Mi volete spiegare che senso ha stare a giudicare se un omicidio sia per razzismo, cattiveria gratuita, disadattamento o degenerazione dell’essere umano ? Non lo si sapeva già ? Forse che, dirlo a chi la pensa come noi, possa servire a far cessare gli omicidi gratuiti ? Ci dimentichiamo forse delle stragi, delle guerre, degli omicidi che da sempre e quotidianamente, gratuitamente, vengono commesse lontano e vicino a noi ? Ma questi sono commenti da bar sport, non da viaggiatori alla ricerca di se stessi e del proprio ruolo nel mondo !! Forse fingiamo di ignorare che dentro di noi alberga TUTTO il male e TUTTO il bene e che la nostra vita ha SENSO solo se riusciamo a conoscerli in noi, a farli emergere, ad armonizzarli e quindi VIVERLI ? O vogliamo illuderci e sperare che arrivi qualche superman o messia che ci salvi da noi stessi ? Noi siamo parte del cosmo e siamo fatti esattamente come lui. Basta coi lamenti nei confronti di un mondo che è fatto male e noi ancor peggio: questo lo dicono i dittatori politici e religiosi per frenarci. L’uomo moderno è quello che, LIBERO da giudizi e pregiudizi, cerca DENTRO DI SE’ LA PROPRIA STRADA, LA PROPRIA VERITA’ ! E questa la ricerca che vorrei sentire da voi, per crescere anch’io con voi.!!!

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