blessed child opera-looking after the child

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Se mi fosse stata data l’occasione di ascoltare i B.C.O. nel corso degli anni confusi e struggenti della mia adolescenza sono pressoche’ certo che avrei straveduto per loro.In quei giorni confusi ed esaltanti nei quali una delusione amorosa o un evento anche minimamente traumatico avrebbe potuto turbare la mia troppo spiccata sensibilità,sarei restato estasiato ad ascoltare il loro mix di June of’ 44,primi Karate e Nick Cave.Quasi mi ci rivedo in una giornata di pioggia osservare sul vetro della mia camera le goccie di pioggia che si rincorrono con nel lettore del cd le note di un gruppo come quello in oggetto.Oggi,mio malgrado, non sono piu’ quell’ adolescente ed ho quindi “soltanto” trovato la band,un gruppo dotato di ottime idee ,intuizioni che gli consentono di esibire un sound intenso e drammatico a tratti perfino epico ma,in nessuno caso,noioso o auto-referenziale. Fra i pezzi che avrete modo di ascoltare facendo vostro questo cd,vi invito vivamente a iniziare con “Blue station”,pezzo di tale levatura che persino un artista della statura di Greg Dulli vorrebbe poter annoverare nel suo pur rinomato repertorio.In conclusione di questa mia recensione mi permetto di chiudere chiedendo ai B.C.O. di soddisfare una mia piccola curiosità. Dal momento che la band è composta da quattro maschi di chi è la splendida voce femminile che rende magica “To reach pesch”? Per quanto mi sia impegnato a cecarne traccia non è trovato menzione sulla confezione del demo.

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