Mycelia – Obey

Mycelia - Obey 1 - fanzine

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La miccia accesa al candelotto di dinamite, i primi di giugno con l’anteprima concessa a Iyezine da parte dell’etichetta nostrana, ha finito la sua corsa e Obey è esploso in tutta la sua devastante potenza in questa fine estate, pronto a conquistare la stagione autunnale, dall’alto della sua qualità che definire mostruosa è un eufemismo.

Per chi si fosse perso l’articolo, ricordo che i Mycelia sono una band svizzera, con base a Zurigo, il nuovo lavoro è il primo dopo la firma con WormHoleDeath, ed è il successore di due ep (“Mycelania” del 2011 e “Isolator” del 2013) ed un full length uscito un paio di anni fa dal titolo “Nova”.
Prodotto da Wahoomi nei Realsound studios, a marzo di quest’anno, Obey si conferma come una bomba sonora di dimensioni gigantesche, il trio di Zurigo stravolge ogni tipo di spartito riscrivendo i canoni del metal estremo, secondo il proprio credo; una tempesta di suoni a velocità inaudita, dove vengono sapientemente inglobati più e più generi, risultando violento, progressivo, originale e scuotendo dalle fondamenta un mercato underground che regala perle di musica estrema senza soluzione di continuità e di cui, l’etichetta italiana è una delle più autorevoli protagoniste.
Obey: un mostro risvegliato dal gruppo, vorace divoratore di suoni dei più disparati, fagocitati e rigettati e che creano un sound dove tecnica esagerata, atmosfere apocalittiche, sinfonie estreme e ritmi tra il jazz e la fusion, sono solo le prime sfumature che ci travolgono dopo un timido approccio, ma col passare del tempo, tutto diventa chiaro, perfettamente leggibile, anche tra i vortici creati da uragani sonori senza soluzioni di continuità, elevati da un songwriting stupefacente ed un livello esecutivo spaventoso.
Choleric: Blunt Force Trauma apre le danze a velocità supersoniche, le ritmiche sono mitragliate devastanti, le chitarre raggiungono note da un’altro pianeta, il growl possente richiama battaglie intergalattiche e mentre l’ascoltatore non riesce a staccarsi dal muro dove la potenza del sound l’ha scaraventato, ecco che Steam ha, in un delicato stacco jazzato il primo momento di quiete, un momento di preziosissima calma apparente, rotta dalla hardcore Ritalin / Ritalout e dalla prog/death I’m The Fungus spettacolare piece de resistance del disco, dove tutto il meraviglioso mondo musicale dei Mycelia esce allo scoperto.
Non c’è pace per l’indiavolata sezione ritmica, un muro di tecnica e potenza devastante, ed ancora sugli scudi con You Look Fat When You Cry, mentre la title track è un intermezzo atmosferico che ci introduce alla seconda parte dell’album, che si apre con la supernova in caduta libera, Happy Merry-Go-Round bissata dal prog/core di Phlegmatic: Eat. Sleep. Repeat dove il growl si trasforma in scream e la distruzione totale è quasi compiuta.
Metalcore, progressive, death e djent sono i protagonisti incontrastati di brani devastanti e particolarissimi (le parti dove il gruppo smorza i toni, stupendo con partiture intricatissime, continuano a fare il bello e cattivo tempo), come Sean In The Snail Shell, Kudzu e Sanguine: This Party Sucks.
Siamo alla fine, l’atmosfera sinfonica e melanconica di Melancholic: The Mass of a Million Earths, dura lo spazio di un minuto, prima che il gruppo riparta in quarta per l’ultima letale dose di metallo fiammeggiante e modernissimo e metta la parola fine a questo monumento alla musica estrema.
Album che letteralmente folgora, Obey come era preventivato dai primi ascolti, si candida come uno dei dischi dell’anno, stupendo affresco di cosa può ancora dare in termini di qualità il metal moderno, da avere.

Tracklist:
1.Choleric: Blunt Force Trauma
2.Steam
3.Ritalin / Ritalout
4.I Am The Fungus
5.You Look Fat When You Cry
6.OBEY
7.Happy Merry-Go-Round
8.Phlegmatic: Eat. Sleep. Repeat.
9.Sean In The Snail Shell
10.Kudzu
11.Sanguine: This Party Sucks
12.Melancholic: The Mass of a Million Earths

Line-up:
Mike Schmid – Guitar
Mike Fuller – Guitar
Marc Trummer – Drums
Marc Fürer – Vocals
Eugen Wiebe – Bass

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