I DUE CROCIATI

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Questa di cui vado a parlarvi è una delle dieci pellicole realizzate dal fantastico duo Franchi/Ingrassia nell’anno del signore 1968.

All’apice del successo, infatti, i due comici siciliani erano talmente impegnati da realizzare pressoché un film al mese.
Ovviamente questo sorta di parossismo artistico non poteva non influire sulla qualità dei loro film, ma questa rievocazione storica comunque non è affatto male.
Nella prima scena Ciccio VII° di Braghelunghe sta per esalare l’ultimo respiro a causa di una polmonite: al suo capezzale si trovano il suo fido consigliere ed il figlio Ciccio VIII°.
Prima di abbandonare questa valle di lacrime il moribondo lascia il castello, invero piuttosto derelitto, al figlio facendogli giurare che si impegnerà a conquistare nuove terre.
Alle perplessità di Ciccio sul perché dovrebbe battagliare con scarse possibilità di successo il genitore risponde lapidario: “Perché tu sei fesso!”.
Ingrassia cerca quindi un soldato di ventura che lo aiuti nella missione che ingaggia Franco da Carrapipi (Franco Franchi) ed il suo scudiero
La prima missione che la coppia vorrebbe portare a termine è quella di far pagare le tasse ai 22 sudditi della Contea di Ripafratta ma i due risultano assai poco credibili come esattori ed il popolo si ribella mettendoli alla gogna, li bandisce dal regno e proclama la repubblica (“In fondo siamo diventati tutti parenti,quattro gognati“, dice sconsolato Franco).
I quattro errano senza meta finché non incontrano i crociati di Goffredo di Buglione,questi li invitano ad unirsi a loro promettendogli una paga e pranzi regolari.
Ovviamente accettano ma la realtà si rivelerà assai diversa, il loro soggiorno in campo crociato comincia infatti con cinque giorni di digiuno e di preghiera.
Sottoposti a varie prove cavalleresche i nostri, come ampiamente prevedibile,falliscono miseramente ma vengono comunque aggregati alla truppe e condotti al castello del Buglione (Umberto D’Orsi, spesso presente nelle pellicole con Franchi e Ingrassia).
Al maniero giunge voce che la figlia del comandante, l’avvenente Clorinda (Janet Agren),sarebbe a rischio rapimento da parte dei Saraceni.
La bionda crociata, con notevole sprezzo del pericolo, decide di lasciarsi rapire volontariamente così da poter penetrare oltre le linee nemiche e carpire i segreti degli infedeli.
Ma del piano vengono a conoscenza anche Franco e Ciccio che, credendo che il salvataggio di Clorinda, porterà loro ogni sorta di benefici, mandano all’aria il ratto.
Questa volta il Buglione si infuria oltremodo e li bandisce dal castello.
La prode coppia ricomincia nel suo errare sino a giungere ad un convento,al loro bussare la porta si apre ma scoprono che non sono religiosi coloro che lo abitano ma briganti.
Questi li riempiono di cibo così da poterli vendere a peso come schiavi.
Giunti in Terrasanta vengono acquistati per essere dai in pasto ad una leonessa la cui padrona dice: “Sino ad ora mangiava schiavi negri ma il dottore gli ha ordinato di mangiare in bianco“.
Da questa orribile sorte li salvano i soldati del Saladino ai quali è stato assegnato l’ordine di requisire tutti gli schiavi.
Ma anche lì il loro compito è assai ingrato, devono infatti assaggiare i cibi destinati al Saladino per verificare che non siano avvelenati.
Riescono però, assai rocambolescamente, a fuggire e si rifugiano nell’harem: qui incontrano Clorinda che affida loro un messaggio cifrato che dovranno far giungere un campo crociato direttamente al capo Goffredo.
Il messaggio è: omuncolo,a nimale, stupido, idiota OASI.
Franco e Ciccio vorrebbero riferirlo direttamente al Buglione ma è Riccardo Cuordipantera che li riceve e li obbliga a riferirlo a lui, i nostri esclamano le quattro suddette parole facendo imbestialire il crociato che li fa rinchiudere nella fossa dei prigionieri.
Ma Ciccio e il suo scudiero non si danno per vinti e riescono ad avrere udienza dinnanzi al comandante, emendo però la sua reazione cambiano le parole: favoloso, esimio, stupendo, supremo,onnipotente, ma queste adulazioni vanno a formare il termine FESSO il che fa infuriare il Buglione che li ricaccia fra i condannati.
Sarà proprio agli otto ospiti della prigione sotteranea (che si ridurranno a quattro causa “intoppi”nella preparazione del piano) che verrà affidata una missione suicida in campo nemico.
Con l’aiuto della buona stella che aiuta gli sventati Franco e Ciccio trovano casualmente un tunnel che porta direttamente al castello saraceno, giunti lì dovrebbero sabotare le difese dell’avversario ma come facilmente prevedibile, traviano gli ordini assegnatili e l’offensiva dei crociati viene respinta con l’olio bollente.
I nostri restano nel castello e sarebbero facili prede del nemico ma, a sorpresa, Clorinda è fuggita dall’harem e, assieme all’inseparabile Astolfo, tiene in scacco l’intera forza nemica, in verità piuttosto esigua.
Prima di essere sopraffatti i nostri eroi fuggono ma gli infedeli li inseguono fino a giungere all’accampamento crociato.
Qui comincia un cruento combattimento corpo a corpo ma è una brillante idea del dinamico duo a spostare gli esiti della battaglia dalla parte cristiana, i nostri infatti,con l’aiuto di una fionda, bersagliano i nemici con la carne di maiale (sponsorizzata sfacciatamente dalla ditta Negroni).
Ma la tenzone non sarà decisa se non con un duello faccia a faccia tra Franco, armato di una coppa, ed il Saladino, brandente una scimitarra,duello descritto da Ciccio come di coppa e spada.
La vittoria va al nostro eroe ed i saraceni sono sconfitti.
Decorati personalmente dal Buglione i nostri si aspettano denari e benemerenze per l’eroismo dimostrato ma così non è, anzi vengono invitati ad una nuova spedizione questa volta contro i turchi.
Franco e Ciccio fuggono a gambe levate e sulla la loro fuga si conclude il film.
Se, come me, adorate la coppia Franchi/Ingrassia, questa pellicola vi intratterà più che piacevolmente, se non lo siete vuole dire che vi meritate Nanni Moretti!

I due crociati – 1968
Regia di G.Orlandini
con F.Franchi, C.Ingrassia, J.Agren, F.Fiorentini,U.D’Orsi

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