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Tutti Pazzi Fanzine

Tutti Pazzi Fanzine

Questa è la mia prima intervista, mi è impossibile nascondere l’emozione. Spero possa andare tutto al meglio, considerando che il mio interlocutore è parte importante della storia, del presente (e sicuramente anche del futuro) delle fanzines.

Il mondo del DIY, quello sincero, quello in cui mi sento partecipe attivamente. A questo punto si sale sul treno e si parte per un piacevolissimo viaggio…

1. Ciao Roberto, chi sei e cosa è Tutti Pazzi?
Ciao a tutte/i!!! Mi chiamo Roberto, ligure DOC, ma trapiantato a Milano da una decina di anni. Ho una grande passione: quella della musica, ma non musica qualsiasi, adoro il metal come l’hc/punk e di entrambi i generi prediligo le ramificazioni più estreme. Ho una grande ammirazione per l’autoproduzione e l’autogestione dei propri pensieri e dei propri lavori. Sono per il proverbio “chi fa da sé fa per tre”, lontano dalla commercializzazione e dalla mercificazione delle idee. Sono convinto che ognuno di noi abbia un grande potenziale, basta solo avere la forza, e soprattutto la voglia di fare qualcosa. Motivato da ciò, da 30 anni conduco TUTTI PAZZI, una fanzine prettamente musicale dedita all’underground.

2. Cosa è una fanzine e, soprattutto, come nasce la tua?
Una fanzine è…ok, qui scatta la definizione da Wikipedia…
Una fanzine è una pubblicazione non professionale e non ufficiale, prodotta da entusiasti di un particolare fenomeno culturale per il piacere di condividere i propri interessi con altri. Normalmente gli editori, curatori, redattori degli articoli e autori delle illustrazioni delle fanzine non ricevono alcun compenso: le pubblicazioni circolano gratuitamente o a un prezzo nominale al fine di ammortizzare le spese di spedizione o di produzione. Le copie vengono spesso scambiate con altre di pubblicazioni analoghe, o date in cambio di contributi artistici, articoli o lettere di commento, pubblicati poi sulle stesse riviste. Le fanzine sono di produzione indipendente e possono essere realizzate da una sola persona o da collettivi. Sono per lo più composte e riprodotte artigianalmente usando comuni strumenti da ufficio. Alcune fanzine trattano di musica, altre raccontano storie divertenti; alcune sono incentrate su una subcultura, elencano collezioni personali, presentano foto/collage e illustrazioni, altre ancora sono fumetti autoprodotti. Sono tipi di pubblicazioni tra i più vari al mondo: spesso hanno l’aspetto di mini riviste, ma possono assumere migliaia di forme e formati diversi: A4, mezza pagina, arrotolate, un quarto di foglio, un biglietto del treno o del tram, a fisarmonica o rilegate a mano.
TUTTI PAZZI, in particolare, è una fanzine cartacea in, eccezion fatta per i primi 3 numeri (in formato A5), formato A4 b/n, rigorosamente fotocopiata e scritta in italiano (tranne il # 8 totalmente scritta in inglese).
L’idea di fare una fanzine nasce più di trent’anni fa. Era la metà degli anni’80 quando un mio amico decide di fare una trasferta in quel di Alessandria per vedere un concerto in un centro sociale. Partimmo in treno da Savona, un gruppetto di 3/4 persone mosso soprattutto dalla curiosità di vedere cosa fosse un centro sociale e di assistere ad un concerto hc/punk. La serata fu devastante! Era la prima volta in un posto del genere, la prima volta che vedevamo pogare… Suonavano CRASH BOX da Milano e 102 TRUFFE da Imperia… Durante la serata notai un tipo dietro ad un banchettino che distribuiva questi giornaletti e la mia innata passione per la lettura mi portò subito a sfogliarli rimanendo folgorato da tutto ciò che stavo vedendo, nonostante fossero fotocopiati male… Chiesi allora informazioni al tipo del banchetto e mi disse che erano delle fanzines.
Tornato a casa decisi che anch’io dovevo fare una fanzine, o quantomeno provarci. Il risultato fu una serie di paginette scritte a mano con qualche recensione di dischi che compravo, articoli sullo skate etc… Il nome che scelsi fu SHRAPNEL, per omaggiare una thrash band di Savona che all’epoca allietava le nostre serate. La tiratura fu limitatissima, giusto per gli amici. A me però non bastava, volevo qualcosa di più. Chiesi allora informazioni sulle fanzines a Marco Balestrino, il quale me ne diede di
ottime, all’epoca anche lui ne scriveva una. Mi comprai una macchina da scrivere ed iniziai a contattare alcune band. Gli indirizzi dei musicisti li prendevo da H/M, una rivista dedita al metal che all’epoca ci dava notevoli ragguagli su cosa succedeva nel nostro campo musicale. La sorpresa fu che i gruppi rispondevano alle mie domande. Mi armai quindi di colla e forbici ed iniziai…

3. Confesso di essere un amante dei Negazione, abbiamo forse questa passione in comune?
Beh, io ho sempre adorato i NEGAZIONE, visti varie volte dal vivo, conosciuti di persona. Considero “Lo Spirito Continua” una pietra miliare dell’hc/punk: grande musicalità e soprattutto grandi testi che non passeranno mai di moda. Il loro era un HC molto sofferto, fatto col cuore. Ancora oggi, a distanza di anni, mi viene la pelle d’oca a sentire quel disco. Dei poeti che sapevano tramutare la rabbia in strofe tutt’ora valide. Ai tempi, tra l’altro, ero alla ricerca di un nome per la fanzine e così scelsi appunto TUTTI PAZZI, per vari motivi, in primis per omaggiare i Negazione, perché era un nome in italiano e poi perché…alla fine, noi, non siamo un po’ TUTTI PAZZI??!

4. Raccontaci come, da più di 30 anni, crei e distribuisci Tutti Pazzi…
Devo ammettere che in tutti questi anni ho faticato non poco per far conoscere la fanzine. All’epoca non esisteva Internet, tutto era fatto a mano, scrivevo 10/15 lettere al giorno in tutto il mondo, sempre alla ricerca di gruppi underground da intervistare. Passavo interi pomeriggi a scrivere, ritagliare, incollare, fotocopiare… Mi ero creato una casella di posta e capitava che quando andavo a ritirare le lettere o i pacchi che mi arrivavano dovessi avere con me uno zainetto (e vi posso assicurare che lo riempivo!!!). Poi, per farmi conoscere, ad ogni numero fotocopiavo quasi 6/7 mila flyers (sì, avete letto bene), ovviamente tutti ritagliati a mano e poi inseriti nelle varie buste che spedivo. A loro volta, chi li riceveva li spediva ad altrettanti indirizzi e via dicendo. Tengo inoltre a sottolineare il fatto che all’epoca in Italia esistevano tantissime fanzine, quindi c’era questo aiuto reciproco tra noi fanzinari. Esisteva anche una Black List di indirizzi che segnalavano personaggi che creavano fantomatiche fanzines solo per ricevere materiale gratis. Capii di avere raggiunto un ottimo livello quando erano i gruppi che desideravano apparire sulla zine e non ero più io a contattarli per primo. Sfruttando poi il nome TUTTI PAZZI, con alcuni miei amici, decidemmo di lanciarci nell’organizzazione di concerti e per quasi 10 anni fummo impegnati a chiamare gruppi a suonare in quel di Savona.
Come si crea una fanzine… beh, è tutto molto semplice, si fa un collage del materiale che si ha a disposizione e si compone a proprio piacimento. Non esistono regole di estetica, ognuno è libero di fare ciò che vuole. Certo che, con l’avvento di Internet, tutto è molto più semplice. Per chi ha dimestichezza con i programmi di grafica (non è il mio caso) diventa un gioco da ragazzi. Attualmente io continuo ad usare Publisher, un programma molto elementare che mi permette però di continuare la mia passione. Una volta creata la zine si deve spargere il verbo, ci si deve fare pubblicità per far conoscere agli altri il proprio prodotto. Al giorno d’oggi sono molto validi i social network, io ad esempio uso tantissimo Facebook sia per contattare i gruppi sia per fare le interviste. Poi, col passare del tempo, ho affinato la mia distribuzione: spedisco una fanzine gratuita ad ogni band intervistata e se il gruppo in questione fosse interessato a più copie, solitamente applico uno sconto.

5. Come riesci a sostenere economicamente questa tua grande passione?
Hehehehehe, bella domanda… Io mi pongo sempre un’ obiettivo: riuscire a coprire le spese affrontate per ogni numero uscito. Una volta fatto ciò, la strada è libera… Anni fa la fanzine aveva un prezzo fisso di 3 euro per copia. C’era qualcuno però che si lamentava che era una cifra esagerata(!!!), che diceva che avrei dovuto regalarla(!!!), così alla fine mi sono rotto le palle ed ho optato per l’offerta libera. In questo modo porto l’interessato a valutare, con la propria intelligenza, quanto possa valere una fanzine, sapendo quanto lavoro ci sta dietro, quanto tempo è necessario per redigere un numero etc… Devi sapere che ogni volta che esce TUTTI PAZZI ho sempre i miei aficionados che vogliono quelle 5/10 copie da distribuire nella loro zona, ciò mi permette di divulgare la fanzine un po’ dappertutto.
Non tutte le copie della fanzine sono però vendute. Molte vengono scambiate con altre fanzines oppure con altro materiale. Sono sempre favorevole agli scambi, la fanzine deve essere passione e voglia di nuotare nell’underground più fitto. Se qualcuno pensa di fare una fanzine per tirare su qualche soldino, allora non ha capito proprio nulla… Concludo dicendoti che TUTTI PAZZI ha raggiunto la ragguardevole cifra di 250/300 copie ogni numero uscito e ciò non può essere altro che una grande soddisfazione per il sottoscritto.

6. Un’ultima domanda, come vedi il futuro dell’autoproduzione?
Una domanda del genere avrebbe bisogno di una risposta intricata quanto la Divina Commedia, tanto è complicato e vasto l’argomento. Io ho sempre fiducia nell’autoproduzione e nell’autogestione. Da fanzinaro devo dire che ogni volta che ricevo un cd/disco/cassetta autoprodotto penso che tutto ciò non avrà mai fine. Fino a quando esisteranno persone che scelgono la via dell’autoproduzione, tutto è bene… Certo che non è facile autoprodursi, ci vogliono sacrificio e voglia di fare, ma vedere il prodotto finale e pensare che è stato creato con le proprie mani è sicuramente motivo di grande soddisfazione. In Italia ci sono esempi bellissimi di autoproduzione ed autogestione che vanno avanti da anni. Di questi non faccio nomi per il timore di escludere qualcuno. Alla base di tutto c’è un ideale forte che si deve trasformare in concretezza: la voglia di fare senza sottostare a regole.

Voglio ringraziare IYE per questa intervista e lo spazio concessomi. Grazie mille ragazzi, grazie di cuore veramente! Chi mi vuole contattare, può trovarmi sulla pagina Facebook Roberto TUTTI PAZZI TIPI oppure sulla pagina TUTTI PAZZI fanzine o scrivermi una mail : [email protected]

A part of the DIY conspiracy.

Roberto, a nome di IYE, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, ma soprattutto per avermi dato modo di conoscere una così bella persona! Direi che la mia iniziazione è stata il TOP!!!

 

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Marzio Lowe
[email protected]

Medico veterinario e musicista. Fondatore di Gufo Records e cofondatore di Disagio Bergamo Hardcore.

1 Comment
  • Bob Accio
    Posted at 11:11h, 20 Giu Rispondi

    Gran fermento. Bella interview, Marzio. Ora mi procuro anch’io la fanzine!

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