the morlocks circolo degli artisti roma 3 settembre 2010

the morlocks circolo degli artisti roma 3 settembre 2010 1 Iyezine.com

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Tra tutti i primitivi dall’oltrespazio che affollano il mio pantheon rock ‘n’ roll, Leighton Koizumi, già leader dei Gravediggers V, e adesso frontman dei Morlocks, è sicuramente quello messo meglio dal punto di vista anagrafico. Proprio di questo si discuteva la sera del concerto mentre si faceva il nostro ingresso in un Circolo degli Artisti popolato da improbabili personaggi attirati più dall’allettante offerta Up to You – che suona più o meno paghi quanto te pare- che dall’effettivo interesse per i Morlocks.

The Morlocks Circolo degli Artisti Roma 2 settembre 2010

D’altronde si sa, la crisi del rock ‘n’ roll a Roma è un affaire serio, vi è penuria di punk rockers, e ogni occasione come questa si riduce a una sfilata di moda nella quale consolidare public relations, sfoggiare il tatuaggio nuovo o semplicemente portare avanti la propria attività di presenzialisti full-time.

The Morlocks Circolo degli Artisti Roma 2 settembre 2010

Arriviamo che già hanno suonato gli Illuminati, eletti, non ho ancora capito per quale motivo, a gruppo spalla ufficiale di qualunque band garage rock si trovi a gravitare nell’orbita della Capitale; il loro incongruo beat cattolico o comediavolosichiama apriva anche il concerto dei Seeds di Sky Saxon buonanima.

The Morlocks Circolo degli Artisti Roma 2 settembre 2010

All’inizio del concerto, quello vero, siamo effettivamente in pochi ad assieparci sotto il palco, la maggior parte dei presenzialisti di cui sopra sono rimasti nel cortile del locale con la birretta da setteuro in mano, ignari del pandemonio che mister Koizumi sta scatenando dentro. L’Iggy Pop nippo-americano (definizione sputtanatissima, ma ahimè veritiera), che alla fine degli anni ’90 si vociferava addirittura fosse scomparso in circostanze misteriose in seguito a una faccenda di droga, è decisamente più giovane e meglio in arnese dell’originale di Detroit, e si materializza nerovestito sul palco, i capelli lisci spioventi sugli occhi a mandorla che incorniciano un ghgno beffardo.

The Morlocks Circolo degli Artisti Roma 2 settembre 2010

In tour per presentare l’ultima fatica, “the Morlocks play Chess”, gioco di parole basato sul fatto che l’intero album è composto da covers di hits della storica etichetta Chess Records, la band magnetizza la nostra attenzione proponendo una rivisitazione di classici di Bo Diddley e John Lee Hooker, tra gli altri. Il cantato del nostro risorto, una vera e propria fenice del garage rock, suona diverso, meno acido rispetto alle sonorità stridule a cui eravamo stati abituati, ma sicuramente più accattivante, maturo e adatto alla materia blues che Koizumi plasma e distorce sapientemente, permeando l’atmosfera di echi e riverberi, giungendo al culmine del parossismo quando si cimenta in “Who do you love” che resa primordiale e sinistra trasforma il locale in una bettola della Louisiana dove si consumano macabri riti di magia nera, o quando ripropone uno dei pezzi più famosi della band californiana, la struggente “My friend the bird”, direttamente da “Submerged Alive”, geniale falso live degli anni ’80, e avanti così, alternando a rarità pezzi anche abbastanza noti come “I’m a man” squisitamente personalizzati, in un lavoro che mi permetterei di definire quasi di “filologia” del rock’n’roll.

The Morlocks Circolo degli Artisti Roma 2 settembre 2010

La serata, purtroppo, termina presto, il tempo di un bis e a mezzanottemmezza tutti a nanna, d’altronde si sa la direzione del Circo(lo) degli Artisti, rispettosa delle ordinanze del sindaco riguardo a sicurezza e ordine pubblico, non permetterebbe mai di turbare il sonno del vicinato, ma noi, con le nostre magliette sudate, le ugole scorticate dagli strilli e il fruscio ancora nelle orecchie, andiamo via contenti di aver assistito all’esibizione di una leggenda tutt’altro che svanita nel nulla.

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