sonics 7 dicembre 2010 cesena

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Ho dovuto lasciar sedimentare per qualche giorno, metabolizzare l’emozione per aver visto suonare, finalmente, i Sonics. Trovo superfluo qualunque aggettivo quando si parla di questa band, non mi interessa convincere nessuno, chi conosce e ama sa benissimo di cosa sto parlando (e ciò vale per l’intero discorso del garage rock).
Ammetto che ho temuto di trovarmi davanti un quartetto di cariatidi imbolsite, e a stento ho represso un moto di delusione vedendoli apparire sul palco; ma già dalla prima nota di “Money” che ha aperto la serata, le mie paure sono state dissipate.

Al momento di “Don’t Be Afraid of the Dark”, i cinque gentlemen ci mettono davvero un attimo a catapultarmi nell‘oltrespazio; il sax suona ancora brillante come ai vecchi, gloriosi tempi, i riff sono ancora precisi come i colpi di un killer, la voce -ahimè- e soprattutto le urla non sono più le stesse, e l‘acustica del locale, sperduto nel piano padano, non aiuta. Mi ritrovo già a urlare “Have Love, Will Travel”, mai più vera e più adatta, visto tutti i km fatti per questo suono di cui sono perdutamente innamorata.
Ed eccoli, tutti i successi, tutti i pezzi che non mi stancherò mai di sentire, eccomeli qui snocciolati uno per uno dal vivo -che non avrei mai, mai osato pensare nella mia vita di sentirli eseguiti live dalla band che li ha concepiti- pezzi che hanno fatto la storia, non solo del garage rock, alternati a ottimi, accattivanti assaggi del disco nuovo, con cui i cinque conterranei dei favolosi Wailers, di cui ripropongono “Dirty Robber”, tengono a far sapere al pubblico che non sono morti, né una band di nostalgici, uno tra tutti “Vampire’s Kiss” dalle sonorità misteriose così care ai cinque da Tacoma, conturbante quasi come una seconda “the Witch”.

SONICS 7 DICEMBRE 2010 CESENA

Il quintetto ripercorre quasi l’intero repertorio, ci dona perle quali “Lucille” di Little Richard, e “Roll Over Bethoven” di Chuck Berry, passando per la luciferina “He’s Waiting”-e a questo punto anche io sono convinta che i Sonics abbiano stretto un patto con Belzebù, o con un suo vice- , e omaggiando l’immancabile “Louie Louie”, per renderci definitivamente insani quando si tratta di suonare “Psycho” e “Strichnine” ,veri stendardi di una sottocultura che i Sonics hanno senza dubbio contribuito a diffondere, se non a creare, influenzando le direzioni di gruppi quali, tra i tanti, Cramps e Fuzztones , dando le mosse a tutto un immaginario “ai confini della realtà” , popolato da scalcinati playboy, streghe dai capelli neri che guidano macchine da urlo, individui resi folli dall’amore, scenografia ideale di un certo tipo di rock ‘n’ roll, e non posso che sentirmi fortunata per averne respirato, anche se solo per una sera, la vera essenza.

SONICS 7 DICEMBRE 2010 CESENA

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