Shoe’s Killin’ Worm – F5


Recensione

Il gruppo foggiano ha un tiro molto malinconico, testi molto belli che si sposano perfettamente con la musica, riescono a fare musica diversa riuscendo a comunicare molto, e sono una delle sorprese italiane di questi ultimi tempi.

I Shoe’s Killin’ Worm nascono a Foggia nel 2004 come trio, con la volontà di fondere rock ed elettronica.

Ascoltando questo disco ci si accorge che sono andati molto oltre rispetto all’enunciazione di partenza. Sicuramente la loro materia esce dal lavorio sul rock che è la loro base, ma è molto importante anche l’elettronica, che è un’orbita intorno al loro nucleo.

I Shoe’s Killin’ Worm sono un gruppo che riesce a creare immagini molto forti, grazie ad una particolare modo di fondere le parole con la musica. Si definiscono minimali, e la loro sovrastruttura musicale certamente lo è, ma sono molto più potenti loro che tanti gruppi che sono molto più magniloquenti. Il gruppo foggiano ha un tiro molto malinconico, testi molto belli che si sposano perfettamente con la musica, riescono a fare musica diversa riuscendo a comunicare molto, e sono una delle sorprese italiane di questi ultimi tempi. La gavetta l’hanno fatta con i due lavori precedenti e autoprodotti, e approdando su Seahorse Recordings riescono a dare maggiore potenza e concretezza al loro disegno musicale.

Ascoltandoli sembra innanzitutto di conoscerli da molto, da come parlano dei disagi comuni alle nostre piccole vite, a come riescono a descrivere le nostre pessime recite su questo palcoscenico dal quale non si scende mai. Piccolezze, meschinità e la paura di capire di non poter essere mai capiti, nemmeno e soprattutto da noi stessi. I Shoe’s Killin’ Worm riescono a concepire immagini crudissime, che improvvisamene nascono davanti a noi, e ci andiamo a sbattere contro, ma questi urti sono quelli più salutari.

Ad esempio Quello Che E’ Addosso è una canzone come raramente se ne sono ascoltate in Italia, dove abbiamo la brutta tendenza a zuccherare il caffè amaro, mentre qui l’amarezza acquista fascino. Pur con questo bagaglio il gruppo pugliese riesce a non essere pesante e a non appesantire l’ascoltatore, perché la loro musica è sinuosa e lussuriosamente subdola. Bellissimo l’impasto sonoro tra strumenti e voce, di alto livello come tutto. Un ottimo disco, soprattutto sincero e minimalmente potentissimo.

TRACKLIST
1. Due prede 5:08
2. Nella rete 3:53
3. E la pioggia lava l’aria 4:56
4. Quello che è addosso 4:20
5. L’alieno 4:07
6. Siderale 3:41

7. Favola noir 4:33
8. Black Bloc 3:56
9. Goodbye 5:14

LINE-UP
Luca Rossetti : Voce e chitarra
Marco Maruotti: Chitarra
Gianluca Grazioli: Synth e chitarra
Mimmo Brunetti: Basso
Francesco Pece: Batteria

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https://www.facebook.com/shoeskillinworm/

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