Pontiak-Echo Ono

Pontiak-Echo Ono 1 - fanzine

Pontiak-Echo Ono

Echo Ono ci riconferma un trio in ottima forma, capace di mischiare in modo pregevole (hard) rock d’autore, psichedelia e afflati stoner.

Se pensate che il rock sia morto e sepolto e tutto quanto bisognava dire sia già stato detto tanto tempo fa, fatevi un giro dalle parti della Thrill Jockey e poi ne riparliamo. Spero non vi siate persi le ultime uscite di Arbouretum, White Hills e Wooden Shjips, altrimenti sto parlando a vanvera. E se proprio siete rimasti un po’ indietro, almeno procuratevi questo fantastico sesto album dei Pontiak, e poi dovrete senz’altro cambiare idea.
Perché dopo aver ascoltato con attenzione Echo Ono (titolo bellissimo!), scoprirete che il trio di baltimora ha finalmente trovato la quadratura del cerchio. Un cerchio che assomiglia sempre di più ad un vortice nebuloso e affascinante che gira come impazzito intorno alla psichedelia, allo stoner rock e a certo hard rock di derivazione seventies. Che altro cercate?
Poche storie: quello che avete sul piatto è un piccolo capolavoro, inutile girarci intorno. Prendete ad esempio (giusto per fare una recensione un po’ diversa) l’ultimo pezzo dell’album, Panoptica. Non è altro che rumore bianco, se ci pensate bene, ma messa lì a chiudere un disco che per i restanti 25 minuti o giù di lì attraversa ben altri territori, ci fa la sua porca figura. Perché non te l’aspetti, ti spiazza e ti lascia con una strana sensazione di “bellezza”, quella che ti si appiccica addosso quando ascolti un disco e ci vedi un pezzo d’arte.
Ma Panoptica è solo un misero esempio, se volete. Il resto dell’album si destreggia benissimo tra momenti più hard rock (l’iniziale Lions of Least, o The North Coast a seguire) e altri dalla vena più stoner-psichedelica (la bellissima Left With Lights). C’è pure qualcosa più freak (Accross The Steppe, The Expanding Sky, quest’ultima un felice quanto improbabile incontro tra i Buffalo Springfield e i Pink Floyd), ad allontanare la sensazione di trovarci dentro un album senza luce, e polverose ballate rock younghiane (Silver Shadow) che convivono con immersioni profonde in una psichedelia oscura e desertica (Royal Colors).
Echo Ono è un bellissimo disco, e se saprete dargli fiducia entrerà benevolo nelle vostre stanze illuminandole di primavera e riscaldandole con i suoi psichedelici raggi rock.

Pontiak – Lions of Least from Thrill Jockey Records on Vimeo.

TRACKLIST:
1. Lions of Least
2. The North Coast
3. Left With Lights
4. Accross The Steppe
5. The Expanding Sky
6. Silver Shadow
7. Stay Out, What a Sight
8. Royal Colors
9. Panoptica

LINE-UP:
Van Carney (chitarra, voce)
Jennings Carney (basso, organo, voce)
Lain Carney (batteria, voce)

Pontiak-Echo Ono

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