Philippe Petit – Multicoloured Shadows

Philippe Petit – Multicoloured Shadows

Dopo due anni passati lontano dalla Aagoo Records, Philippe Petit, ritorna alla grande con i quattro brani di Multicoloured Shadows. Il disco, sempre incentrato sull’utilizzo dell’elettronica e della materia sonora (per sperimentare e dare vita a nuovi possibili orizzonti), scorre pacato, creando, ancora una volta, ambientazioni in cui vale la pena perdersi.

L’iniziale Yourselfosophy, partendo in crescendo e generando temporali su aride distese di vuoto, si spegne improvvisamente, per poi proseguire calda e assolata ed evolvere in asettiche escursioni elettroniche.
Pyramid Of The Moon, invece, guidata da un malinconico eco che si staglia alle spalle di tutto, accompagna, con il suo emotivo malessere (che nella seconda parte scompare per lasciare spazio a suoni più definiti e netti) fino alla chiusura della prima metà del lavoro.
Il respiro riflessivo di Tidbinbilla Sanctuary Pt. 1 apre la seconda metà del disco, muovendosi con lenta pacatezza in mondi dai contorni psichedelici, collegandosi direttamente con l’animo solare e giocoso (stratificazioni colorate di elettronica, tastiere, organi, synth e molto altro) della successiva Tindbinbilla Sanctuary Pt. 2.

I quattro brani di questo Multicoloured Shadows, scivolano via morbidi, uno dopo l’altro, regalando emozioni e accompagnando con delicatezza. Un piacevole viaggio sonoro su territori inesplorati che sicuramente catturerà l’attenzione degli ascoltatori più fini. Philippe Petit non vi deluderà.

Tracklist:
01. Yourselfosophy
02. Pyramid Of The Moon
03. Tidbinbilla Sanctuary Pt. 1
04. Tidbinbilla Sanctuary Pt. 2

PHILIPPE PETIT – Facebook

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Memoriam – Rise to power

Atteso ritorno dei Memoriam, il gruppo death metal fondato dal cantante Karl Willetts ex dei Bolt Thrower  da Frank Healy bassista dei Benediction ed ex chitarrista dei Napalm Death, insomma la crema del death metal, coadiuvati molto bene da Scott Fairfax alle chitarre e Spike T. Smith alla batteria.

Cosa resta del duemilaventidue

  Un altro anno se n’è andato, portandosi dietro le scorie di dodici mesi costantemente vissuti al di sotto delle nostre possibilità, castrati da un contesto sociale che non riusciamo a modificare in alcun modo. I sogni anche per questa volta sono rimasti tali, immutati

Tropical Fuck Storm - Submersive Behaviour_cover

Tropical Fuck Storm – Submersive Behaviour

È qui e richiede attenzione, perché i Tropical Fuck Storm hanno dimostrato più volte di saper far bene, di saper maneggiare il rock (alternativo, indie, noise, quello che volete) meglio di tanti altri – ma direi di quasi tutti.

Luca Ottonelli

Luca Ottonelli. E’ nato a Genova nel 1969 e ho completato i primi studi artistici avendo come maestro di Figura G. Fasce.