Norhod – The Blazing Lily

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Norhod – The Blazing Lily

Come ho già avuto modo di affermare in diverse occasioni, il sovraffollamento del settore fa sì che, per emergere, sia necessario proporre qualcosa che sia davvero in grado di lasciare il segno, se non a livello d’innovazione stilistica, perlomeno sotto l’aspetto del songwriting (e a volte tutto ciò non basta ugualmente).
The Blazing Lily è il classico lavoro che si lascia ascoltare piacevolmente, essendo fatto di brani complessivamente di ottimo livello e ben eseguito; rispetto alla concorrenza un piccolo elemento di discontinuità viene proposto a livello vocale, dove la consueta dicotomia tra l’angelica voce femminile e la cavernosa timbrica maschile viene spinta alle estreme conseguenze, contrapponendo l’intonazione lirica di Clara Ceccarelli al growl di matrice brutal di Giacomo Casa.
Se, in certi frangenti, lo stacco tra i due stili pare addirittura eccessivo, in altri le due anime si amalgamano brillantemente come accade per esempio in Lily’s Ashes, dove, guarda caso, la cantante rinuncia ai gorgheggi lirici mentre il suo collega “ammorbidisce” leggermente la propria timbrica.
Proprio questo aspetto, in qualche modo, può costituire una chiave di lettura valida anche per tutte le altre band che si cimentano nel genere in questione: assodato che chi scrive i brani non si chiama Tuomas Holopainen e chi canta non è Tarja Turunen, il ricorso alla voce lirica femminile rischia molto spesso di appesantire lavori che scorrerebbero molto meglio utilizzando una timbrica normale, cosa che Clara dimostra peraltro di saper fare benissimo, sia nel brano appena citato, sia in altri passaggi del disco .
I Norhod inoltre hanno un’altra potenziale freccia al proprio arco, ovvero quella componente folk che sovente affiora fornendo ai brani una maggiore fruibilità nonché la possibilità di restare più agevolmente impressi nella memoria ( Last Sundown ne costituisce un valido esempio, così come l’ottimo strumentale Through The Forest).
Altro brano emblematico che va preso in esame è la lunga Doomed To Oblivion, che si dipana tra momenti interlocutori ed altri dotati di maestose aperture melodiche: è proprio su questo aspetto che i ragazzi lucchesi dovrebbero focalizzarsi, come riescono a fare egregiamente nella malinconica Creatures, episodio splendido che mostra appieno tutto il loro potenziale, mentre appaiono decisamente meno efficaci allorché spingono maggiormente il piede sull’acceleratore (Mirror’s Lady).
The Blazing Lily, pur con le sue piccole sbavature a livello “strategico”, resta senza dubbio un bel disco, il suo problema è che va ad inserirsi nel novero spropositato di uscite molto simili sia per valore che per scelte stilistiche.
A favore dei Norhod va detto che, trattandosi di un disco d’esordio, il livello raggiunto costituisce una base di partenza piuttosto solida sulla quale potersi appoggiare per attuare quella progressione in grado di farli emergere dal gruppone.
Promossi, ma non ancora con lode.

Tracklist:
1. Caer Arianrhod (A Moon Tale Pt.1)
2. Doomed to Oblivion (A Moon Tale Pt.2)
3. Illusions of Infinity
4. Lily’s Ashes (A Moon Tale Pt.3)
5. Fading with the Dark
6. Trough the Forest
7. Last Sundown (A Moon Tale Pt.4)
8. Creatures
9. Arianrhod (A Moon Tale Pt.5)
10. Mirrors Lady
11. White Spiral

Line-up :
Clara Ceccarelli – Vocals
Giacomo “Jev” Casa – Growl
Giacomo Vannucci – Guitars
Andrea “Bistru” Stefani – Guitars
Michele Tolomei – Keyboards
Matteo Giusti – Bass
Francesco Aytano – Drums

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