Morgana “Contemporaneità”, 2022- Low Ambition Records, Contraszt Records

Morgana “Contemporaneità”, 2022- Low Ambition Records, Contraszt Records

Questo disco, su richiesta del gruppo, viene qui recensito in anteprima. La sua uscita è prevista per Agosto. Vi lascio qui il Bandcamp per saggiarne due pezzi già disponibili e, soprattutto, perché li possiate seguire e rimanere aggiornati sulla pubblicazione di questo bellissimo Contemporaneità

Questo disco, su richiesta del gruppo, viene qui recensito in anteprima. La sua uscita è prevista per Agosto. Vi lascio qui il Bandcamp per saggiarne due pezzi già disponibili e, soprattutto, perché li possiate seguire e rimanere aggiornati sulla pubblicazione di questo bellissimo Contemporaneità



Fiori sbocciati nonostante un ambiente ostile e sempre più infertile, con insistenza, con forza di volontà:

“sperare, fallire, provare ancora (…) credere in ciò che sentiamo, agire di conseguenza, ostinarsi, attaccare, costruire…vincere forse…”

una voce femminile declama parole con forza e disperazione su una base Post Punk alla Joy Division; Firenze sogna i Diaframma che sognavano Manchester, ma i Morgana, sempre da Firenze, ma da un sottobosco molto più Hardcore e resistente di quello di Fiumani e compagnia suonante, sognano una via diversa al presente e lottano, perdono, si rialzano e mai si lasciano scadere in un decadentismo che la loro musica parrebbe suggerire:

ecco che la commistione musica-parole si sublima in un unico dove una dona forza all’altra e, quello che potrebbe distrattamente sembrare un revival degli anni ’80, si impone come qualcosa di nuovo, perfettamente inseribile nel nostro presente:

il post punk dona tragicità (quella buona, da teatro greco) al testo e il testo irrobustisce il suono, dandogli tutti i perché e i per come che questo necessita per giustificarsi agli orecchi di chi ascolta.

Arianne, cantata in francese, esplode quindi con un boato punk rock, sempre post ma con una prepotenza che ha più di lotta all’arma bianca, di forza della ragione.

Durata breve per un pezzo di forte impatto e che lascia sempre intendere più le origini punk che velleità romantiche New Wave.

Di fatto Stanchi è un pezzaccio alla Chain Cult, Dark Wave suonata come un pezzo degli Aus Rotten

“Stanchi di questa realtà, non è solo questo, vetrine, confini, luci ammalianti, slogan, partiti, asfalto, lavoro, prigioni, muri, frontiere…”

il testo, a ben leggere, verte più sulla rappresentazione a mo’di cronaca di una realtà, la nostra, che fa pendere la bilancia più sul versante Anarcho-Punk: i Morgana sono punk, sono attivismo, sono resistenza, sono autodeterminazione.

In Contemporaneitè si torna al francese e, il va sans dire, ad una dolcezza così umana, così tangibile che quasi il testo, sempre improntato su di una certa consapevolezza politica (“…in un mondo che è meglio non vedere, in un mondo dove è meglio non vivere…”), potrebbe quasi passare inosservato; ma il politico deve essere anche empatia, comunicare attraverso un linguaggio che non sia solo parole ma anche sensazioni e debolezze. Un pezzo bellissimo, struggente ma anche violento, poiché non c’è niente di più violento del mettersi a nudo senza vestirsi di inutili armature fatte di imperscrutabilità… Si è più deboli quando non ci si espone, la forza risiede tutta nella volontà di raccontarsi senza filtro.

“Ormai anche il tempo è negato, privatizzato. Disumanizzata questa realtà, icone amorfe, false verità, il ritmo è quello della velocità, fa schifo la vostra città!”

E Realtà ci riporta coi piedi per terra. Uno schizzo di sangue uscito dalle vene pulsanti di un Punk Rock romantico e tragico; un brano veloce ed impietoso, sia musicalmente che concettualmente: i Joy Division di Unknown Pleasure, in bilico tra Punk inglese, classe 1977, e ritrovate melodie in minore rubate qua e là e sapientemente effettate con pedali Echo; un esercizio che riesce solo ai punk ricchi di motivazione e capacità rappresentativa.

Dialogue Éphémère è epicità e lamento elegiaco, una forma prettamente latina di gestire il materiale in questione. Nell’inframezzo, dove le percussioni diventano quasi tribali, prima, ed ossessive/monosillabiche, poi, pare quasi di assistere al rito funebre di una società ormai stanca di se stessa

“-perché non si può passare le giornate a fare solo quello che si vuole?-chiede l’Homo Ludens. Risponde l’Homo Economicus-il sistema è circolare, appare chiaro che non lo si possa fare…” è la frase posta ad epitaffio sulla lapide…

Ma non è finita qui. Non se ne parla, non se ne discute, non si tratta con niente e nessuno: la lotta è lotta e non si arresta mai.

Così come da inizio, così anche la fine; dallo “Sperare, fallire, provare ancora” dell’inizio al “incidere sul presente, cercare di cambiare (…) attaccati al niente, voraci di tutto, nessuno si ferma, ognuno con la propria chimera sulle spalle…” della finale e definitiva Attaccati al niente:


il pessimismo ogni tanto traspare dai testi dei Morgana, ma il loro fatalismo è quello dei guerrieri; come fronteggiare onde ostili in mare aperto su scialuppe di salvataggio malmesse.

La resistenza dei Morgana è fatta di amore per la vita e non di ferma adesione ad una ideologia. La politica dei Morgana è fatta di lotta disperata poiché la disperazione è ciò che ci dà spinta e slancio verso qualcosa di diverso e di migliore.

Da veri eroi romantici i Morgana si gettano nella mischia armati solo delle loro passioni, dei loro ideali; senza l’ingombro ideologico del vincere per forza, ma motivati dal solo tentare, provare, cercare qualcosa di più, di meglio…semplicemente da tutto quello che, da semplici numeri, ci eleva a esseri umani.

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