Magnolia 2011

Magnolia 2011 1 - fanzine

Magnolia 2011

Prima serata della Magnolia Parade 2011,organizzazione non impeccabile, forse alcuni palchi erano troppo vicini causando spesso la sovrapposizione dei bassi, ma tutto sommato in pochi ci avranno fatto caso.
Qualcuno si è lamentato dell’eccessivo costo, ma per 20 euro, al giorno d’oggi, è difficile trovare un festival che offra 22 artisti in una sola serata.
il Bigfrog Stage è il palco che personalmente ritenevo più interessante, dopo l’apertura di “Rival Consoles” salgono sul palco i Baschi “Crystal Fighters”, con una album liquidato da Kitzunè e una marea di remix (tra cui segnalo quello di Douster per la loro hit Xtatic Truth) suonano un’ora abbondante di electro rock, personalmente abbastanza scontato, a cavallo fra MGMT,Vampire Weekend e Sleigh Bells, mi rendo conto di citare gruppi che a loro volta ricitano mezza storia della musica delgi ultimi 40 anni, ma è inevitabile visto il momento molto povero di idee che vive il mercato musicale indipendente.

La parte dance vera della serata viene aperta da Buraka Som Sistema, tre Mc e un Dj portoghesi, i primi ad uscire con delle tracce datate 2006 dove si parlava di Kuduro (ahimè portato alla ribalta nel 2011 dalla scellerata hit in rotazione su tutte le radio), che si rifanno alla tradizione tribale Brasiliana, ballano, cantano e coinvolgono i presenti in uno show veramente bello e molto festaiolo.

Dopo un’ora di palco lasciano per Digitalism, che ritengo essere una delle realtà più consolidate e apprezzabili della dance (suonata) mondiale.
Il duo tedesco porta sul palco un batterista che aggiunge peso ritmico e offre uno spettacolo di visual che infiamma la platea del Magnolia e mette il ritmo nelle gambe anche ai tavoli sparsi nelle aree ristoro.
Bravi nulla da dire, forse un poco penalizzati dai bassi volumi e non proprio impeccabili nelle parti vocali ma comunque sempre un gran gruppo.

Subito dopo una conoscenza del Riviera Summerfest, Tilt, che sale sul palco casalingo, offre un inizio di set tipico del suo repertorio, hit punk, electroclash, casse in quattro, ma poi subisce alcuni problemi tecnici che però non raffreddano la platea sempre ben disposta nei confronti del nostro “agitatore di folle” preferito.
Alle due si apre la performance di Carte Blanche, quella che personalmente mi è piaciuta di più.
Riton e Dj Mehdi, hanno , messi assieme, esperienza di dancefloor non indifferente.
La loro formula vince: divertirsi e far divertire, sono convinto che se li porti ad una festa di compleanno in un garage di diciottenni, fanno lo stesso identico set, sorridendo e cercando di essere sempre in “tiro”.

Se poi aggiungi due ballerine da cardiopalma, vestite una di bianco ed una di nero (come il duo di djs ndr), le metti sui pattini, le fai ballare come se fossero possedute dal demonio, ecco la serata è fatta.
Platea un poco decimata dall’orario ma tutti a saltare e ballare, e cosa che mi è piaciuta di più ,loro quattro sul palco che si divertivano, sorridevano ed erano pianamente coinvolti dalla festa.
Ce ne fossero di djs con questa attitudine, altro che super star con camerieri al seguito e bodyguard intorno.
Chiudono i Victeam dell amico Ruggero (Ipogo), ma è troppo tardi e Varazze è lontana.

Di Gianluca Perata e foto di Marco Mazza

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