Loris Capirossi raccontato da Simone Sarasso

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Non è facile raccontare la storia della vita di un uomo, ma quando questo uomo è Loris Capirossi è ancora più difficile. Capirossi è stato uno dei più grandi motociclisti italiani della storia, ma soprattutto è una persona molto normale e che ha vissuto una storia straordinaria partendo dal basso.

La sua storia meritava di essere raccontata, e colui che ha aiutato Capirossi nella narrazione è Simone Sarasso, uno dei migliori narratori che abbiamo in Italia, ma soprattutto una persona pensante e che sa cogliere molto bene le narrazioni italiane. Loris è una persona normale, che grazie ad un’immensa tenacia ed ambizione è riuscito a fare grandissime cose, partendo davvero da un paesino dell’imolese, e colpisce anche la tenerissima narrazione che viene fatta della sua infanzia. La famiglia Capirossi ha fatto grandi sacrifici per far correre Loris e per farlo arrivare dove è arrivato, e la narrazione congiunta di Sarasso e Capirossi fa capire benissimo come sia avvenuto tutto ciò, ovvero nel modo più naturale possibile e come dice il sottotitolo senza paura.

Uno dei punti salienti di questo libro è la bellissima forma di scrittura che troviamo al suo interno. La storia della vita di Capirossi è narrata in prima persona dal protagonista in maniera piacevolissima, con l’intercalare del parlato, espressioni dialettali comprese, e sembra davvero di essere ad un tavolo con Capirossi che ti parla della sua vita mentre ci si beve due birrette o del vino, sarebbe bellissimo starlo ad ascoltare, e con questo libro lo possiamo fare.

Sarasso infonde una forza immensa al libro, poiché mette davvero Capirossi al centro, sia della narrazione che del mezzo per narrarla, e grazie alla sua prosa molto chiara, viva e fresca riesce a renderci una delle migliori biografie sportive mai scritte in Italia. Tutto ciò grazie alla sua bravura e all’interessantissima storia del numero 65, ma anche perché in filigrana c’è lo scorrere davanti ai nostri occhi di un’ Italia che non c’è più, certamente più ingenua ma che dava ancora modo di sognare, mentre invece oggi temo che una storia come quella di Loris sia davvero dura da replicare. Inoltre Sarasso riesce nella difficile opera di non comporre un’agiografia, ma di darci la storia cos’ come è, come un fiume che scorre e ci lascia a noi la decisione se navigarla, bagnarci o rimanere sulla riva.

Velocità ma anche cuore, e sopratutto convinzione e anche una grande capacità di risolvere conflitti e problemi, sono le caratteristiche che hanno Loris uno dei piloti più amati. Inoltre l’autobiografia permette di leggere la storia, senza parteggiare per uno o per l’altro pilota, seguendo l’abominevole vizio italico del parteggiare in maniera virulenta per uno o per l’altro, segno che le lotte tra guelfi e ghibellini ci hanno segnato in maniera inequivocabile. Leggendo questo libro ci rimane molto nella testa e nel cuore, e soprattutto lo si legge come uno dei bellissimi noir di Simone Sarasso, tutto d’un fiato, ammaliati in egual maniera sia dalla storia che dalla scrittura, e vorremmo che Capirossi continuasse a parlare per molto tempo ancora.

Una delle migliori e più sentite autobiografie sportive, che calza molto alla figura di Loris Capirossi, un campione molto normale, che continua a stare dalla parte dei piloti grazie al suo lavoro attuale, ovvero nella sicurezza per i piloti.

Bellissimo e sopratutto molto diverso dalle altre autobiografie sportive.

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