Le roman de nos origines – Gilles Dauve’

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Alle origini della critica radicale e altre deviazioni. Amadeo Bordiga forse per qualcuno vorrà dire qualcosa per altri no. Fu il fondatore nel 1921 del Partito Comunista d’Italia da cui successivamente si staccò dando origine a quella che viene definita la sinistra comunista. Per non dare adito a fraintendimenti, con questo termine intendiamo una serie di gruppi politici attivi a livello internazionale che non hanno relazioni con la sinistra storica comunista o socialista e non sono inquadrabili nei movimenti trotzkisti.

Girando per la città i curiosi leggeranno sui muri dei fogli, spesso molto fitti riportanti le risoluzioni di partiti quale il Partito Comunista Internazionalista, Rivoluzione Comunista, Il Programma Comunista ecc. Spesso al nome del partito è associata la specificazione della tendenza politica. Questi gruppi, attivi su quasi tutto il territorio nazionale rappresentano in varie forme la diaspora della sinistra comunista, a cui appartiene anche il Partito Lotta Comunista, attivo soprattutto a Genova e in Liguria, versione dei gruppi leninisti della Sinistra Comunista. A livello europeo le tendenze si raggruppano in diversi filoni che vanno dalla sinistra comunista tedesco olandese (KADP), al gruppo di Socialisme ou Barbarie poi diventato il gruppo della libreria la Vieille Taupe di Parigi, le cui parole poi divennero importanti nel maggio 68. Il libro analizza con diversi saggi le teorie politiche dei vari gruppi, la loro storia e le ragioni della diaspora. Particolare attenzione è posto al tema del consiliarismo, la tendenza marxista rivoluzionaria non leninista. Questi gruppi vengono analizzati anche in confronto alle altre ideologie radicali europee, in particolare si fa riferimento ai rapporti che sono stati instaurati con le organizzazioni libertarie ed anarchiche, con l’internazionale situazionista di Debord, con l’autonomia italiana ed europea. Viene posto l’accento sulla teoria della comunizzazione. Il sommovimento sociale proletario non dal punto di vista del militantismo, ma come riappropriazione degli spazi che il capitale e il lavoro eliminano dalla vita umana. Tra le pagine scorrono i nomi che vanno da Bordiga ad Anton Pannecoek, da Debord a Onorato Damen. Il rifiuto del lavoro, la ricerca del proprio spazio fuori dal capitale. Questa prospettiva che infarciva anche il movimento del 77, che proveniva da quella che Franco Berardi (Bifo) dichiara essere citando Giorgio Bocca “La nefasta utopia del potere operaio”. Quell’utopia che Mario Tronti declinò in leninismo nel famoso, ma ormai dimenticato “Operai e Capitale”. Una ricerca ininterrotta dura da più di un secolo. Parte dalla Comune di Parigi, passa per Hegel e Marx, approda a Lenin, Gramsci, Bordiga. Che non è solo l’Unione Sovietica o la Cina di Mao Tze Dong, ma qualcosa di più complesso, che ha avuto fin dagli esordi critici ed eretici. Una storia di lutti e di speranze che ancora oggi divide. Non è così semplice come si pensi, per i curiosi almeno.

“Le roman de nos origines”
Di Gilles Dauvè Ed Pagine Marxiste
Per ordinarlo [email protected]

“Operai e Capitale”
Di Mario Tronti
Ed Einaudi. Ristampa Derive Approdi

“La nefasta utopia di potere operaio”
Di Franco Berardi (Bifo)
Derive Approdi

Le roman de nos origines - Gilles Dauve'

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