Impronte di Hasan Ali Toptas

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C’è poco da fare, alcuni scrittori superano la normale barriera narrativa ed entrano in una sfera onirica, sognatrice, che consente al lettore di andare oltre il libro, di viaggiare, di vivere, di emozionarsi e diventare un tutt’uno con la carta delle pagine che si stanno tenendo in mano.
“Hasan Ali Toptas” è decisamente uno di questi, in grado di raccontare l’amicizia tra due ex soldati in guerra sul fronte turco siriano rendendo la narrazione poesia e la poesia racconto.

Ziya e Kenan si ritrovano nel presente di un piccolo villaggio paradisiaco e nel passato dei loro ricordi, di quando erano piccoli e si inventavano i giochi per occupare il tempo.

Nella memoria ripescano anche i riti tradizionali di una Turchia per noi decisamente lontana, sia per geografia che per costume, dove le rocce rendevano silenziosi i silenzi e nell’immobilità delle persone neanche il tempo sapeva in alcun modo come passare.

In mondi estranei e quasi surreali, a prescindere dalle “Impronte” che abbiamo lasciato, siano queste più profonde e più durature o lievi e quasi impercettibili, “il destino è scritto dalla stessa mano e con lo stesso inchiostro”. Un particolare merito va alla traduttrice Giulia Ansaldo, che ha permesso a noi comuni lettori di abbattere le barriere linguistiche e di godere di questa perla, non facendoci rimpiangere di non sapere il turco.

Ero già stato rapito dalla letteratura turca con Hakan Gunday (http://www.iyezine.com/hakan-gunday-a-con-zeta), ora ne sono decisamente conquistato.

Titolo: Impronte
Autore: Hasan Ali Toptas
Casa Editrice: Del Vecchio Editore
Anno: 2016
Pagine: 408
Voto: 8.7

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