il nostro 25 aprile

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Resistenza non è una data sul calendario. Resistenza non è proclami, parole, inutili appelli a pezzi di carta. Resistenza è scelte consapevoli e condivise. Resistenza non è un partito politico. Resistenza sono le persone che scelgono, libere.

Resistenza non è prevaricare sul tuo prossimo. Resistenza è a volte menare le mani, perchè la pace a tutti i costi, porta la pace eterna. Resistenza è fare scelte scomode. Resistenza è ricordare e ringraziare tutti quelli che hanno lottato, o sono morti per una libertà poi svenduta.
Resistenza è indignarsi che Junio Valerio Borghese morì nel suo letto da uomo libero. Resistenza è studiare la storia danna ta di questo dannato paese che è l’Italia. Resistenza è l’erba sotto il corpo martoriato di Pasolini. Resistenza è la sorella di Cucchi, o i genitori di Aldovrandi. Resistenza è porgere la mano al più debole. Resistenza è incazzarsi ancora. Resistenza è essere sempre pronti. Resistenza è sentirsi cittadini del mondo. Resistenza vuol dire ballare, per poi combattere, e anche combattere per poi ballare. Resistenza è il viso di Bisagno.

Resistenza è Sandro Pertini. Resistenza è odiare il doppio stato. Resistenza è tante cose, ma una sola parola : LIBERTA’.

25 Aprile e dintorni Considerazioni,idee,sfoghi a cura de Il Santo.
Parliamo di 25 aprile e da buon punk,quale reputo attitudinalmente di essere,voglio lanciare una piccola provocazione ed andare controcorrente.

Penso,anzi sono convinto,che nel periodo che va fra l’8 settembre del ’43 ed il 25 aprile del ’45,alcuni italiani,per fortuna non moltissimi,scelsero lecitamente di stare con la repubblidìca di Salò,non chiedetemi i motivi,ma lo fecero.
Ora,per fortuna,furono spazzati via un po’ dalle truppe alleate,un po’ da chi decise di combatterli con armi di fortuna come i nostri prodi partigiani,a mio avviso uno dei più grandi vanti della nostra storia patria.
Da quei tempi sanguinosi,ma in fondo eroici,sono passati ormai 65 anni,e di acqua sotto i ponti ne è passata davvero parecchia, ma a quanto pare,per motivi a me ancora più inperscrutabili,certune giovani leve si rifanno a quei nefasti modelli.

A prescindere dal fatto che non riesco proprio a capirli,francamente mi sembrano nati vecchi (valori come dio,patria e famiglia si confanno più ad attenpati conservatori che a giovani ribelli),devo riconoscere che esistono e che,purtroppo,sono in espansione.
A parte alcuni cani sciolti spontaneisti,ma fondamentalmente ignoranti,anche se non meno pericolosi,gli altri si raccolgono in partiti o associazioni non oceaniche come la destra,fiamma tricolore o forza nuova.

Quelli che si riconoscono come veri e propri partiti non hanno mai disdegnato alleanze strategiche,e sopratutto comode e vincenti con Berlusconi e i suoi degni compari, sono quindi gioco-forza corresponsabili di politiche che sono tutto fuorchè “sociali” e l’unico legame vero che possono avere con questa accolita di spregevoli figuri è quello ideologico.
Veniamo quindi al punto. Sto scrivendo il giorno dopo il 25 aprile e,come tutti gli anni,nella giornata di ieri sono stati contestati i rappresentanti del cosidetto polo delle libertà (si chiamerà ancora cosi’?)
E’ successo a Roma,a Milano e,nel nostro piccolo,anche a Savona.

Come ogni santa volta che questo accade si sollevano cori di indignazione da parte dei contestati e da chi gli regge bordone,vengono affibiate patenti di anti-democraticità e via dicendo.
A questo punto forse sono io che non ci arrivo;ma chi dei valori resistenziali ne ha sempre contastata la validità,se non la veridicità,cosa si può aspettare da chi di questi valori ne ha fatto una bandiera?
Troverei molto più lecito da parte loro commemorare i caduti repubblichini;perchè fingere adesione a valori da sempre vituperati solo perchè si ricopre un ruolo istituzionale?

Ieri mattina davanti al posto dove lavoro,ahimè giorni di festa compresi,è stata deposta una corona di fiori ai caduti partigiani da parte di loschi figuri,non che i rappresentanti del centro-sinistra fossero poi tanto meglio,ma questi terribili personaggi ai tempi feroci della dittatura,ne sarebbero stati sicuramente corresponsabili se non protagonisti.
Capisco che per i non varazzini il suddetto esempio dica poco o niente,ma in quanti comuni più o meno grandi accade qualcosa del genere?

Basta ipocrisie,questa torbida accozzaglia di fasci più o meno celati,va combattuta sulla strada,nelle vie e nelle piazze,se necessario con la violenza (loro la usano e ne fanno un vanto non vedo perchè non dovrebbe essere cosi’ anche per noi) come fecero i nostri nonni 65 anni fa.
Io sono stufo della retorica da parata,dei valori condivisi e dalla riconciliazione.
Non è cosi’,non lo è mai stato e non lo sarà mai.

Mi ricollego a quanto affermato all’inizio di questo sfogo;riconosco pure le loro ragioni,la loro visione di società mi può sembrare in alcuni casi persino non lontana dalla mia,ma non sono assolutamente d’accordo con loro su una marea di concetti fondamentali(razzismo,aborto,nazionalismo etc.) nonchè sui loro metodi (10 contro uno) e quindi sono disposto a combattere per quello in cui credo sperando di non essere l’unico a farlo.
Spero che queste mie righe possano stimolare in confronto nell’ambito di In your eyes,quella che io considero la mia casa,e sono disponibile a discutere queste mie tesi con chiunque.

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