Il mondo in una scuola

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Storie e viaggi dell’operaio europeo.

Il libro nasce dai racconti degli immigrati che hanno frequentato la Scuola d’italiano per stranieri, nata più di quindici anni fa nei Circoli Operai di Genova

Solo negli ultimi anni la scuola è stata frequentata da immigrati di 74 nazionalità diverse. Sono operai, donne impegnate nel lavoro domestico o nell’assistenza e giovani non occupati in attesa di lavoro. Nel libro gli immigrati raccontano la loro storia, la situazione del loro Paese, le motivazioni che li hanno spinti a partire, la violenza della guerra, le difficoltà e i pericoli incontrati nel loro cammino. Alla fine emerge un racconto collettivo e armonico: le vicende e le tragedie individuali diventano l’espressione di un corso storico e sociale di respiro internazionale.

Il libro è diviso in capitoli/rotte : iberica, mediterraneo, balcanica, canale d’otranto, est europa, canele della manica e latino americana.

L’importanza di questi racconti, di queste suggestioni, va oltre alle pagine del libro, si immerge nella società del presente e soprattutto nella società del futuro.

Solo conoscendo le vite degli altri potremo capire meglio le nostre stesse vite.

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Qualche riga per capire meglio questa scuola per stranieri.

Sono trascorsi 10 anni da quando a Genova nei Circoli Operai di Lotta Comunista abbiamo
iniziato a fare i primi corsi di lingua italiana agli immigrati, partendo proprio dai quartieri di
Sampierdarena e Valpolcevera. Allora arrivavano nella nostra città latino americani e
soprattutto dell’Ecuador. Si può dire che in 10 anni in qualche modo alcune migliaia di stranieri si iscrivono ai nostri corsi.
La scuola di italiano per stranieri si basa sul principio di solidarietà internazionalista, principio
che fa parte della storia del movimento operaio mondiale.
Secondo questo principio i lavoratori, ovunque, hanno gli stessi interessi, indipendentemente
dal paese di nascita o dal colore della pelle. Sono tutti nella condizione di salariati obbligati a
vendere il proprio lavoro per poter vivere.
Pensiamo che la solidarietà rafforza la classe dei salariati, la nostra classe.
Spesso gli immigrati in Italia trovano difficoltà che anche gli italiani avevano già conosciuto
quando espatriarono verso altri continenti alla ricerca di un lavoro.
Il problema della comunicazione è la prima di queste difficoltà e abbiamo cercato di
affrontarla assieme, nel segno della solidarietà internazionalista, grazie alla scuola di italiano
per stranieri.
Per gli aderenti ai Circoli Operai, postasi la domanda di come attivarsi concretamente nei
confronti dei nuovi arrivati, la risposta è stata d’obbligo. La non conoscenza della lingua del
paese in cui si vive e si lavora è, infatti, uno dei fattori discriminatori per eccellenza. Ci
risultano, solo per fare un esempio, episodi di ditte che ti fanno firmare una lettera di
licenziamento spacciandola per norme contrattuali. Per questo è importante dare loro quei
primi strumenti di comprensione dell’italiano affinché possano difendersi. E poi,
evidentemente c’è la vita di tutti i giorni: acquisti, negozi, rapporti con ospedali , uffici
pubblici, ecc

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