H. P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti – Erik Kriek

H. P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti - Erik Kriek 1 - fanzine

H. P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti – Erik Kriek

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Da altrove e altri racconti , è un fumetto tratto da alcune delle più oscure e affascinanti storie di Lovecraft, il Solitario di Providence, caposcuola del genere Weird, indiscusso maestro della narrativa  di un terrore cosmico, ancestrale, indefinibile.

Ed è proprio questa caratteristica dell’indescrivibile, dello stupore travolgente inspiegabile, della pazzia come conseguenza di un contatto orrorifico con l’innominabile che fa sì che una qualsiasi opera di fantasia figurativa o addirittura cinematografica che voglia attingere all’opera di Lovecraft sia sempre una scommessa di difficile riuscita. La rappresentazione di tutto il pantheon e dell’immaginifico di Lovecraft è appunto una scommessa che punta sulle corde sottili che stimolano l’orrore più inconscio, il topos narrativo è la rievocazione massiccia di una paura che s’aggrappa alla shockante presa di coscienza di qualcosa di veramente altro, inconcepibile per la nostra piccola mente umana abituata a masticare un semplice assioma terrestre. E’ lapalissiano dunque che la raffigurazione dell’indescrivibile, di quell’angosciosa discesa nel covo dove dimora  il panico che è poi è il leitmotiv lovecraftiano, è di difficile riproposizione al di fuori del mondo delle lettere.

Nell’arte cinematografica ci sono state opere con esiti dubbi, alquanto raffazzonati, sfortunatamente non incisivi. Basti pensare a La città dei  mostri di Roger Corman o al più recente La fattoria maledetta, tratti dai racconti Il Caso di Charles Dexter Ward e Il colore venuto dallo spazio. Forse di miglior fattura Re-animator ma troppo lontano dalle atmosfere più caratteristiche lovecraftiane, come d’altronde anche lo stesso racconto, un poco atipico, dell’autore. Forse tra le migliori pellicole, non per niente fuori dalle grandi produzioni, devo citare The Call of Cthulhu, prodotto dalla Lovecfrat Society, in bianco e nero e muto, riesce  a evocare il clima lovecraftiano meglio di tutti.

Nel fumetto gli esempi di storie tratte dal nostro autore sono innumerevoli, si sprecano, e forse l’arte delle nuvolette più si adatta a una proposizione del mondo gotico di Lovecraft, forse grazie alla “fissaggio” delle tavole, al tipico background culturale fumettistico che nell’orrore ci ha sempre sguazzato abbondantemente.

Eris Edizioni ci propone questa raccolta di storie che sono un viaggio nell’entropia favolistica di Lovecraft, riuscendoci alla perfezione.

Scritto e disegnato dall’autore olandese Erik Krieg, è una cernita tra le storie tra le più rappresentative del maestro di Providence. Kriek è notissimo soprattutto nel suo paese grazie alle due serie  a fumetti Gutsman e Tigra, in Italia si può trovare sempre per Eris Edizioni In the Pines , cinque racconti gotici a fumetti di altrettante ballate tradizionali. In Altrove e altri racconti ci si può perdere nei particolari meticolosi, nei paesaggi cupi e affascinanti, nelle caratteristiche mostruose e, appunto, indefinibili, di alcuni personaggi. Perché Krieg riesce, con tratti anche semplici ma curatissimi, a rappresentare appunto quella fisionomia da incubo sottile, ricreando atmosfere dense e tratteggiando volti inquietanti, ma anche con prorompenti tavole oniriche e non mancando di rivestire di una certa ironia l’espressività dei protagonisti, spesso spaesati e increduli nelle spaventose circostanze in cui capitano di trovarsi.

Tre ristampe in tre anni per un fumetto lo trovo un successo, questo è capitato a Da altrove e altri racconti, uscito nel febbraio del 2014, ristampato sempre nel 2014, poi nel 2016 e nel 2017, sinonimo di qualità effettiva e di una scelta stilistica appetibile non solo per i fan duri e puri di Lovecraft, ma anche per tutti quelli che vogliono addentrarsi in un mondo di incubi che nella trasfigurazione lovecraftiana possono assumere volti di uomini-pesci o le sembianze tentacolari di esseri degli abissi, ma che comunque rimandano sempre e comunque a quell’orrore che si ha dell’inconoscibile, di quello che sta al di là della porta, altrove.

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Alessandro Pedretta
illegaleesperienza@gmail.com

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo. Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie. Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017) È ancora vivo.

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