iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Fat Freddy’s Drop – Bays

I Fat Freddy’s Drop sono un gruppo che ha introdotto e che sta portando avanti un discorso totalmente differente riguardo al ritmo ed alla struttura della canzone, fondando un qualcosa che potrebbe essere definito psichedelia reggae, se proprio dobbiamo dare un genere.

FAT FREDDY’S DROP – BAYS

I Fat Freddy’s Drop, fin dal primo disco “ Based On A True Story “ del 2005 stanno cambiando la storia ed il cammino di un certo tipo di reggae, e della musica in levare. I neozelandesi partono dal reggae, ma il loro viaggio li porta lontanissimo da quel genere, attraversando vari generi , innovandoli tutti.

I consumatori abituali di Fat Freddy’s Drop sanno che i loro pezzi hanno una partenza e poi il resto è tutto da vedere, perché la cosa più bella nell’ascoltarli è che non si sa dove arriveranno, e la novità è la cosa più bella in musica.
Essere innovatori non è facile, poiché devi sempre essere un passo avanti ma i Fat Freddy’s Drop sanno benissimo come esserlo, e gli riesce tutto facile. Come sarebbe facile dire che Bays è il loro miglior album, sicuramente è la loro migliore incarnazione attuale.
Il disco è stato registrato presso i Bays Studio di Kilbirnie a Wellington nella loro terra natia, dove prima vi era una stamperia di vinili della HMV. Qualcosa devono avere trattenuto quelle mura per poi dare un contributo a questo disco.
La produzione è come sempre per i Fat Freddy’s Drop una cosa importantissima, ed è sontuosa come al solito, anche perché un qualcosa di leggermente inferiore sarebbe davvero un rovinare tutta la fatica compositiva.
Le canzoni sono perfette, tutte possiedono un’anima particolare ed unica. Il reggae ed il dub rimangono i punti dai quali partire, le chiavi con le quali comporre qualcosa di nuovo.
In questa quarta opera i Fat Freddy’s Drop hanno cambiato il modo di comporre, dato che a differenza delle altre volte in questa occasione il disco è stato composto in studio, mentre invece prima le canzoni prima di arrivare su supporto fonografico erano testate lungamente dal vivo.
Bays è un lavoro dolce e con un’orecchiabilità che va oltre il commerciale, è musica che entra dentro senza alcuna fatica, è come ascoltate il battito cardiaco di una persona che stia bene ed in relax.
I Fat Freddy’s Drop sono un gruppo che ha introdotto e che sta portando avanti un discorso totalmente differente riguardo al ritmo ed alla struttura della canzone, fondando un qualcosa che potrebbe essere definito psichedelia reggae, se proprio dobbiamo dare un genere.
Continua l’avventura di un gruppo fuori dal comune e davvero unico, che sta avendo soprattutto a partire da Blackbird del 2013 un grande successo, poiché questa è musica che entra nell’anima, senza passare dalle orecchie.

Tracklist
01. Wairunga Blues
02. Slings & Arrows
03. 10 Feet Tall
04. Wheels
05 B2 Razor
06. Makkan
07. Fish In The Sea
08. Cortina Motors
09. Novak

Line –Up
Dallas Tamaira aka Joe Dukie: vocals.
Chris Faiumu aka DJ Fitchie: mpc , samplers & effects.
Tehimana Kerr aka Jetlag Johnson: guitar.
Iain Gordon aka Dobie Blaze: keyboards.
Toby Laing aka Tony Chang: trumpet.
Joe Lindsay aka Hopepa: trombone.
Scott Towers aka Chopper Reedz: saxophone.

FAT FREDDY’S DROP – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

PROMUOVI LA TUA BAND

Vuoi promuovere la tua band e supportare In Your Eyes ezine? Negli anni abbiamo collezionato oltre 1200 contatti (webzine, webradio etc..) che mettiamo a tua disposizione.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

ROTTING CORPSE, MORPHEUS, VAST PYRE, CASKED RATS

The Queen Is Dead 186 – Rotting Corpse, Morpheus, Vast Pyre, Casked Rats

Puntata più corposa del solito, si parte con del thrash metal crossover di altissima qualità, passiamo poi ad uno dei dischi più sottovalutati del death metal svedese anni novanta, per andare a scoprire la musica megalitica di un duo tedesco e per chiudere con un disco di hard rock proletario statunitense.

Aufgeführte Partitur – Elegant Teleprompter

Aufgeführte Partitur suona quello che vuole con cosa vuole, non ci sono secondi fini o compromessi, è un disco che è questo, ascoltare o lasciare, non ci sono commenti, anzi anche questa recensione potrebbe essere superflua, ascoltatelo e fluttuate nella paranoia, elettronica primitiva e potentissima.